FOTO: Bright Side of the Sun

Questo contenuto è tratto da un articolo di Stephen Pridgeon-Gardner per Bright Side Of The Sun, tradotto in italiano da Edoardo Viglione per Around the Game.


È ormai noto che nella trade deadline i Phoenix Suns hanno fatto il botto aggiungendo al proprio roster Kevin Durant, un talento mondiale e uno dei giocatori più forti della storia.


“È davvero bello avere un giocatore nella tua squadra che tutti gli altri ragazzi ammirano. Fondamentalmente ora ne abbiamo due: uno è Chris e adesso si è aggiunto anche KD. Creano qualcosa difficile anche da spiegare, ma è meraviglioso da guardare. Giocatori di altissimo livello che amano la pallacanestro e sono in palestra che vogliono sempre migliorare ed anche vedere i compagni vicino a loro fare lo stesso. Tutti qui ammiriamo Chris e Kevin, tutti ci sentiamo parte della stessa squadra e cerchiamo di fare qualcosa di davvero interessante.”

– Monty Williams, capo allenatore dei Phoenix Suns

In termini di scoring, Kevin Durant è forse il più puro e forte di tutti i tempi. Ha una stagione da 50/40/90 all’attivo, mantenendo una media di 28.1 punti a partita, ma anche molte altre annate cestistiche nelle quali i suoi numeri rientravano in quel range e in quello standard incredibile di efficienza. Inoltre è anche il giocatore offensivamente più completo dell’NBA se si tiene conto del suo incredibile scoring e della varietà di esso tra ISO, pick&roll, in post, off-screen, spot-up e movimenti e tagli off ball (se doveste avere difficoltà sui termini usati in articolo, molti li troverete nel nostro glossario QUI).

Nel pick&roll si trova al 98esimo percentile per efficienza da handler, con 1.119 di punti per possesso, con una percentuale di realizzazione pari al 59%. Occupa anche l’85esimo percentile per efficienza sull’handoff, un punto cardine dell’azione offensiva dei Phoenix Suns. Loro, infatti, li usano molto liberando l’angolo, ma adorano anche altre azioni come il “21 Nash” o il “Chicago/Zoom”.

Abbiamo tutti visto l’effetto che la crescita e l’ascesa offensiva di Mikal Bridges hanno avuto sui Phoenix Suns. Bene, ora aggiungiamo le abilità da giocatore all-timer di Kevin Durant, insieme alla sua straordinaria efficienza, e proviamo a vedere il dominio che viene dipinto. KD aggiunge qualche altra peculiarità ad un attacco dei Suns già di un livello eccezionale andando inevitabilmente a migliorarlo ulteriormente, rendendolo di fatto unico.

Durant non impone modifiche al sistema, ma aggiunge valore e talento alle dinamiche già esistenti, oltre che nuove possibilità di azioni o schemi. Inoltre è decisamente prolifico. KD, infatti, sta viaggiando alla sua miglior percentuale dal campo in carriera: vale a dire il 55% e, se guardassimo solamente i tiri da due punti, una percentuale di realizzazione pari al 62.2%, anche questo suo career-high.

Fornirà uno scoring tale che piegherà le difese, considerato anche la grande abilità dei compagni, rendendo l’attacco dei Suns molto più che prolifico grazie alle sue abilità e al fatto di essere un potenziale pericolo per gli avversari in qualsiasi situazione e in qualsiasi punto del campo.

Passing

Oltre a segnare, però, Kevin Durant per Phoenix può rappresentare anche un terzo playmaker d’élite. Un giocatore, per di più, alto 2 metri e 8 centimetri che è difficile da raddoppiare, con passaggi difficilmente contestabili e che può vedere quando e dove i suoi compagni si trovano nelle migliori condizioni. Inoltre, sia lui che Chris Paul e Devin Booker hanno di media un assist secondario per partita e si trovano nella top-32 di questa speciale classifica.

È bravissimo a fornire assist che possono essere facilmente trasformati in canestri, immaginate questi passaggi con uno tra Booker, Paul, Craig o Lee fermi ad aspettare sul perimetro.

Tagli e movimenti off ball

Insieme alle sue caratteristiche on ball, Kevin Durant unisce atletismo e la sua imprevedibilità per giocare off ball e riuscire già a creare separazione, ricevendo aperto.

Le squadre dovranno provare ad esasperare la propria fisicità per cercare di bloccarlo e fermare il suo ritmo. In questo potrebbe comunque giovare ai propri compagni che si troverebbero in un 4-contro-4 con più spazio e nessun aiuto difensivo da parte del giocatore che già sta marcando Durant.

Difesa

Passando ora alla sua fase difensiva, si può dire tranquillamente che Kevin Durant sia un buon difensore e più che volenteroso, capace di difendere su molti tipi di giocatori con grande successo grazie alla sua ottima apertura alare. Possiede ottime capacità di posizionamento, sommate alle sue ottime abilità di lettura e reazione. Sa anche difendere molto bene in post e fornisce una grande rim protection secondaria.

Non si parla abbastanza, inoltre, del fatto che Kevin Durant in tutta la sua carriera viaggi ad una stoppata e ad una rubata per partita, sintomo entrambe della sua grande disponibilità ed attività nella fase difensiva. È anche più che abile nei closeout e nel difendere perimetralmente.

Aggiunte queste grandi abilità a DeAndre Ayton, un altro giocatore con un’apertura alare molto buona, i Suns hanno ora un roster che suggerisce che ci sarà un upgrade nelle voci stoppate, rubate e deflections. Potrebbero anche fondersi più schemi difensivi oppure esserci dei cambiamenti, ad esempio con lo stesso Ayton che potrebbe essere portato più vicino al livello del blocco sul pick&roll ed uno tra Durant, Craig, Bazley o Okogie ad agire da low man helper, in modo da forzare l’azione offensiva avversaria.

KD in coppia con Ayton sarà molto divertente da guardare difensivamente, con l’ex Nets che sarà molto importante anche a rimbalzo, considerato che ne raccoglie 6.7 a partita. Durant, inoltre, può aggiungere così tanto su entrambe le metà del parquet negli schemi dei Phoenix Suns che probabilmente non ci sarà nemmeno alcuna ragione di cambiare. Semplicemente migliora in modo sensibile la squadra in vista della post-season.

Le abilità e l’impatto generale di Kevin Durant per i Phoenix Suns andranno oltre il suo essere uno scorer meraviglioso, nonostante quest’ultimo rimarrà forte e dominante.