FOTO: Bright Side of the Suns

Questo articolo scritto da Trevor Booth per The Bright Side of the Suns e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 luglio 2021.


Giannis Antetokounmpo finge un hand-off dal palleggio all’altezza del gomito sinistro e penetra verso il ferro, trovando sulla sua strada Devin Booker. Sbaglia il floater, ma riesce a riprendersi il proprio rimbalzo, e a quel punto sono due più tiro libero supplementare.

Guardando ai suoi compagni in panchina, si batte forte il pugno sul petto e ruggisce. Con quei due, the Greek Freak ha segnato i punti numero 35 e 36 della sua partita, estendendo il vantaggio dei Milwaukee Bucks al +16, con 56 secondi alla sirena di fine terzo quarto.

Rappresentavano anche i punti numero 43 e 44 nel pitturato subiti dai Phoenix Suns. Un’emorragia a cui Monty Williams e il coaching staff non sono riusciti a trovare soluzione, complice il problema ai falli di Ayton (oltre all’assenza della sua riserva, Dario Saric, out per il resto della serie dopo essersi rotto il crociato).

A quel punto, il destino dei Soli era segnato. La rimonta nel terzo periodo si è, difatti, dimostrata effimera.

Guidati dall’energia di Cam Johnson e dallo stallo temporaneo dell’attacco di casa, messo in difficoltà dalla zona 2-3 ospite, il vantaggio con 5:22 da giocare nel quarto si era ridotto a soli 4 punti. Tuttavia, con il sopra detto Johnson, Torrey Craig e il lungo di riserva Frank Kaminsky come ultima linea difensiva, gli ospiti non riuscivano più a tenere fuori dal pitturato i Bucks e soprattutto Antetokounmpo. Ed ecco, di conseguenza, una serie di tiri nella restricted area e, quando la difesa collassava, di triple con spazio sugli scarichi.

Parziale 24-6, titoli di coda sul terzo atto delle NBA Finals.

Per la seconda partita consecutiva, i Bucks hanno dominato nel pitturato (54-40), nei punti su seconda opportunità (20-2) e nei punti in contropiede (16-6). Cifre che non ci si può permettere contro la squadra di Mike Budenholzer, affiancate da quelle (incredibili) di un Giannis “Kareem-like”.

A differenza di Gara 2, Phoenix non è riuscita a contrastare i suoi problemi interni con il tiro dalla distanza, convertendo solo 9 su 31 dei suoi tiri dalla lunga distanza, ovvero il 29%. Se ci aggiungiamo poi la peggior prestazione realizzativa della stagione per Devin Booker, con soli 10 punti a referto e 3/14 al tiro, abbiamo le principali chiavi di lettura della prima vittoria di Milwaukee.

“Ce la aspettavamo”, ha commentato nel post-partita Monty Williams a proposito della reazione dei Cervi. “Non abbiamo però risposto come volevamo e dovevamo, specialmente nel secondo e terzo quarto. Le palle perse e i punti nel pitturato, concetti che stressiamo dall’inizio della serie, sono stati i fattori decisivi. È stata una dura lezione per noi.”

Guidando 36-30 con 9.05 da giocare nel secondo quarto, i Suns hanno subito un pesantissimo parziale di 30-9, in gran parte nei minuti di assenza dal parquet di Deandre Ayton. Il centro bahamense ha saltato gli ultimi 6:45 del periodo per problemi di falli e i padroni di casa hanno banchettato nel pitturato ospite. Giannis ha segnato 7 dei suoi 11 punti del quarto proprio in mancanza di DA.

I Bucks hanno punito gli avversari giocando small ball con il greco da 5, creando linee di penetrazioni e spazi che Kaminsky e gli altri non potevano coprire. Il due volte MVP alla fine avrà 41 punti, tirando 14/23 dal campo e 13/17 ai liberi (più di quanti Phoenix ne abbia tirati in tutta la partita, 16).

“È un giocatore incredibilmente fisico”, ha commentato Cam Johnson. “Quando prende velocità in transizione, riesce ad arriva a canestro, va in lunetta e prende fiducia… continua a martellare, può diventare difficile. In Gara 3, oltretutto, ha segnato molti dei suoi liberi, il che gli permette di sprigionare ancor di più il suo potenziale offensivo. Tocca a noi fermarlo, o almeno opporgli maggiore resistenza.”

Sotto 60-45 all’intervallo, i Suns sono tornati in campo con la giusta energia. Hanno messo 10 dei loro primi 12 tiri dal campo, inclusi 10 punti di Johnson – tra i quali una poderosa schiacciata con PJ Tucker malcapitato protagonista del poster.

Il deficit, come detto in precedenza, a qual punto era di soli 4 punti, 74-70. I Suns sembravano tornati in carreggiata, ma era dietro l’angolo un parziale di 24-6 per Giannis e compagni, propiziato da tre triple di Jrue Holiday, cinque punti del greco e un altro paio di tiri da fuori di Pat Connaughton. Il distacco tra le due squadre ha raggiunto quindi il massimo della partita, sul 98-76. Da lì in poi lo scarto non è mai sceso sotto ai 17 punti (120-100 alla sirena).

“A fare la differenza sono state le 50-50 balls”, ha detto Jae Crowder. “Penso che, soprattutto in trasferta, questa sia una battaglia da vincere, anche più di quella al tiro. Devi fare in modo che il tuo uomo non possa mettere le mani sui palloni vaganti, mai. Devi trovare un modo di vincere queste battaglie. E in Gara 3 loro hanno lottato più di noi.”

Solo nel terzo quarto i Suns hanno lasciato agli avversari 14 punti nel pitturato e 4 rimbalzi offensivi, tramutati poi in 10 punti. Antetokounmpo ha segnato 16 dei suoi punti totali, Holiday 12 dei suoi 21 finali, e Connaughton tutti i suoi 12.

“Sapevamo cosa aspettarci, ma non abbiamo fatto abbastanza per contrastare il loro attacco del pitturato, in penetrazione e a rimbalzo”, ha commentato Williams, “gli abbiamo lasciato così tanti possessi, così tante doppie opportunità, che ci hanno tagliato le gambe.”

In appena 24 minuti d’impiego, Ayton ha segnato 18 punti con 8/11 al tiro e 9 rimbalzi. Ha segnato 12 dei suoi punti totali nei primi 12 minuti, sfruttando mismatch favorevoli dopo i cambi avversari e gli spazi lasciati dalla difesa in drop coverage su pick&roll.

Lui, Johnson, Jae Crowder – che ha messo sei delle sette triple tentate – e Chris Paul hanno segnato 69 dei punti di squadra, tirando complessivamente 27/43 dal campo (62.8%). Booker invece ha fatto fatica dalla palla a due alla sirena finale, contro i cambi difensivi e la pressione sulla palla dei Bucks nei pick&roll.


FOTO: DraftKings Nation

“Penso che posso prendermene di migliori”, ha spiegato Booker sulla sua shot selection. “Penso però che abbiamo perso la partita per altri fattori. Se è vero che è un gioco determinato dall’efficienza al tiro, è fondamentale fare in modo che gli avversari non costruiscano buoni tiri. Questa sera non l’abbiamo fatto.”

Al comando della serie sul 2-1, i Suns saranno in una situazione familiare in vista della prossima sfida al Fiserv Forum di stanotte. Hanno perso Game 3 con distacchi in doppia cifra sia contro i Lakers sia contro i Clippers, casi da cui prenderanno esempio in questi giorni.

“So che dovremo giocare con un livello irreale di intensità e aggressività per i prossimi 48 minuti”, ha detto coach Williams. “Questo è il punto. I nostri ragazzi sanno che in Gara 3 non abbiamo giocato come avremmo dovuto. Ci è già capitato di essere in questa situazione nelle serie precedenti, quindi mi aspetto che si riprendano alla grande.”

Perchè i Suns rispondano, ci vorrà una grande prestazione da parte di Ayton e che i lunghi di riserva tengano botta contro il tonnellaggio di Antetokounmpo, Lopez e Portis.

“È una serie, una serie di finale. Dobbiamo esserne consci e trovare le giuste soluzioni e aggiustamenti partita dopo partita”, ha detto Crowder. “Loro metteranno lo stesso impegno e la stessa intensità della scorsa partita, noi dovremo fare come nei primi due incontri. Siamo pronti per questo.”