Pensate che i Thunder cercheranno di ottenere Giannis Antetokounmpo o di cedere Chet Holmgren? Pensate di più.

Thunder contro Giannis Antetokounmpo

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Joe Mussatto e pubblicata su The Oklahoman, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Jalen Williams ha guardato in alto, grattandosi il mento, e poi ha singhiozzato. Non voleva sostenere mere ipotesi. 

“Quanto sarebbe cambiato se non solo fossi stato arruolabile nella Serie, ma fossi stato anche in ottima salute?”

La sconfitta in Gara 7 contro i San Antonio Spurs nelle Western Conference Finals – una sfida che Williams non ha disputato per via di un ricorrente problema al tendine – era stata incassata da meno di 24 ore. Williams, il secondo o terzo miglior giocatore degli Oklahoma City Thunder, in base ai gusti personali, ha giocato un totale di 55 minuti nella Serie – ed è sembrato sé stesso solo per 45 di essi. J-Dub ci ha provato in Gara 6, giocando 10 minuti in uscita dalla panchina, ma le sue capacità fisiche erano azzerate. Il ragazzo riusciva appena a muoversi. 

Ma cosa sarebbe successo se i suoi tendini avessero tenuto duro? “A dare ironia alla domanda,” ha risposto Williams domenica scorsa durante un’intervista, “ovviamente penso che avrei potuto avere il mio impatto sulla gara. Penso che avremmo potuto vincere se avessi giocato. Siamo arrivati a sette sfide contro di loro senza che io giocassi. Non penso di peggiorare la squadra”.

Non si può che concordare con Williams, il cui assunto si basa su semplice logica. J-Dub rende i Thunder migliori. I Thunder hanno quasi battuto gli Spurs quasi del tutto senza Jalen. Il venticinquenne, parte del terzo team All-NBA un anno fa, ha giocato una sola partita intera – che i Thunder hanno perso, per dirla tutta. Ma nessuno pensa che la versione senza Dub dei Thunder sia una squadra più pericolosa ai Playoffs

Addentrandoci nel discorso, si ritiene che i Thunder avrebbero potuto e dovuto sconfiggere gli Spurs anche senza Williams. SE, dato di fatto, OKC avesse avuto Ajay Mitchell in piena forma. I Thunder non hanno bisogno di entrambi i loro propulsori offensivi per sopravvivere ai texani, ma ne serviva almeno uno per alleggerire il fardello di Shai Gilgeous-Alexander. E anche in quel caso, non è stato abbastanza. 

I Thunder hanno quasi vinto. E ciò porta il discorso a Giannis. No, gli Oklahoma City Thunder non imbastiranno una trade per Giannis Antetokounmpo. E no, gli Oklahoma City Thunder non cederanno Chet Holmgren. Chi suggerisce diversamente probabilmente soffre di poca lungimiranza. E chiunque pensi che i Thunder possano anche solo considerare tale ipotesi probabilmente non ha prestato attenzione fin qui. 

Il General Manager di OKC, Sam Presti, non è uno sprovveduto. Ricordate le trade per Paul George? Non è impulsivo. E certamente non metterà la sua creatura sotto una palla da demolizione ai primi segni di usura. Specie se la colpa è principalmente da attribuire al fato avverso – ne abbiamo parlato anche QUI.

Parlando di infortuni, Giannis è un giocatore da top-5 al mondo quando è in forma – ed ecco che sorge il problema. Il greco è un’ala trentunenne il cui stile di gioco si basa sulla fisicità e che non è mai stato in forma durante i Playoffs. Includere J-Dub in una trade per Giannis non ha senso. Williams ha 25 anni. I suoi problemi ai tendini diverranno davvero un problema cronico? E se così fosse, invecchiare e avere un costo superiore ha senso per i Thunder?

Ok, e invece Holmgren? La sua tendenza a evitare qualsiasi giocata offensiva contro i San Antonio Spurs è stata irritante. Si è nascosto quando OKC aveva più bisogno di lui – quando si trovavano senza Williams e Mitchell. Creare gioco senza due guardie forse sarebbe stato troppo fuori dalle sue corde, ma che dire di ricevere palloni nitidi e tirare da oltre l’arco? Si pensava che Chet, un All-NBA in Regular Season, sarebbe stato l’MVP dei Playoffs dei Thunder per i primi due Round. Poi sono arrivati gli Spurs. A prescindere da ciò che lo affliggesse, non si trattava solo di un problema legato a Victor Wembanyama

Ma ecco la verità: senza Jalen Williams, senza Ajay Mitchell e con la peggior versione di Chet Holmgren mai vista, i Thunder sono riusciti a condurre di 3 punti fino a inizio 4° Quarto di Gara 7. SGA è stato maestoso in Gara 7. Ma i Thunder ci sono arrivati nonostante una Serie da “6-” del suo MVP – voto assegnatogli, non suo. Forse non è giusto giudicarlo così duramente visto il poco aiuto ricevuto, e data la terrificante difesa degli Spurs, ma ciò fa parte dell’essere una superstar. Shai necessitava di una Gara 7 eccellente per arrivare al 40% al tiro nella Serie. 

Gilgeous-Alexander ha dichiarato di non aver avuto brutte discussioni con Holmgren dopo la fine della Serie. “Penso anche che non ce ne fosse bisogno,” ha aggiunto SGA.

“Nemmeno io ho disputato la mia miglior Serie. Chet non verrà da me con un programma di miglioramento per l’estate, mi capite?

Shai Gilgeous-Alexander

Poi Shai ha ribadito qualcosa che ha già detto svariate volte riguardo Chet Holmgren. “La versione attuale di Chet è la sua peggior versione da ora in avanti,” ha affermato.

“Migliorerà davvero tanto. Diventerà un giocatore migliore per la formazione che ha, per il talento che ha. Non mi serve dar consigli a Chet. Troverà una soluzione.”

Shai Gilgeous-Alexander

Potrebbe esser giunto il momento di escludere la frase “peggior versione di Chet”. Comprendiamo le frasi di SGA. Holmgren ha appena compiuto 24 anni. Migliorerà, ma non bisogna comportarsi come se Chet sia ancora un prospetto. Ha già fatto parte del terzo team All-NBA ed è stato il secondo miglior difensore dopo Wembanyama. Holmgren è stato un top-3 in una squadra vincitrice del Titolo NBA

Ma deve migliorare. Specie se gli Oklahoma City Thunder dovranno affrontare i San Antonio Spurs anno dopo anno. Tutti concordi, in certa misura. Ma ecco un’altra ipotesi: che sarebbe successo se i Thunder avessero avuto Jalen Williams e Ajay Mitchell in salute e la stessa versione irritante di Holmgren? E cosa sarebbe accaduto se avessero avuto Williams o Mitchell e quella versione orrenda di Chet? Avrebbero vinto la Serie? Le risposte sono affermative in entrambi i casi. I Thunder avranno bisogno che Chet Holmgren giochi meglio in futuro contro gli Spurs, anche con OKC in piena forma? Sì, poiché per quanto i Thunder siano giovani e in crescita, gli Spurs sono anche più giovani e con più margini di miglioramento. 

Gli Spurs meritano assolutamente di essere alle NBA Finals. Hanno anche avuto benefici dagli infortuni avversari nel loro percorso. Proprio come accaduto ai Thunder lo scorso anno nella loro corsa al Titolo. OKC han un core vincente composto da SGA, J-Dub e Chet – tre giocatori che inizieranno la prossima stagione rispettivamente a 28, 25 e 24 anni. Ognuno dei tre ha messo nero su bianco un contratto a lungo termine che avrà inizio il prossimo anno per Williams e Holmgren, e tra due anni per Shai. 

Il conto sta per arrivare. Con la nuova arena, praticamente regalata dalla Città alla squadra con l’aspettativa che Clay Bennett e il gruppo di sua proprietà paghi per tenere le stelle al loro posto. Sarà necessario fare delle mosse, alcune delle quali anche di grande portata. Tutto ciò avrà inizio all’apertura di questa offseason, quando i Thunder si troveranno a negoziare con due starter, Lu Dort e Isaiah Hartenstein – per entrambi i quali è prevista nel contratto una team option per la prossima stagione. 

Presti aveva pianificato il tutto per quando il prime di Shai, Jalen e Holmgren sarebbe entrato nel vivo. Ciò deve ancora accadere, comunque, e i Thunder hanno già in bacheca un Titolo e sono arrivati a una vittoria dal giocarsene un altro. Una mossa sismica come acquisire Giannis Antetokounmpo o svendere Holmgren smantellerebbe la chimica di spogliatoio, la finestra di competitività e la flessibilità finanziaria dei Thunder. E farlo appena dopo una stagione in cui gli infortuni, più che ogni altra cosa, hanno messo fuori strada una squadra a cui ci si riferiva come potenziale fondatrice di una Dinasty, sarebbe proprio una mossa anti-Prestiana. 

E comunque si tratta di un’ipotesi non volta a intrattenere.