FOTO: Los Angeles Times

Dopo numerosi colpi di scena, i Los Angeles Lakers avranno il coach più scontato che si potesse immaginare. Opinionista di alto livello prima sul proprio podcast, poi per ESPN, compagno di LeBron James in un altro podcast e con 0 esperienza da head coach, JJ Redick si prospetta un fit perfetto per i giallo-viola. Non c’è ironia, non è nemmeno un’osservazione basata sul campo (come sapere che idee tattiche abbia Redick?), è semplicemente quello che corrisponde ai bisogni: un’ottima immagine per il pubblico generalista, in rampa di lancio dal punto di vista mediatico e amico di LeBron. Tutto quello che serve a un coach dei Lakers, indipendentemente da quali saranno le idee proposte. Anche perché l’opzione “tattica” è sfumata con il rifiuto di Dan Hurley, rimasto a UConn in continuità con il proprio progetto. Adesso, per completare il capolavoro dal punto di vista manageriale nei confronti della figura di LeBron James, manca soltanto la scelta del figlio Bronny alla 55, per la quale si sta già adoperando con le sue trame il potente agente Rich Paul di Klutch Sports (ne abbiamo parlato QUI).

Se ci si può aspettare qualcosa è un approccio moderno e analitico alla pallacanestro dei Los Angeles Lakers. Stando a quanto riportato da Wojnarowski, a convincere Rob Pelinka sarebbero state l’intelligenza cestistica e la capacità di connettersi con i giocatori da parte di JJ Redick, che non avrà esperienza da head coach ma che ha comunque passato 15 anni all’interno della NBA. La dirigenza gialloviola starebbe pianificando di circondarlo con uno staff elitario per permettergli un apprendimento più rapido al suo primissimo anno in questo ruolo da head coach, ben diverso da quello di analyst da dietro la scrivania, che richiede anche una gestione emotiva dei momenti importanti (e dei giocatori) di un certo tipo. Le premesse, seguendo i contenuti proposti soprattutto sul podcast ‘The Old Man & The Three’, sono senza dubbio intriganti. Vedremo se troveranno un’applicazione pratica.