Nonostante la svendita di giocatori come CJ McCollum e Norman Powell, Portland potrebbe ancora trovare un piccolo spazio da buyer.

Non c’è motivo per illudersi: per i Portland Trail Blazers un ciclo è ormai finito. La trade che ha portato Norman Powell e Robert Covington a Los Angeles, prima, e quella che ha spedito CJ McCollum a New Orleans, poi, sono un chiaro indice di resa, l’abbandono anche del minimo barlume di speranza di creare un contesto abbastanza competitivo da accontentare Damian Lillard. Fine.

Però, adesso, serve anche un nuovo inizio. Secondo le ultime indiscrezioni, le trattative di Portland con i Detroit Pistons per Jerami Grant sarebbero ancora aperte.

Se non fosse sufficiente Jake Fischer, basti sapere che anche secondo gli insider di Motown le prospettive non variano molto. Stando a James Edwards III, beat writer dei Pistons per The Athletic, la possibilità di veder partire Grant sarebbe ancora su un 50-50, proprio a causa dei Blazers.

Come spiegato da Edwards, Grant ha giocato le Olimpiadi con Dame, stringendo anche un certo legame, e i Trail Blazers sono usciti dalla trade-McCollum con un certo numero di asset che potrebbero smuovere le acque.

Ed effettivamente, a pensarci, anche la logica suggerirebbe questo. Il particolare contratto di Josh Hart e quello di Eric Bledsoe sono non-guaranteed per il 2022/23, quando la franchigia dell’Oregon avrà più o meno solo $68.6 milioni in contratti garantiti, di cui più dei 2/3 occupati dallo stipendio di Lillard. Tutto ciò gioca incredibilmente a loro favore.

Per un’eventuale arrivo di Jerami Grant serve tenere conto di due cose: la sua volontà di mantenere un ruolo primario in fase offensiva, e lo spazio salariale per potergli offrire il 112×4 per cui sarà eleggibile nella prossima offseason. Portland, ad ora, ha entrambi i requisiti.

Uno scambio che ruoti attorno a Josh Hart e/o ad uno degli altri asset acquisiti dai Pelicans (Nickeil Alexander-Walker su tutti) potrebbe non suonare così male per Detroit, che avrebbe modo di dedicarsi definitivamente allo sviluppo di altri giovani (e al tanking) senza il “pericolo” di vittorie aggiuntive; e, peggio ancora, di offrire a Grant un’estensione non coincidente con la timeline o i bisogni di squadra.

Dal canto suo, Portland potrebbe ripartire da un giocatore che si è rivelato in grado di prestazioni da borderline All-Star in un contesto non vantaggioso, un’ala versatile in grado di affiancare Jusuf Nurkic coprendone le debolezze difensive e un secondo violino piuttosto funzionale al bisogno di Lillard di avere palla in mano.

I piani di Portland non sono chiari, e lo stesso Dame potrebbe non rientrare nel futuro che il front office sembra aver progettato, ma ad un giorno dalla trade deadline una cosa è certa: allo stato attuale, se è rimasto anche solo un barlume di speranza che Lillard resti, un giocatore come Jerami Grant potrebbe rappresentare la migliore offerta sulla piazza.