FOTO: CBS Sports

Dopo l’estensione faraonica da $251 milioni in 5 anni, dopo 11 stagioni insieme, Bradley Beal e i Washington Wizards sembrano essere arrivati ai saluti. La stella si appresta a entrare nel secondo anno del quinquennale firmato da poco, diventando così trade eligible, e senza perdere tempo le parti sembrerebbero indirizzate già verso uno scambio.

A riportare la notizia sono sia Shams Charania che Adrian Wojnarowski, entrambi con dei punti interessanti da segnalare:

  • stando all’insider di The Athletic, dopo il licenziamento dell’executive Tommy Sheppard, il nuovo front office, capeggiato da Michael Winger e dal nuovo GM Will Dawkins, starebbe cercando di capire quale strada seguire, se quella del rebuilding, con un giusto scambio, o se continuare su questa strada – il tutto in avvicinamento al Draft del 22 giugno. Da parte di Beal e del suo agente, Mark Bartelstein, ci sarebbe interesse mutuale nell’imbastire una trade in direzione di una contender, qualora si decidesse di optare per il rebuilding;
  • niente di più da ESPN, se non il focus sul contratto: il giocatore ha una no-trade clause che gli permetterà non solo di deliberare a piacimento riguardo alle possibili destinazioni, ma anche riguardo al pacchetto che verrebbe impiegato per arrivare a lui. Come fa notare Wojnarowski, le conversazioni saranno a tre teste: Bradley Beal e l’agente, il front office di Washington e quello della squadra acquirente.

Bradley Beal potrà insomma decidere di rifiutare una trade qualora la potenziale nuova squadra decidesse di privarsi di troppi pezzi fondamentali, minando così la competitività dell’ambiente.


Giusto in queste ore, tra l’altro, Brian Windhorst, altro volto di ESPN, ha spiegato come il trade value del giocatore sia attualmente ai minimi storici in avvicinamento al Draft, a causa del contrattone appena firmato.

FOTO: Spotrac/Bradley Beal

Passando alle pretendenti, nelle ultime ore è esploso il finimondo. Cercando di riassumere nel modo più schematico possibile:

  • Miami Heat: il report di Shams Charania su The Athletic parla di due pretendenti in prima fila, una della quali rappresentata dalla passata finalista NBA. I contratti da mettere sul piatto ci sono, a partire dai $27 milioni di Tyler Herro, ma soprattutto i pessimi $29.7 milioni di Kyle Lowry e gli oltre $18 milioni di Duncan Robinson, assieme a filler vari. Miami è in cerca da tempo di una stella offensiva da aggiungere, a partire da Damian Lillard, sebbene il collegamento a Beal esistesse già da mesi. Quest’ultimo sarebbe un ottimo fit per il sistema, rappresentando uno scorer di altissimo livello, capace di giocare sia off ball, sia palla in mano, perfetto per il sistema ricco di hand-off e uscite dai blocchi di Spoelstra.
  • Milwaukee Bucks: a sorpresa, come confermato da Brian Windhorst, dopo il report di The Atheltic, ci sarebbero anche i campioni NBA 2021. Difficile capire come potrebbero arrivarci, se non scambiando Khris Middleton, che stando a Jake Fischer di Yahoo Sports vorrebbero però trattenere. Sarà da capire in che modo venga valutato il fallimento di questa stagione e se la cosa metterà ansia da prestazione: in questo caso, aggiungere una stella come Beal diventerebbe plausibile, a ogni prezzo.
  • New York Knicks: fonte sempre di The Athletic, ma che arriva da Fred Katz e non da Charania. Citando testualmente, “il front office di New York avrebbe già fatto sapere alle persone di riferimento che ci sarebbe interesse nell’acquisto del giocatore, qualora diventasse disponibile”. Come fa notare Katz, anche qui i contratti da integrare non mancano, come quello di Evan Fournier o Derrick Rose (team option), e soprattutto i Knicks hanno la scelta dei Wizards 2024, protetta fino al 2026, che potrebbe tornare “a casa” in un eventuale accordo.
  • i no arrivano da Boston Celtics e Philadelphia 76ers: la fonte è Jake Fischer di Yahoo Sports. L’insider riporta che i primi sarebbero intenzionati a continuare con i Jays, mentre i secondi non sarebbero proprio interessati, permanenza di James Harden, o meno.

La situazione al momento è più o meno questa. Questo ricordando che Bradley Beal avrà enorme potere decisionale nelle transazioni, e che l’obiettivo primario dei Washington Wizards è quello di trattenerlo, in attesa di quello che deciderà Kristaps Porzingis sulla propria player option – anche lui materiale di scambio, eventualmente.

Gli interrogativi del front office nascono ovviamente dalla natura non competitiva che ha caratterizzato il roster negli ultimi anni, ma il contratto offerto al giocatore e la realtà da lui dimostrata sono indice di intesa fra le parti. In poche parole, Beal vorrà muoversi, ma non sarà facile, perché Washington non cederà facilmente alla prima offerta, nonostante lo scarso appeal del contratto dettato dal nuovo CBA.