FOTO: NBA.com

Con l’avvicinarsi della trade deadline, per molti front office NBA è arrivato il momento della valutazione della stagione delle rispettive squadre e giocatori, e delle scelte di mercato che ne derivano. Sicuramente è il caso di quelle franchigie che fino ad ora hanno deluso le attese e si trovano in una posizione di classifica poco lusinghiera.

I Boston Celtics di quest’anno combaciano esattamente con l’identikit, e non è un caso che Brad Stevens e soci siano una delle squadre più attive sul mercato – come dimostra la recente trade a tre (salary cap-friendly) che li ha visti coinvolti.

Con un record di 23 vittorie e altrettante sconfitte, la squadra è lontana 4 vittorie dal sesto posto (occupato attualmente dai Cavs) che garantisce l’accesso diretto ai Playoffs. E dopo le tre apparizioni alle Conference Finals negli ultimi 5 anni, un altro passaggio al Play-In, dopo l’anno scorso, sarebbe una delusione per i nuovi Celtics targati Ime Udoka.

In questo contesto la dirigenza di Boston, stando agli ultimi rumors riporatati da Adrian Wojnarowski, sta prendendo in considerazione l’idea di apportare un importante cambiamento al roster. Ad eccezione del trio Tatum-Brown-Williams, sul resto dei giocatori non sembrano esserci veti:

“Stanno cercando di capire il valore sul mercato di ragazzi come Marcus Smart e i vari giovani al secondo/terzo anno. lo stesso vale per gente come Dennis Schröder e Josh Richardson.”

– Adrian Wojnarowski

Riguardo alla situazione di Marcus Smart, è doveroso ricordare lo sfogo del giocatore stesso ad inizio stagione, quando utilizzò espressioni forti nei confronti delle due giovani stelle del roster, Jayson Tatum e Jaylen Brown, rei di non passare abbastanza la palla e di non voler coinvolgere i compagni.

Dichiarazioni pubbliche del genere possono lasciare strascichi e spaccature difficili da colmare, e non è detto che la dirigenza non voglia sfruttare questa finestra di mercato anche per azzerare i malumori all’interno dello spogliatoio. Prevenendo una possibile implosione nel caso in cui le cose dovessero andare male nei prossimi mesi.

Smart sta vivendo una stagione di flessione nelle percentuali al tiro (è intorno al 30% da tre punti, continuando l’inesorabile calo degl ultimi anni, dopo il 36.5% toccato nel 2019), ma il suo apporto difensivo e la sua leadership potrebbero fare comodo a molte squadre.

Smart ha firmato con i Celtics un’estensione quadriennale da 77 milioni di dollari circa la scorsa estate, ma allo stato attuale la sua permanenza a Boston sembra incerta. Cosa possono ottenere da lui i Celtics sul mercato?

La stessa domanda riguarda un altro veterano candidato a lasciare il TD Garden entro la deadline: Al Horford. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da The Athletic, il 35enne dominicano – tornato l’estate scorsa nel Massachussets – potrebbe concludere dopo pochi mesi la sua seconda esperienza a Boston.

Horford ha un contratto da 27 milioni annui in scadenza a luglio 2023, di cui circa la metà (14.5 milioni) sono garantiti per la stagione 2022/23. Al momento i Celtics sono sopra la soglia della luxury tax, una situazione poco apprezzata dal front office visto il record della squadra, e liberarsi del contrattone di Horford potrebbe aiutare risolvere il problema. Nella lega ci sono squadre con spazio salariale che potrebbero essere interessate ad accollarsi il contratto di Horford, se a questo Stevens e soci aggiungessero degli asset come “dolcificante”.

Insomma, i Celtics potrebbero essere protagonisti di questa trade deadline. Tolti dal mercato i “Jays“, gli occhi sono puntati su Al Horford e Marcus Smart.