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I Cleveland Cavaliers sono stati già molto attivi in offseason, nonostante si preannunciasse un’estate di decisioni difficili. Dopo la conferma di Caris LeVert, sono arrivate un paio di aggiunte importanti: dalla free agency, con Georges Niang e aggiunte minori; da uno scambio, che ha portato alla separazione da Cedi Osman e LaMar Stevens per accogliere Max Strus. Con il roster quasi completo, a 12 contratti garantiti, più il non-garantito di Sam Merrill, il margine di manovra per delle firme si riduce alla bi-annual exception ($4.5M) e a alla MLE, utilizzata però quasi in toto per Niang e della quale restano poco più di $4 milioni. Poca cosa, insomma.

Questo lascia spazio a un paio di strade: la prima, fatta di aggiunte marginali, che non scuotano troppo il roster e mantengano intatto un nucleo che ha fatto molto bene in stagione, ma che ha deluso ai Playoffs, seppur adesso presenti un paio di upgrade in termini di spacing dinamico non proprio trascurabili; la seconda, che modifichi invece drasticamente l’assetto di questo sistema, tramite uno scambio. Quest’ultima direzione non è la più plausibile, ma non va nemmeno ignorata, come suggeriscono gli ultimi rumors diffusi da Marc Stein, secondo cui i Cavaliers sarebbero maggiormente aperti rispetto a prima a scambiare Jarrett Allen, perché – citando testualmente – “sarebbe apparso in difficoltà svariate volte nel corso dell’uscita in 5 gare contro i New York Knicks”. Sam Amico di HoopsWire non smentisce, ma spiega – citando alcune fonti – che il pacchetto richiesto dovrebbe essere importante, e che il lungo All-Star nel 2022 partirà solo qualora si trattasse di un grosso movimento. Il succo è: Allen è sul mercato, e questo lo si sapeva già prima del Draft, quando sono arrivate diverse offerte, semplicemente adesso lo è “di più”.

Cosa significa? Che i Cavaliers hanno iniziato a farsi domande. Senza dubbio non lo lasceranno andare via per un pacchetto di patatine, dal momento che ha comunque un trade value abbastanza alto: comparso recentemente all’All-Star Game, difensore perfetto per alzare il livello di squadra in regular season e ottimo rollante. Ma non è detto che continueranno a mantenerne così alto il prezzo nel prossimo futuro, soprattutto qualora ci fosse la percezione che questo nucleo non possa andare lontanto.

Prima dell’inizio dell’offseason, sono uscite indiscrezioni, per quanto affidabili o meno, dal sopracitato Sam Amico per cui nemmeno Darius Garland si trovasse al sicuro. Se ne può lecitamente mettere in discussione la credibilità, ma è frutto del fatto che questo nucleo, dopo l’arrivo di Donovan Mitchell, sul quale si sono investiti praticamente tutti gli asset disponibili, si sia schiantato contro una tristissima realtà ai Playoffs: un roster troppo corto nel reparto wing e senza alternative a quintetti mal spaziati e troppo dipendenti da percentuali altalenanti. La compresenza di Allen e Mobley sul parquet offre taglia, rim protectione e una certa versatilità difensiva, ma è compensata nell’altra metà campo da un’assenza totale di raggio di tiro, che permette alle difese di poter battezzare più elementi, rendendo di conseguenza meno efficaci collaborazioni come il pick&roll o set appositi per i tiratori, essendo sempre disponibile un aiuto. Con Strus e Niang cambierà certamente qualcosa, non solo incentrando il discorso sulle percentuali di conversione da fuori, ma anche sulla gravity esercitata da tiratori di movimento di questo tipo, i quali sapranno valorizzare – qui soprattutto Strus – Mobley come arma sugli hand-off. Ma non è detto che basti.

I Cleveland Cavaliers si sono posti delle domande e, qualora non trovassero le risposte che cercano, non è da escludere un ulteriore movimento in futuro. Specialmente al giusto prezzo.