FOTO: NBA.com

{{translate_pretext}

L’ibuprofene è schizzato via dalle confezioni, la Gatorade è terminata nelle borracce, e la sveglia non è più puntata. La sbornia post Titolo NBA è passata, e nonostante i fan dei Boston Celtics si crogioleranno in questa vittoria per anni, la NBA ha già girato pagina e si prepara per tutti gli appuntamenti previsti dalla offseason. Il nuovo CBA ha dei limiti riguardo le franchigie con ampi payroll, ed i Celtics sono una di queste. Ecco una lista di nuove regole che verranno messe in atto.

Si tratta di tante regole, che verranno riportate in ogni sezione sottostante se chiamate in causa. Verranno perciò analizzate tutte le possibili opzioni che i Boston Celtics potranno intraprendere nel corso di quest’estate. Eccone un elenco. 

Unrestricted e Restricted Free Agent

I Boston Celtics hanno tra le loro fila qualche giocatore che diverrà Unrestricted Free Agent (UFA): ciò significa che essi saranno liberi di ascoltare le richieste provenienti da qualunque altra franchigia in NBA, ed eventualmente accettare quella che riterranno più proficua. Non c’è nulla che permetta di amministrare al meglio questa situazione – come la Restricted Free Agency (RFA), che permette alla squadra attuale del giocatore di pareggiare la miglior offerta ricevuta. In sostanza, per un UFA è più semplice il cambio di casacca rispetto ad un Restricted. Ma prima di approfondire il discorso sui giocatori va fatta un’analisi dei Bird Rights. Ce ne sono di 2 tipi: Early Bird e Full Bird. I tifosi bianco-verdi spererebbero più sul secondo tipo, che non prevede alcuna restrizione economica nel presentare l’offerta al giocatore in questione, a prescindere dal salary cap. In sostanza, il cap non rappresenta un ostacolo per la conferma dei giocatori – anche avendolo sforato di $10 milioni, ovvero la situazione attuale dei C’s. Un giocatore gode dei Full Bird Rights se si trova all’interno dello stesso contratto da 3 o più anni, oppure nella stessa franchigia da 3 o più stagioni consecutivamente; gli Early Birds Rights sono invece applicabili ai giocatori il cui contratto è in atto da 2 anni. Un aspetto importante dei Bird Rights è che si conservano in caso di trade. In pratica, i Celtics potrebbero offrire un contratto anche superiore a $70 milioni ad un UFA che gode dei Bird Rights. Ciò potrebbe implicare calcoli incredibili da parte di Wyc Grousbeck ed i suoi colleghi per ciò che concerne la luxury tax, tuttavia è un’ipotesi percorribile. Per quanto riguarda gli Early Bird, essi hanno un limite massimo all’offerta che una franchigia può presentare ad un UFA – che corrisponde al 175% del valore del suo ultimo contratto, oppure il 105% del salario medio in NBA. Tuttavia, nessuno all’interno del roster dei Celtics gode degli Early Bird Rights quest’anno. 

I Restricted Free Agent dei Celtics sono un numero esiguo: Drew Peterson e JD Davison. I C’s devono presentare la Qualifying Offer entro il 29 giugno per poter esercitare i loro diritti. Non si conosce ancora l’intenzione del Front Office nei loro confronti, essendo 2 elementi marginali del roster. Ci sono alcune chance che entrambi possano provare a prolungare al minimo salariale, per quanto esigue. Il capitolo inerente gli UFA è molto più ricco, annoverando 4 elementi, tra cui Oshae Brissett che ha già rifiutato di esercitare la player option per la prossima stagione. Un altro nome importante all’interno di questa lista è quello di Xavier Tillman, acquisito in procinto della trade deadline. I Full Bird Rights di X-Man si sono mantenuti nonostante la trade, ed è perciò possibile offrirgli qualsiasi cifra. Il suo valore finanziario non è ben rimarcato in NBA, ma è possibile riesca a strappare una Mid-Level-Exception da $5.2 milioni. Esistono, però, le possibilità che Tillman riceva un’offerta importante ed anche maggiore, che i bianco-verdi non sarebbero interessati a pareggiare. 

FOTO: CelticsBlog.com

Il nome successivo è quello di Luke Kornet: la sua situazione è simile a quella di Xavier Tillman, poiché anche lui può godere dei Full Bird Rights. Come con X-Man, anche Kornet potrebbe provare a strappare una MLE da $5.2 milioni. Anche in questo caso i C’s stanno riflettendo su come agire: è possibile che possano voler prolungare soltanto 1 dei 2 primi nomi di questa lista, optando per il giocatore più utile alla causa. Tuttavia, per Kornet e Tillman è possibile offrire a piacimento, dipende solo da quanto il Front Office voglia sforare la luxury tax ed andare incontro a limitazioni nella prossima stagione. Infine, Kornet potrebbe essere alla ricerca di un ruolo più importante firmando altrove. Gli ultimi 2 nomi in lista sono quelli di Svi Mykhailiuk e del già citato Brissett. Nessuno dei 2 gode di Bird Rights, e ciò implica che i C’s non possano offrire più del minimum veteran contract. Entrambi hanno fatto poco per poter provare ad ottenere qualcosa di meglio in Free Agency, ma Svi stava già considerando un trasferimento in Europa la scorsa stagione. Le sue opzioni più probabili sono, infatti, un ritorno nel Vecchio Continente o un prolungamento al minimo salariale con i C’s. Brissett, per qualche tempo, si è rivelato una risorsa positiva sia per i Celtics che per gli Indiana Pacers. Nel suo caso può aver senso provare a tastare la Free Agency alla ricerca di un contratto migliore del minimo salariale proposto dai bianco-verdi, quanto meno per rilanciarsi in vista di un futuro contratto, tra 2 anni. Finito il capitolo riguardante i Free Agent, si passa a quello di rinnovi ed estensioni contrattuali – il piatto più ricco della portata.

Estensioni contrattuali

Ci sono alcuni giocatori molto importanti inclusi in questa lista. Ad un cestista NBA è possibile offrire un prolungamento contrattuale quando entra nell’ultimo anno del contratto attualmente vigente. I Boston Celtics contano 3 elementi in roster con questa caratteristica: Derrick White, Sam Hauser ma soprattutto Jayson Tatum – i cui casi verranno analizzati in ordine di complessità. Generalmente si offre un contratto che si aggira attorno al 140% del valore del contratto precedente dello stesso giocatore. Ciò avviene a meno che il giocatore in questione non si qualifichi per una super-max-extension, come avvenuto a Jaylen Brown la scorsa estate. Come previsto, anche Tatum si trova nelle stesse condizioni di JB lo scorso anno. Le sue richieste verranno accontentate e l’affare verrà chiuso in poche ore. Per White la situazione è un pò più complessa: ha disputato una stagione sensazionale, ma nonostante ciò il suo valore di mercato è difficilmente stimabile. Non rientra nelle super-max-extension ed il massimo che i C’s possono offrirgli è il 140% del suo ultimo contratto, che si traduce nel suo salario del primo anno di prolungamento – ma D-White potrebbe ottenere molto più che quella cifra. In breve, i Celtics possono offrirgli un contratto da $32 milioni di Average Annual Value (AAV) – una somma comunque molto alta. Tuttavia, un giocatore dell’esperienza di White potrebbe ottenere fino a $42.3 milioni annui. Ciò vorrà dire che D-White abbia voglia di tastare il terreno per un altro anno per provare ad aumentare le richieste? Ci saranno altre franchigie intenzionate ad offrirgli così tanto? Per capire meglio tutto ciò, va comunque considerato che i Celtics abbiano ancora una chance di trattenere l’ex San Antonio Spurs per via dei suoi Bird Rights – il che pone meno pressione sulla questione. L’ipotesi più probabile, attualmente, è che White decida di rinnovare, firmando un quadriennale da $32 milioni annui. Infine, l’ultimo nome della lista è quello di Sam Hauser. A differenza di White, per lui non viene considerata l’opportunità di offrire il 140% del suo ultimo contratto. Ciò comporterebbe un’offerta da $3.5 milioni AAV, ben al di sotto del suo valore di mercato. Ma non tutto è perduto: si può offrire un prolungamento pari al 140% del salario annuale medio in NBA. Ciò è irrilevante nel caso di White – che guadagna già più dei $12 milioni di media. Per Hauser, invece, si traduce in un’offerta massima possibile di $80 milioni in 4 anni da parte del Front Office bianco-verde. Ci sono parecchi dubbi che i Celtics possano raggiungere tali cifre, ma possono provare a trovare un accordo col giocatore limando i dettagli. Per quanto possa essere una mossa poco produttiva per entrambe le parti, il contratto attuale di Sam prevede una team option, che i Celtics potrebbero declinare. Ciò lo renderebbe un RFA – opzione che prevede qualche aspetto negativo. Infatti, Sam potrebbe valutare le offerte ricevute da tutte le altre franchigie. I C’s avrebbero l’opportunità di pareggiarle, perciò spetterebbe alla dirigenza l’onere di stabilire se trattenerlo o meno. Ovviamente, l’aspetto negativo di tutto ciò è rappresentato dalle possibili offerte maggiori rispetto a quanto i Celtics possono offrire. Inoltre, c’è un’ulteriore dettaglio: il termine ultimo per presentare l’offerta scadrà il 29 giugno, e da qui ad allora è possibile che il Front Office e l’entourage di Hauser trovino un accordo. Questo percorso implicherebbe il rifiuto di esercitare la team option da parte dei Celtics, per poter sfruttare i Bird Rights del contratto di Hauser. Questa situazione offrirebbe al giocatore l’opportunità di ottenere un aumento con un anno di anticipo, garantendogli sicurezza economica anche in caso di eventuali gravi infortuni subìti nel corso della Stagione 2024/25. Tutto ciò non è esente da rischi: non c’è nulla che al momento assicuri la stretta di mano finale, ed è accaduto in passato che alcuni giocatori abbiano deciso di tastare la Free Agency in passato. Molto dipenderà da Hauser e dalla sua voglia di scommettere su sé stesso nella Free Agency dell’anno prossimo o di assicurarsi un accordo a lungo termine prima di quell’evento. Il grosso contro per i Celtics è rappresentato dall’aumento del monte ingaggi, con conseguente ulteriore sforamento della soglia della luxury tax – e tanto lavoro per bilanciare il salary cap. In ogni caso, i Boston Celtics potranno esercitare i Bird Rights del suo contratto, ma ciò avrà ulteriori conseguenze con la luxury e la repeater tax. Nella peggiore delle ipotesi, ci sarà ancora un anno di permanenza per Hauser a Boston.

Free Agency

Si tratta di un capitolo breve, poiché i Boston Celtics si trovano sotto la seconda soglia della luxury tax, con tutte le limitazioni che il CBA ha deciso di apportare. Molte sono volte alle trade, ma alcune di esse non permettono ai bianco-verdi di ottenere le varie eccezioni possibili in Free Agency. In breve, l’unico modo che Brad Stevens ed i suoi uomini potranno sfruttare per mettere sotto contratto un free agent è quello del minimum contract

FOTO: CelticsBlog.com

Uno dei più grandi pregi di vincere un Anello è quello di diventare immediatamente una delle destinazioni più ricercate per molti veterani alla ricerca del loro primo Titolo – e che potrebbero accettare volentieri un minimum contract, che gli conceda un’ulteriore chance di perseguire il proprio obiettivo di vittoria. Ci sono alcuni nomi interessanti in questo senso, tra cui Robert Covington, Andre Drummond e Wes Matthews, che sarebbero felici di unirsi alla causa per provare il back-to-back. Ci si aspetta che i C’s provino quanto meno ad imbastire un discorso con uno dei suddetti nomi, sperando di ottenere un valido contributor al minimo salariale. 

..E per quanto riguarda eventuali trade?

Si da per scontato che chi legge quest’articolo abbia una comprensione basilare del funzionamento del trade market NBA. Ci sono 2 importanti differenze: in futuro, i Celtics potranno ottenere il 110% dei salari in uscita – ciò significa che per ogni contratto da $1 milione in uscita, i Celtics potranno ottenerne in cambio uno da $1.1 milioni. Al momento, invece, i C’s non possono farlo. Non possono avere salari in entrata superiori a quelli in uscita. Ciò significa che i Celtics non possono mettere in atto alcuna trade con nessun team che non superi la 1° soglia della luxury tax – ovvero, un gran numero di franchigie. Un obiettivo parecchio arduo. Inoltre, i Celtics non potranno più aggregare il salario di 2 giocatori in uscita per compensare quello di 1 solo contratto in entrata. Ciò era un’usanza abbastanza comune in NBA prima che il CBA cambiasse le regole – una decisione senza precedenti in NBA. In pratica, i C’s non potranno più sommare il salario da $1 milione di due giocatori per ottenerne in cambio uno il cui contratto fosse di $2 milioni. Questa, combinata con le altre limitazioni, minano le possibilità dei Celtics di poter portare a termine una trade nel corso di quest’estate. Il nuovo CBA ha esteso questa limitazione anche alle Trade Player Exceptions ottenute cedendo più di un contratto nel recente passato. 

Se i Boston Celtics riusciranno a concludere una trade, avverrà con una franchigia con ampio spazio salariale – perciò le più papabili saranno San Antonio Spurs, Detroit Pistons e Utah Jazz. Possono facilmente assorbire i big contract in uscita, rendendo funzionale la trattativa. Detto ciò, i Celtics non hanno gran ché di salario scambiabile. La maggior parte dei giocatori possibilmente coinvolti in una trade fa parte degli indispensabili del roster. Ci sono solo 2 nomi all’interno del roster bianco-verde che potrebbero generare speranze di portare a termine una trade. Uno è quello di Payton Pritchard, ma non ci sono in giro nomi che rappresentino un upgrade a parità di salario. L’altro è Jaden Springer. Il Front Office potrebbe decidere di attuare trade per future scelte al Draft – che potrebbe accadere facilmente, dati i benefici ottenuti nel mettere a libro paga un contratto al Second round rispetto a quelli del First. Ma qualsiasi altra trade attuabile dai C’s, quasi sicuramente coinvolgerebbe Jaden Springer: il suo contratto da $4 milioni garantirebbe possibilità d’azione, specie se uno tra Luke Kornet e Xavier Tillman dovesse cambiare canotta in Free Agency e fosse necessario acquisire un’ala o un centro. In generale, i Boston Celtics dovranno fare i conti con parecchie limitazioni nell’imbastire una trade. A parte la già citata ipotesi riguardo Springer, l’estate bianco-verde non dovrebbe prevedere grossi sussulti. Riassumendo quanto detto, le priorità dei Boston Celtics in quest’estate dovrebbero essere le seguenti:

  1. Estendere i contratti di Jayson Tatum e Derrick White
  2. Intavolare le trattative con Sam Hauser in vista del suo prossimo rinnovo
  3. Prolungare il contratto di uno tra Luke Kornet e Xavier Tillman
  4. Trovare un veterano al minimo salariale
  5. Colmare il vuoto in roster con Svi Mykhailiuk o altri free agent al minimo salariale
  6. Provare a scambiare Jaden Springer 
  7. Decidere cosa fare con Peterson e Davison