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Anche i Los Angeles Clippers si stanno attrezzando per la post-season, e la decisione più rumorosa da prendere riguarda senza dubbio il futuro di Russell Westbrook. Il giocatore ha beneficiato del nuovo ambiente, dove può contare sul supporto del grande amico Paul George, giocando dei Playoffs di buon livello in relazione a quelle che erano le aspettative dopo l’infelice tenore sull’altra sponda di LA, ottenendo anche i commenti positivi di Kevin Durant e Chris Paul (li trovate QUI).

Westbrook ha tirato su nuovamente le proprie quotazioni, dando anche alcuni motivi ai Clippers di puntare su di lui. Certo, non si parla di massimi salariali, più alcune eccezioni come la taxpayer MLE ($5 milioni), che consentirebbe ad alcune squadre di firmarlo sebbene oltre la luxury tax line, o del minimo salariale.

Opzione, quest’ultima, che proprio i Velieri starebbero vagliando, stando a Eric Pincus di Bleacher Report:


“Alcune fonti dicono che la squadra speri di trattenere Russell Westbrook con uno sconto legato all’appartenenza alla città (nativo di Long beach, California, e prodotto di UCLA), pari a circa $3.8 milioni per un anno, in modo da far maturare gli Early Bird Rights in vista della stagione successiva – come fatto con Nicolas Batum e, prima, con Reggie Jackson.”

I Clippers, limitati come i mercati più grandi dal nuovo CBA, non potrebbero comunque offrire la MLE, restando pertanto nei dintorni del veteran minimum o di una ri-firma con i Non-Bird Rights. La scelta di aspettare un anno per avere gli Early Bird Rights gli consentirebbe di giocarsi un’estensione sul campo e avvantaggerebbe la squadra qualora la scommessa pagasse, potendo a quel punto estendere il giocatore anche al netto delle limitazioni.

Non sappiamo cosa farà Russ, ma il President of Basketball Operations dei Clippers, Lawrence Frank, è stato chiaro sulla propria volontà di volerlo assolutamente ri-firmare:

“Russ sarà free agent e dovrà scegliere. Ha fatto un lavoro fenomenale con i Clippers, e vogliamo trattenerlo, ma rispettiamo il fatto che sia free agent. La speranza resta quello di farlo restare un Clipper.”

Le difficoltà salariali per i Clippers sono palesi, ma non è che Westbrook avrebbe potuto chiedere molto di più, comunque. Come avevamo scritto anche QUI:

In un contesto davvero competitivo, come potrebbero essere nuovamente i Clippers, quello che gli verrà chiesto sarà di comportarsi sporadicamente come difensore PoA – e qui il fit con un sistema ricco di cambi quale quello di coach Lue è buono – ma di non guidare l’attacco a metà campo, se non in quintetti con la second unit. Altrove, se qualche GM ne avesse ancora una considerazione più alta, potrebbe invece essere adottato come portatore principale da coadiuvare a un lungo più dominante e in lineup ben spaziate, ma l’evoluzione del gioco non consente di immaginare uno scenario in cui potrà essere qualcosa di più di un giocatore di energia in uscita dalla panchina, in un contesto che ambisca a qualcosa.

I difetti di Russ sono legati prevalentemente al fatto che la shot selection non sia fra le migliori, per usare un eufemismo, e lo shot making ancora meno, consentendo così alle difese di “accontentarsi” dei suoi tiri aperti, convivendo con le conseguenze. Poco importa che abbia tirato con il 50% da fuori in Gara 2, 3 e 4, il suo storico ai Playoffs si avvicina più al 2 su 12 sommato di Gara 1 e 5, che non altro.

La realtà dei fatti è che un archetipo come questo non è versatile e, di conseguenza, nemmeno adattabile alla maggior parte dei contesti vincenti contemporanei, non essendo più sostenibile – dopo un normalissimo calo fisico – usarlo come prima opzione o anche solo primary ball handler, ma nemmeno capace di adeguarsi a un ruolo diverso da questo.

Il giocatore si è dimostrato più volte entusiasta di questo ambiente, e non sarà certamente contesto di rimanere, soprattutto qualora potesse giocarsi ancora qualche soldo in più con gli Early Bird. Non potremmo che essere felici di vedere Westbrook sul campo ancora per qualche anno.