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Questo contenuto è tratto da un articolo di Jon Conahan per Sportskeeda, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


L’NBA dovrebbe fare alcuni cambiamenti che possano rendere il prodotto più appetibile per gli spettatori: a partire dalla questione dei back-to-back all’All-Star Game, i cambiamenti sono richiesti per continuare a far crescere la Lega.


Ecco, secondo alcune proposte da ESPN, quali potrebbero essere i cambiamenti considerati dalla NBA:

  • Overtime? No, grazie.

Brian Windhorst ha proposto di non giocare più overtime. Questo punto è altamente controverso, dato che il supplementare è divertente per moltissimi spettatori:

“Se proprio dovessi cambiare qualcosa, direi l’overtime. In G League hanno testato degli overtime da 2 minuti e hanno sperimentato l’Elam ending, impostando un punteggio da raggiungere in modo da rendere il tutto più rapido e divertente.”

  • All-Star, ma solo se giochi

L’NBA dovrebbe implementare una regola che non permetta ai giocatori di prendere parte all’All-Star Game se non dopo aver giocato un certo numero di partite.

La maggior parte dei giocatori non viene convocata perché non è al meglio fisicamente, ma nella NBA contemporanea alcuni si fermano per i motivi più bizzarri, facendo load management, e per questo dovrebbe esserci una penalità. Non è giusto che gli spettatori paghino i biglietti e non solo non ricevano nulla in cambio, ma restino anche delusi dall’assenza dell’ultimo minuto di un grande nome.

Ohm Youngmisuk ha colto bene il punto riguardo alla questione:

“A decidere di tenere fuori i giocatori è lo staff medico, che spesso opta per far saltare le gare in back-to-back o mettere delle restrizioni nel minutaggio. Capire perché venga fatto è piuttosto semplice, serve mantenere sane le star in ottica Playoffs. Dall’altro lato, però, è davvero frustrante quando una squadra si presenta in trasferta, magari giocando una singola partita stagionale in una determinata arena, e una superstar di alto calibro non scende in campo.”

“Gli spettatori comprano biglietti per vedere le stelle giocare e le stelle vengono tenute fuori.”

  • Eliminare i back-to-back

Le gare in back-to-back stanno diventando uno dei problemi maggiori, e si intersecano direttamente con la proposta sopracitata. L’NBA potrebbe eliminarli e magari diminuire il numero di partite stagionali. Anche perché, la maggior parte delle volte, il prodotto perde qualità quando una delle squadre gioca in back-to-back.

Bobby Marks (ESPN) è d’accordo sulla questione:

“Potremmo per favore eliminare i back-to-back? Sono così frustrato e stanco di guardare una partita o anche solo aprire il box score e vedere i nomi di numerosi All-Star fare load management. NBA, scendiamo a 66 gare.”

Anche Nick Friedell (ESPN) vorrebbe meno gare di regular season:

“Meno gare stagionali, ai giocatori non interessa giocare troppo in regular season, e gli spettatori non se curano allo stesso modo.”

  • In your face!

Tim MacMahon, invece, cambierebbe la gestione dei falli tecnici, eliminando quelli assegnati per taunting o trash talking, e cioè l’atteggiamento da parte di un giocatore di sopraffare l’avversario usando un linguaggio provocatorio o intimidatorio:

“Mi libererei dei falli tecnici per taunting o trash talking. Se non vuoi che qualcuno ti metta in ridicolo o ti sbatta in faccia una provocazione, non lasciare che ti schiacci in testa o ti butti a terra con un crossover. Lasciamo che i giocatori mettano su uno spettacolo per i fan, questo tipo di sportività è una delle cose più sopravvalutate di ogni sport.”

  • Bonus: niente più challenge

Come ultima, riportiamo una nostra polemica sul challenge. Questi ultimi, da quando sono stati introdotti dalla NBA integrandoli alla revisione degli ultimi 2 minuti, si sono spesso rivelati non troppo utili alla causa. Da parte nostra, parlando da spettatori, una parte dello sport è composta dal fatto che gli errori esistono e ci si può convivere. Lasciare la natura umana fare il suo corso, liberandosi dei challenge, non ci sembra una proposta così malsana.