Abbiamo scambiato due parole con Paolo Banchero in occasione della sua visita a Toronto per la partita di ieri notte

Paolo Banchero in azione coi Magic
FOTO: DRAFTKINGS

Non è stata una gita di piacere quella degli Orlando Magic in terra canadese, ma è stata un’ottima occasione per noi per poterci trovare faccia a faccia con l’uomo del momento del basket italiano: Paolo Banchero.

Già nel prepartita abbiamo avuto modo di chiedere al suo coach, Jamahl Mosley, quali siano i suoi punti di forza e quali invece gli aspetti da migliorare:

Mi piace che sappia fare un po’ di tutto. Sta continuando a crescere e a conoscere sempre di più le dinamiche di gioco, ad entrare meglio nel ritmo della partita. Anche il suo posizionamento difensivo sta migliorando. In attacco deve continuare a coinvolgere i compagni, è in grado di rendere anche loro migliori. Le sue doti al ferro sono evidenti e questo lo porta spesso a tirare liberi, su quello si possono fare dei passi avanti. Ma ho bisogno che continui così, costruendosi come all-around player.


La serata è proseguita con una sconfitta e una prestazione sottotono di Banchero, dovuta anche ad un’ottima interpretazione offensiva e difensiva dei padroni di casa che ha messo all’angolo gli ospiti sin dal primo quarto. Nonostante questo, un barlume del gioco a tutto tondo menzionato all’inizio è venuto fuori: 9 punti, 3 rimbalzi, 3 assist e 1 palla rubata.

Molto indicativo è l’approccio che i Raptors hanno avuto con lui, mettendo in marcatura OG Anunoby e Pascal Siakam sul prodotto di Duke. Avere i migliori difensori avversari addosso è comunque un buon segno, seppur una magra consolazione.

Nel post-partita abbiamo chiesto direttamente a lui una valutazione sul suo gioco e sui miglioramenti da fare:

Penso di poter migliorare ancora in tutto, nel tiro, nel ball handling, ho ancora del lavoro da fare su tutta una serie di aree. Sicuramente ci arriverò continuando a giocare contro grandi squadre, guardando gli errori in sala video, capendo cosa ho fatto bene e dove ho sbagliato. Voglio fare tutto quello che c’è da fare per continuare questo processo.

Entrando invece nello specifico della partita contro i Raptors ha risposto così:

Penso sia estremamente importante lasciarsi alle spalle una brutta prestazione. La stagione è lunga, ci sono molte partite, una serata del genere può capitare. Loro sono molto fisici, comunicano molto bene in difesa, costringono la squadra a giocare in maniera più sconsiderata. Sapevamo che sarebbe stato così ma giocheremo di nuovo contro di loro altre due volte nelle prossime settimane e vedremo di cambiare le cose.

Gli è anche stato chiesto un parere riguardo al paragone con LeBron James, avanzato dopo il suo ottimo inizio:

Non ci faccio caso, non voglio prestare attenzione a queste cose. Lo dicono adesso ma l’anno scorso dicevano che non ero il migliore neanche della mia classe del Draft. Così va il mondo, così vanno i social media e la stampa: un giorno non sei neanche la prima scelta e il giorno dopo ti paragonano a LeBron. Si possono prendere spunti sia dal positivo che dal negativo, io devo solo rimanere concentrato sul presente ed è quello che sto cercando di fare.

Inevitabilmente il discorso è virato sulla nazionale italiana. Gi abbiamo quindi chiesto se le domande continue sul suo coinvolgimento gli abbiano messo più pressione o se gli abbia fatto piacere essere tenuto in così grande considerazione da Pozzecco:

È una cosa positiva, certo. È una bella situazione in cui trovarsi. Fa sicuramente piacere poter giocare a basket a questi livelli e avere qualcuno che ti voglia così tanto nella propria squadra, perciò sono felice in ogni caso.