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I Golden State Warriors hanno vinto sei delle ultime nove partite e si sono riportati a contatto con la zona Playoffs, nonostante le assenze di Stephen Curry ed Andrew Wiggins nelle ultime settimane. Sono reduci da cinque vittorie consecutive, inclusa quella rocambolesca (un eufemismo) contro Atlanta, e fin qui in stagione hanno potuto contare su una simil-imbattibilità al Chase Center (17-2).

Ora per i campioni in carica è in arrivo una serie di impegni non proibitivi nei prossimi 15 giorni (Pistons, Magic e Suns in casa; Spurs, Bulls e Wizards in trasferta), poi un impegnativo tour nella Eastern Conference (Celtics, Cavs e Nets) e infine la rivincita contro i Grizzlies; ed è soprattutto considerando la schedule che quelle in arrivo dallo staff medico suonano come ottime notizie per Steve Kerr.

Assente dal 3 dicembre, prima per un infortunio all’adduttore e poi per uno stato influenzale, Wiggins ieri è tornato alla piena attività in allenamento e il suo rientro sembra imminente. L’ala di Golden State potrebbe essere in campo già nella prossima partita contro Orlando, o al più tardi martedì contro Phoenix.


Quanto a Curry, alle prese dallo scorso 14 dicembre con una sublussazione alla spalla sinistra, la franchigia ha comunicato che nel weekend verrà fornito un aggiornamento sui suoi progressi. Interrogati a proposito, intanto, Steve Kerr e Bob Myers hanno anticipato ai media che “il suo recupero procede meglio del previsto”, e che la sfida del 13 gennaio contro San Antonio è una data realistica per il ritorno in campo.

Alla fine della prossima settimana, infine, si attendono notizie sulle condizioni di Jonathan Kuminga e James Wiseman, fermi entrambi per una distorsione alla caviglia (accusata dal primo lunedì contro gli Hawks, dal secondo in un tre-contro-tre in allenamento).

Non sembra più lontano, insomma, il giorno in cui coach Kerr potrà contare nuovamente sul proprio roster al completo.