FOTO: NBA.com

I Chicago Bulls si affacciano alla trade deadline di quest’anno con più di un’incognita da sciogliere. La squadra si trova all’undicesimo posto della Eastern Conference ed è recentemente passata attraverso le turbolenze tra coach Donovan e Zach LaVine, con diverse squadre NBA che stanno osservando la situazione in attesa di capire se la stella dei Bulls possa diventare disponibile sul mercato in questa o nella prossima trade season.

Inoltre, Nikola Vučević è intestatario di un contratto in scadenza il prossimo luglio e DeMar DeRozan a luglio 2024. Considerando l’età dei due (32 e 33 anni) e i risultati ottenuti finora da questo nucleo, sembra altamente improbabile che la franchigia decida di continuare a investire (ingentemente) sull’attuale core, con un percorso di ricostruzione che appare quasi inevitabile all’orizzonte.

Secondo KC Johnson (NBC Sports Chicago), però, è altrettanto improbabile che Karnišovas e soci decidano di smantellare il progetto prima del termine della stagione, e dunque di muovere degli elementi importanti del roster nelle prossime due settimane.


Nel caso in cui Chicago decidesse di provare con questo nucleo a centrare i Playoffs in questa stagione, cedere Alex Caruso – il cui contratto da circa 9 milioni di dollari annui non scadrà prima del 2025 – non sarebbe certo una priorità per la dirigenza, anzi. Ed è proprio per questo che secondo Jake Fischer (Yahoo Sports), Karnišovas avrebbe fissato un prezzo particolarmente alto per la guardia ex Lakers. Ovvero, due prime scelte al Draft per sedersi al tavolo con i Bulls.

La domanda è: la franchigia è determinata a competere con questo roster nel 2023, e perciò non è intenzionata a cedere Caruso salvo la classica offerta-che-non-si-può-rifiutare? Oppure il front office dei Bulls ha semplicemente sparato un prezzo alto per la guardia, ma sta contemplando la possibilità di renderlo disponibile sul mercato, abbassando le proprie richieste a ridosso della deadline?

Nel secondo caso, probabilmente a Chicago l’interruttore “RESET” sarebbe stato premuto. E in questo scenario, Caruso potrebbe non essere l’unico nome importante in partenza dallo United Center.

I 13 giorni che ci separano dal gong del mercato sveleranno se i Bulls saranno “sellers”, o meno, di questa deadline.