L’ala ex-Spurs è arrivata a sorpresa nei Raptors di coach Nick Nurse. Ecco cosa lo aspetta.

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Questo contenuto è tratto da un articolo di Samson Folk per Raptors Republic, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


Nel giorno della trade deadline i Toronto Raptors hanno sorpreso tutti. Ci si aspettava che la squadra puntasse ad una guardia o ad un centro, invece è arrivato Thaddeus Young dai San Antonio Spurs (oltre a Drew Eubanks, poi tagliato) in cambio di Goran Dragic.

La carriera di Young si è adattata ai cambiamenti della Lega ad opera in corso: in una NBA che è mutata rapidamente, Thad si è configurato come un lungo con buone capacità di shot creation e difesa. Di recente, visto il calo atletico causato dall’età (oggi ha 32 anni), si è saputo parzialmente reinventare, arrivando anche a sfornare 4.3 assist a partita nel 2020/21 con i Bulls (non aveva mai superato i 2.5 di media in una stagione). 

A Chicago l’anno scorso ha quasi quadruplicato gli elbow touches, aumentando notevolmente gli assist forniti da quella zona del campo. In generale ha messo in evidenza le sue abilità di passatore – e di lettore – in tanti modi, dal post-up alla transizione. 

A San Antonio, Young era un pericoloso attaccante abile dal palleggio e in transizione, capace di trattare palla, liberare i tiratori e, occasionalmente, anche eseguire degli ottimi tagli. Con Trent e VanVleet che agiscono da protagonisti nelle giocate di handoff, si potrà trovare della complementarietà. Young potrebbe rivelarsi da subito molto utile per passare e portare blocchi per i tiratori.

Da valutare, invece, come le sue doti si integreranno con quelle di Siakam e Barnes, anch’essi giocatori con diverse qualità con la palla in mano.

Con Fred VanVleet da ball-handler, Thaddeus metterà in mostra la sua capacità di portare blocchi e sfruttare le sue abilità di playmaking dopo uno short roll. Negli ultimi anni Young ha lavorato benissimo accanto a guardie come Zach LaVine, Dejounte Murray, Tomas Satoransky, Coby White, Tre Jones e Derrick White (i giocatori che hanno ricevuto più passaggi e più blocchi dall’ala).

Cosa aspettarsi, dunque, a Toronto?

I Raptors del 2022 sono una squadra molto particolare, che affida spesso azioni di ISO o post-up alle ali a roster. Ovvero, a Siakam, Anunoby e Barnes, che rappresentano forse l’archetipo di giocatori a cui il playmaking di Young rischia di beneficiare poco. Il prodotto di Georgia Tech ha costruito l’ultima parte della sua carriera sul ruolo di “facilitator”, ma l’attacco dei Raptors è differente rispetto ai contesti in cui ha giocato in precedenza.

Pessimisticamente, le sue letture dinamiche a favore dei taglianti saranno meno richieste, e forse (così come è successo per Chris Boucher) le sue doti offensive verranno sfruttate solo in parte, per lasciare alle ali più libertà con la palla in mano.

Esiste, però, anche un punto di vista più ottimista: uno tra Dalano Banton e Justin Champagnie potrebbe essere messo da parte (probabilmente il primo, viste le ultime partite) a favore di Young, miglior difensore e giocatore di maggior esperienza e IQ; e Nurse lo potrebbe utilizzare nei minuti insieme a VanVleet, in cui esalterebbe le sue qualità e darebbe più riposo alle ali.

I Raptors, intanto, hanno vinto 8 delle ultime 10 partite e sono al settimo posto della Eastern Conference. Forse Thaddeus Young non è stato ceduto a una contender come sperava, dunque, ma sicuramente ad una squadra che si sta giocando le sue chances di raggiungere i Playoffs. In un ambiente con cui potrebbe entrare in sintonia.