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Zach LaVine è apparso molto ottimista dai suoi recenti commenti pubblici, riportati da K.C. Johnson su NBC Sports Chicago. La stella dei Bulls ha affermato di stare bene e di sentirsi in forze, rivelando di essere avanti nella tabella di marcia, ma di dover ovviamente aspettare la completa guarigione del tendine. L’ex Timberwolves si è infatti sottoposto a un’operazione al piede destro nei primi giorni di febbraio, con un periodo di recupero previsto di 4-6 mesi: “È stato tremendo, ho cercato ogni modo di non operarmi, non vuoi mai finire sotto ai ferri. Ma il dottore mi ha convinto che questa cosa non sarebbe guarita da sola e che il dolore sarebbe stato forte, avevo un osso fluttuante, si chiama frattura “non-union” di Jones, e ci ho avuto a che fare per un po’.” – ha spiegato Zach LaVine, in maniera molto chiara. Meno chiara, invece, la sua situazione in prospettiva con i Chicago Bulls: il front office è in ascolto di offerte ormai dalla passata stagione, in accordo con gli agenti del giocatore per trovargli un’altra sistemazione, sebbene la stella non abbia mai chiesto direttamente una trade, stando a Johnson. Le fonti dell’insider di NBC Sports Chicago rivelano inoltre che i Bulls cercheranno nuovamente di scambiare LaVine nella prossima offseason, dopo essere quasi arrivati a un accordo con i Detroit Pistons alla trade deadline. Da parte del giocatore, piena disponibilità a tutte le soluzioni:

“Ci sono molte cose che non mi infastidiscono, il mio nome circola in giro dall’inizio della mia carriera a ora. Se dovessi lasciarmi influenzare dall’opinione delle persone, non sarei dove sono oggi. Perciò continuo a scendere in campo e a essere me stesso. Non ne ho parlato veramente con nessuno, ma continueremo ad andare avanti. Il mio obiettivo principale è quello di aiutare la squadra in campo ed essere me stesso. Quando gioco, so di avere un impatto perlopiù offensivo, ma anche difensivo.”

“Non è difficile reintegrarsi, specialmente per il modo in cui gioco io e per quanto voglio aiutare. Non vuoi mai farti male, ma non è difficile rivedersi lì.”


Questi gli anni di contratto rimasti a Zach LaVine, cifre molto corpose che rendono difficile uno scambio verso squadre già molto competitive con poco spazio salariale:

  • 2023/24: $40.06M
  • 2024:25: $43.03M
  • 2025/26: $45.99M
  • 2026/27: $48.97M (player option)

I Detroit Pistons rientrano fra le squadre con abbastanza cap space da poter essere flessibili in una trade, così come i ben più intriganti Orlando Magic – che, però, a fine stagione potrebbero perdere numerosi contratti scambiabili, come quelli di Gary Harris, Joe Ingles e Markelle Fultz, nomi comunque da soli non sufficienti a mettere su un pacchetto decente di per sé e da integrare a qualcosa di più appetibile. Anche i Philadelphia 76ers potrebbero liberare moltissimo spazio salariale: i contratti di De’Anthony Melton, Buddy Hield e Tobias Harris sono extension eligible e finiscono a fine stagione, così come quelli di Nicolas Batum, Kelly Oubre Jr., Kyle Lowry e Robert Covington. Considerando come certa solo l’estensione di Tyrese Maxey e la permanenza di Joel Embiid, i Sixers potrebbero pensare di estendere o rifirmare alcuni dei nomi sopracitati per assemblare un pacchetto adeguato, per poi completare il roster con lo spazio rimanente (sfruttando anche i Bird Rights). E si potrebbe continuare con Jazz, Raptors, Pacers e – perché no? – Oklahoma City Thunder, ricchi di Draft pick e con una situazione salariale flessibile. Persino i San Antonio Spurs potrebbero fare un pensierino su una potenziale accoppiata “stellare” con Victor Wembanyama, sebbene rimanga il problema di quanti e quali giocatori si sia eventualmente disposti a sacrificare.

Quel che è certo, è che l’aggiunta di Zach LaVine consegnerebbe a tutte queste squadre uno scorer da oltre 25 punti di media nelle ultime 4 stagioni (questa esclusa, per infortunio) ad altissima efficienza, con un picco di 63.4 true shooting% raggiunto nel 2021 – regolarizzatosi comunque sempre sopra un ottimo 60% nelle ultime due stagioni. Atletismo straripante, pull-up fra i più puliti della Lega e discreta pressione al ferro: tutto ciò che si chiede a una seconda o terza opzione offensiva di una squadra Playoffs, per il quale sarà importante tenere alta l’attenzione.