Alla fine è successo! Kyrie Irving è un giocatore dei Dallas Mavericks. Ad annunciarlo è Adrian Wojnarowski di ESPN, che rivela la seguente struttura (anche se l’ultimo aggiornamento sulle pick è da Shams Charania):

Mavericks: Kyrie Irving, Markieff Morris

Nets: Spencer Dinwiddie, Dorian Finney-Smith, first-round pick 2029 non protetta, 2027 second-round pick, 2029 second-round pick


Come noto sin dal primo momento, decisivi a fare da ponte sono stati il GM Nico Harrison, molto legato a Irving dalla precedente esperienza con Nike, e coach Jason Kidd, che avrebbe spinto molto per la trade. Stando a ESPN, le trattative avrebbero ricevuto una brusca accelerata nella giornata di oggi, quando anche i Lakers avrebbero discusso un potenziale accordo (ne abbiamo parlato QUI). Il pacchetto dei Mavs è piaciuto di più ai Brooklyn Nets.

Adesso la questione si fa più finanziaria, e Marc Stein rivela che i texani non avrebbero dato alcuna garanzia contrattuale alla star ormai ex Nets. In base all’inclusione o meno del trade bonus del 15% nella trade, Kyrie Irving potrebbe essere eleggibile per la full max extension da oltre $200 milioni in 4 anni, o limitato a un biennale da circa $80 milioni. Per chiarire, un estratto da un nostro pezzo:

La presenza del trade bonus del 15% limiterebbe Irving nel prossimo contratto a massimo un biennale da $83.3 milioni. Al momento potrebbe richiedere cifre oltre i $250 milioni in 5 anni tramite i Bird Rights, conservati in caso di scambio. I Nets potranno deliberare sull’includere il bonus nella trade, o meno, con Irving che potrebbe decidere di liberarsene. In caso il trade kicker venga incluso, Irving non potrebbe estendere con la nuova squadra se non firmando a sconto, con i limiti del biennale sopracitato (2 anni, $80 milioni).

In attesa di aggiornamenti, a Brooklyn atterra l’ottimo contratto di Dorian Finney-Smith (4 anni, $55.6M) e torna anche Spencer Dinwiddie, che ha militato nelle file bianconere dal 2016 al 2021. Considerando anche il Draft capital, in sé e per sé questo non è un pessimo ritorno per i Nets, visto il sentimento ormai noto che si sarebbe trattato di una separazione entro la deadline, o addio a zero in estate.

Dal punto di vista del campo e dell’equilibrio, però, è un vero peccato vedere smantellato un progetto simile, che va avanti da anni e a cui si era arrivati attraverso svariati sacrifici, da ancora prima dell’era Atkinson e resistendo anche dopo il terremoto Harden, e soprattutto che stava andando bene in questa stagione. Jacque Vaughn dovrà essere fenomenale nel ripartire ancora da un mazzo rimescolato a caso, in attesa di capire quale sarà la reazione di Kevin Durant su cui si sarebbero già fiondati i Phoenix Suns.