FOTO: The Boston Globe

I Boston Celtics, ancora una volta, ci sono andati vicini, ma senza riuscirci. La rimonta dallo svantaggio di 0 a 3 alle Conference Finals acuisce, se possibile, l’amaro in bocca per l’eliminazione subita dai Miami Heat in Gara 7, dal momento che testimonia la vera natura di questo nucleo, discontinuo se ce n’è uno.

Questa Boston è più che mai bifronte, orientato da un lato verso l’auto-sabotaggio delle prime tre partite, fatte di cambi difensivi passivi, mismatch concessi e un attacco prevedibile; dall’altro, verso una costante pressione difensiva sulla palla, aiuti con i tempi giusti e un ritmo altissimo in attacco, generando penetrazioni e, di conseguenza, pressione al ferro e buoni tiri sugli scarichi.

Questa altalena è una costante dei Celtics di questi anni, ormai, e la domanda è se non sia arrivato il momento di cambiare qualcosa. Andiamo a vedere i punti caldi in vista dell’offseason.


Jaylen Brown

I Boston Celtics, a livello di roster, non hanno chissà quali urgenze, se non la questione dell’estensione di Jaylen Brown, comunque sotto contratto nel 2023/24 a $31.8 milioni.

Il giocatore è reduce da una regressione notevole ai Playoffs, nel corso dei quali ha messo in mostra tutti i propri limiti, a partire dalla pessima screen navigation, passando per le basse percentuali quando il suo notevole shot making non lo aiuta a compensare la difficoltà dei tiri, fino all’incapacità di trattare la palla ai livelli che gli vengono richiesti – elementi, soprattutto l’ultimo, dei quali Gara 7 contro Miami è stata un manifesto, come riconosciuto da Brown stesso (le sue parole QUI).

Essendo entrato a far parte degli All-NBA Teams insieme a Jayson Tatum (approfondimento sulle conseguenze QUI), la situazione salariale al momento è questa:

La Designated Veteran Extension, anche chiamata “Super Max”, che Brown potrà richiedere, permetterà al giocatore di superare la soglia del 30% del cap al primo anno di rinnovo, arrivando al 35%. Questo lo renderà eleggibile per un’estensione da 5 anni, dal 2024/25 al 2028/29, con queste stime:

  • 2024-25: $50,050,000
  • 2025-26: $54,054,000
  • 2026-27: $58,058,000
  • 2027-28: $62,062,000
  • 2028-29: $66,066,000
  • Totale: 5 anni, $290,290,000

Si tratta dell’estensione completa da 5 anni al 35%, con crescita annua dell’8%. Con ogni probabilità, il quinto anno sarebbe una player option, seguendo la struttura usuale delle Designated.

I Celtics potranno offrire queste cifre a Brown già all’altezza del primo luglio. In caso di firma, non potrà essere scambiato per un anno.

Se, in precedenza, sembrava esserci una sicurezza granitica sul fatto che Boston potesse decidere di offrirgli determinate cifre, le ultime prestazioni potrebbero insinuare un po’ di dubbi – sebbene Jayson Tatum non ne abbia.

Certo è che i difetti strutturali di squadra trascendono la sua figura, dipendendo dalla totale assenza di un connettore, che possa sollevare i Jays delle mansioni palla in mano, consentendo loro di ricevere off ball, specialmente in maniera dinamica. Pertanto, le colpe di Brown sono solo parziali, certo, ma nulla esclude un suo potenziale utilizzo come asset per raggiungere un profilo simile, e qualcos’altro.

In caso non ci si voglia separare da Brown, concedendogli l’estensione, questo sarà praticamente l’ultimo anno buono a disposizione di Boston per effettuare scambi a più giocatori, a causa delle regole del nuovo CBA, atte a limitare le squadre abbondantemente oltre la soglia della luxury tax (un approfondimento QUI).

Di contratti spendibili, per un profilo – scritto da uno che ha seguito Minnesota da vicino – alla Mike Conley, ce ne sono in vista del 2023/24, da aggiungere alle Draft picks scambiabili – 2024, 2026, 2028 e 2030.

Grant Williams

Questa volta, si tratta di un profilo indubbiamente inferiore a Jaylen Brown, ma comunque importantissimo per tutta Boston. Grant Williams è stato uno dei più presenti nel corso della serie con Miami, e in generale una voce ricorrente nello spogliatoio, ascoltando anche i compagni, pertanto la sua questione contrattuale attira un bel po’ di interesse.

Andando a recuperare i report di un nostro vecchio articolo:

Secondo quanto riportato da Hoopshype, le richieste del 24enne si attestavano sui 14 milioni di dollari annui, mentre i Celtics non sono mai andati oltre un’offerta da 50 milioni per 4 anni (dunque una media di 12.5 milioni annui), in linea con quello che dovrebbe prospettarsi il valore della piena non-taxpayer Mid-Level Exception.

Williams sarà un restricted free agent, e Brad Stevens avrà la possibilità di pareggiare qualsiasi offerta, ma, sempre secondo le fonti di HoopsHype, se la proposta dovesse raggiungere i 18 milioni annui potrebbe diventare troppo elevata per Boston.

La logica è la stessa dietro a Jaylen Brown. Se i Celtics credono di poter arrivare ancora oltre con questo nucleo, sfruttando la finestra aperta dai Jays e apportando miglioramenti marginali che, secondo loro, possano permettere il salto definitivo, allora è difficile immaginare la partenza di uno come Williams, confermatosi un discreto role player ai Playoffs.

In caso contrario, si tratterà di un sacrificio necessario per risparmiare qualcosa, o di un semplice asset.

Altro

  • sì, tutti si aspettano due parole su Joe Mazzulla, il cui futuro resta però da definire ampiamente. Si tratta di un head coach esordiente, il quale – come sottolinea anche Tatum – ha ricevuto l’incarico un po’ di fretta e un po’ a sorpresa, guidando comunque il gruppo verso una run profonda, a una vittoria dalle Finals. Anche per queste ragioni, Shams Charania ha spiegato che la sua impressione sia che i Celtics decideranno di estendere i rapporti con l’head coach, ampliando lo staff per supportarlo, trovandosi in partenza ben 3 assistenti. Inoltre, tra le altre cose da ricordare, c’è che Mazzulla ha firmato un contratto da tre anni ($14 milioni).
  • La selezione All-NBA di Jayson Tatum gli consentirà di guadagnarsi una pagnotta di dimensioni inenarrabili. Essendo solo al secondo anno del suo contratto quinquennale, JT non potrà firmare alcuna estensione prima dell’estate 2024. A quel punto, potrebbe declinare la propria player option per il 2025/26 e aggiungere altre 5 stagioni di contratto, dal 2025/26 al 2029/30. Ecco le proiezioni – come per Brown, si tratta di 5 anni pieni al 35% del cap, con crescita dell’8%. Come per Jaylen, anche per Tatum il quinto anno dovrebbe essere una player option.
  • 2025-26: $53,198,250
  • 2026-27: $57,454,110
  • 2027-28: $61,709,970
  • 2028-29: $65,965,830
  • 2029-30: $70,221,690
  • Totale: 5 anni, $308,549,850
  • Danilo Gallinari è stato penalizzato dall’infortunio che non gli ha concesso nemmeno mezza presenza in questa stagione, ma resta uno dei tanti role player di livello a disposizione di coach Joe Mazzulla. Il Gallo ha una player option da $6.8 milioni prevista per la prossima stagione, che probabilmente accetterà, sperando che i Celtics decidano di concedergli una chance.
  • Team option, invece, sul contratto di Mike Muscala ($3.5 milioni), su cui andrà presa una decisione entro il 29 giugno, soprattutto qualora i Celtics decidessero di aprire slot a roster e un minimo di spazio salariale.