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La prima “Bomb” (Woj o Shams, che sia) dell’estate 2022 è arrivata, a una settimana dal Draft. I Dallas Mavericks hanno trovato l’accordo con gli Houston Rockets per uno scambio così strutturato:

  • DALLAS: Christian Wood
  • HOUSTON: Boban Marjanovic, Trey Burke, Marquese Chriss, Sterling Brown e la scelta numero 26 al Draft 2022

Christian Wood, che ha un contratto da 14.3 milioni di dollari in scadenza la prossima estate, si accasa dunque a Dallas, in cambio di un pacchetto composto esclusivamente da giocatori ai margini delle rotazioni (0 minuti in quattro nei Playoffs, garbage time escluso) e completato da una scelta a fine primo giro.

Per un lungo come Wood, che nell’ultima stagione si è aggirato intorno ai 18 punti a partita, è indubbiamente un ottimo affare. È quasi scontato da dire, infatti, che le sue caratteristiche tecniche e atletiche sono un ottimo fit offensivo per i Mavs di Luka Doncic. Con lui, coach Kidd avrà infatti un centro in grado di garantire allo stesso tempo spacing (39% su 5 tentativi da fuori in stagione), pericolosità come rollante e “lob threat”, e la capacità di mettere la palla per terra contro i closeout. Una combinazione di caratteristiche, queste, che non possiedono né Kleber né Powell.

Wood non è sicuramente quell’ancora difensiva e quel rim protector di cui Dallas ha mostrato la mancanza in stagione e soprattutto nella serie contro gli Warriors, ma a questo prezzo il gioco vale la candela, anche in ottica trade market e free agency. Aver ceduto quattro giocatori (e una scelta) per uno solo, infatti, apre degli spot a roster per provare ad attrarre dei free agent il prossimo mese; e soprattutto, con l’ex Pistons e Rockets, i Mavs adesso hanno ancora più profondità (in tutti i ruoli) e diversi contratti spostabili. Insomma, se ci si aspettava da loro una certa attività sul mercato prima dell’affare-Wood, ci si aspetta altrettanto all’indomani di questo scambio.

Dall’altra sponda, invece, i Rockets hanno ceduto Wood – come previsto nei giorni scorsi – per due motivi:

  1. non perderlo gratis a fine anno, ottenendo degli asset in cambio;
  2. lasciare più spazio ad Alperen Şengün, 16esima scelta al Draft dell’anno scorso, e al giocatore che selezioneranno settimana prossima con la chiamata numero 3 (probabilmente Paolo Banchero, o nel caso in cui fosse ancora disponibile Chet Holmgren).

A Houston arrivano tutti contratti in scadenza al termine della stagione 2022/23, quando la franchigia avrà ampio spazio salariale. Marjanovic ($3.5M), Burke (player option da $3M), Chriss ($2.1M, si è operato oggi al ginocchio e tornerà in attività dopo l’estate) e Brown ($3M) si uniscono infatti ai due expiring contract di John Wall (player option, con una situazione in stand-by da mesi) ed Eric Gordon.

Lo young core intorno a cui costruire a Houston si sta delineando e la timeline con cui competere (sul lungo termine) è tracciata con decisione da tempo. Questa mossa ne è stata una conferma. Rimane il dubbio che da un giocatore come Wood, col suo contratto accessibile (e appetibile) per molte squadre, fosse possibile ottenere qualcosa di più che una late first round pick, magari esplorando il mercato durante i primi mesi della stagione. Evidentemente, però, chiudere questo affare già in offseason, e possibilmente prima del Draft, era una priorità per Rafael Stone e soci.

Le Finals devono ancora finire, ma l’estate del mercato NBA è iniziata col botto.