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	<title>Marco Nonne | Around the Game</title>
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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>Le montagne russe dei Lakers</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/le-montagne-russe-dei-lakers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Nonne]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 09:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[anthony davis]]></category>
		<category><![CDATA[Austin reaves]]></category>
		<category><![CDATA[d'angelo russell]]></category>
		<category><![CDATA[darvin ham]]></category>
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		<category><![CDATA[los angeles lakers]]></category>
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					<description><![CDATA[Un inizio di stagione altalenante e poche certezze: perchè i Lakers stanno deludendo le aspettative?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-gallery aligncenter has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="52528" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-52528" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited-1024x575.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited-1080x607.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/LeBron-Reaves-Prince-Ham-edited.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p>Pessimi approcci e grandi rimonte, alcune prestazioni estremamente convincenti ma altrettanti inspiegabili giri a vuoto e tanti infortuni: l&#8217;inizio di stagione dei <strong>Los Angeles Lakers</strong> è stato caratterizzato da una diffusa mancanza di continuità. L&#8217;apparentemente inesorabile alternarsi di alti e bassi ha portato la squadra a ritrovarsi in zona Play-In, decisamente più in basso rispetto alle ambizioni iniziali della franchigia. Che cosa non ha funzionando nelle prime uscite stagionali?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partenze lente</h2>



<p>L&#8217;inizio della Regular Season dei Lakers è stato spesso caratterizzato da un approccio alla partita nettamente insufficiente, che porta i gialloviola a finire sotto nel punteggio già dai primi minuti di gioco, costringendoli ad affrontare il resto della partita con l&#8217;obiettivo di rimontare svantaggi spesso in doppia cifra. I numeri dei primi quarti dei Lakers sono impietosi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>25° nella lega per DEFRTG, con 119.5;</li>



<li>28° nella lega in OFFRTG, con 103.6;</li>



<li>29° nella lega in NETRTG, con -15.8;</li>



<li>27° nella lega sia in EFG%, con il 50.1%, che in TS%, con il 53.4%</li>
</ul>



<p>Nei secondi tempi invece i losangelini scendono in campo con un approccio nettamente migliore e, complice un fisiologico rilassamento degli avversari, sono spesso riusciti a rimettere in piedi la partita arrivando a giocarsela nel finale. L&#8217;attacco, sostenuto quasi interamente da <strong>LeBron James</strong>, diventa presentabile con un 113.3 di OFFRTG (punti per 100 possessi, 17° nella lega), il 55.3% di EFG% (9°) e il 59.2% di TS% (6°), ma il vero salto di qualità avviene in difesa: migliora esponenzialmente il DEFRTG (punti subiti per 100 possessi), che scende a 106.3 (2° nella lega) e, punto su cui torneremo più tardi, la DREB% (percentuale dei rimbalzi difensivi disponibili catturati) passa dal 70.7% del primo tempo (20°) al 73.5% del secondo (7°).</p>



<p>Le tante rimonte intraprese, e spesso concluse con esito positivo, forniscono un segnale ambivalente ai tifosi gialloviola: se da un lato si può essere contenti per la presenza mentale della squadra e per la sua capacità di restare dentro la partita fino alla fine, dall&#8217;altro non si può sottovalutare il fatto che questo tipo di approccio obblighi un LeBron 39enne agli straordinari, sia in termini di minutaggio che in termini di load offensivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">AAA triple dagli angoli cercasi</h2>



<p>Durante il mercato estivo, il GM Pelinka ha lavorato per aggiungere dei tiratori al roster di Darvin Ham, tentando di migliorare il rendimento perimetrale della squadra rispetto all&#8217;anno precedente, ma fino a questo momento le aggiunte estive non hanno sortito l&#8217;effetto sperato. I Lakers sono infatti 26° in 3PT% con il 34.8% di realizzazione e ultimissimi nella conversione delle triple dall&#8217;angolo, con un tragico 27.0%. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="273" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-1024x273.png" alt="" class="wp-image-52657" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-1024x273.png 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-300x80.png 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-150x40.png 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-768x205.png 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-1536x409.png 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-2048x546.png 2048w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/11/Shooting-table-1-1080x288.png 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Confronto di volumi e percentuali dei principali giocatori di rotazione.<br>Fonte: CLEANING THE GLASS</em></figcaption></figure>



<p>La percentuale realizzativa è senza dubbio figlia di una &#8220;shooting slump&#8221; di alcuni giocatori, <strong>Taurean Prince</strong> su tutti, ma dipende anche dal modo in cui i Lakers costruiscono i tiri dal perimetro: i losangelini infatti costruiscono diverse conclusioni con spazio, ma troppo spesso gli attaccanti coinvolti ci arrivano fuori ritmo. Sono infatti rarissime le uscite dinamiche dai blocchi per i principali tiratori e, in generale, sono poche le situazioni in cui la palla arriva a destinazione dopo una buona circolazione: nella maggior parte dei casi la ricezione è statica e avviene dopo possessi stagnanti dal post o dopo un pigro pick&amp;roll in punta che non genera alcun vantaggio.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">I compagni giustamente, per non farlo sentire solo, tentano di replicare le sue gesta ed iniziano anche loro a sparacchiare, sbagliando quante più triple aperte possibili. È da piccoli gesti come questi che si nota quanto sia unito questo gruppo <a href="https://t.co/WCMQX7bg00">pic.twitter.com/WCMQX7bg00</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1729923021689757985?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 29, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per tentare di compensare le pessime prestazioni al tiro, i gialloviola, come nella scorsa stagione, stanno puntando molto sull&#8217;attacco al ferro e sul generare tiri liberi: il 36.3% delle loro conclusioni arriva infatti da distanza ravvicinata (7° nella lega), convertendo con il 73.5% (1° nella lega), mentre sono 7° per liberi tentati ogni 100 possessi con 22.8, convertiti con il 76.6% (22°). </p>



<h2 class="wp-block-heading">LeBron-dipendenti</h2>



<p>Nonostante i (quasi) 39 anni, il Re sta trascinando ancora una volta i Lakers, sostenendo gran parte del load offensivo della squadra sia in termini di creation che in termini realizzativi. I numeri offensivi sono impressionanti, anche escludendo il fattore età:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>30.7% di USG% e 30.1% di AST%, rispettivamente 98° e 100° percentile nella lega;</li>



<li>62.6% di EFG%, 64.7% di TS%, 39.2% in 3PT% e 79% al ferro, numeri tra i migliori della carriera;</li>



<li>+22.0 di On/Off, 99° percentile;</li>



<li>+14.2 di On/Off negli attacchi a difesa schierata.</li>
</ul>



<p>Gli unici numeri negativi riguardano le palle perse (la TOV% è pari a 15.1%, nettamente peggiorata rispetto all&#8217; 11.3% della scorsa stagione) e i numeri in transizione: il leader dei losangelini infatti ha un On/Off negativo in questo contesto, con un pessimo -13.5, 23° percentile (nella scorsa stagione questo dato era in positivo con un ottimo +9.9).</p>



<p>Alcuni di questi numeri, sia quelli negativi che quelli positivi, andranno a normalizzarsi nel corso del tempo: è infatti difficile pensare che LeBron possa sostenere questo tipo di load offensivo con questa efficienza per tutta la stagione regolare, soprattutto se i Lakers intendono arrivare in fondo ai Playoffs. Il supporting cast dei gialloviola dovrà quindi fare un salto di qualità nella produzione offensiva per permettere a James di riposarsi di più, riducendo il suo minutaggio e sgravandolo di una parte dei compiti di creazione palla in mano. </p>



<p>In attesa del rientro di alcuni infortunati, Vincent e Hachimura su tutti, Darvin Ham ha già iniziato a sperimentare alcune soluzioni interessanti con gli effettivi a disposizione. In prima istanza, il coach dei Lakers ha tentato di aumentare la produzione offensiva di <strong>Anthony Davis</strong>, strutturando un attacco 5-out che lo vedeva ricoprire il ruolo di principale fulcro del gioco, coinvolgendolo in numerosi hand-off appena fuori dall&#8217;arco in punta o all&#8217;altezza del gomito. Finora questa soluzione non ha portato a molto ed è stata quasi totalmente abbandonata: la mancanza di un jumper affidabile del lungo non gli consente di esercitare una gravity tale da creare un vantaggio consistente per i compagni, come avviene ad esempio per Jokic o Embiid; inoltre non hanno sicuramente aiutato le spaziature, fortemente influenzate dalle percentuali al tiro dei compagni. Nelle ultime partite sono aumentati i possessi dal post per AD, con qualche timido movimento off-ball dei compagni con lo scopo sia di impedire l&#8217;aiuto dal lato debole che di garantire al lungo delle linee di passaggio più semplici da leggere.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Iniziamo con l&#39;uomo più discusso, AD. In attacco sta faticando: come al solito il jumper non entra, troppe ricezioni statiche seguite da ISO inefficienti MA nelle ultime uscite i compagni hanno iniziato a muoversi di più offball, con blocchi e tagli, aiutandolo nelle letture <a href="https://t.co/AqnI8e09LC">pic.twitter.com/AqnI8e09LC</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1729923001687138466?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 29, 2023</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Tra le altre soluzioni proposte, la situazione che ha portato i risultati migliori è quella che vede coinvolto LeBron in dei giochi a due con <strong>D&#8217;Angelo Russell </strong>o<strong> Austin Reaves</strong>: in questo contesto, nella maggior parte dei casi la guardia porta un blocco per forzare un cambio difensivo, per poi posizionarsi in ala in attesa di un eventuale scarico, lasciando il Re isolato in punta marcato da un giocatore più piccolo e leggero, agevolandolo nella creazione del vantaggio. Quando però il gioco a due coinvolge Reaves, le opzioni sono molteplici e decisamente più efficaci:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>se quest&#8217;ultimo è il bloccante e il suo uomo raddoppia LeBron, l&#8217;ex Oklahoma è bravo a &#8220;slippare&#8221;, mettendosi immediatamente in visione per poi agire dallo short roll; in questo contesto Reaves è molto bravo sia nella soluzione personale (jumper dalla media o penetrazione) che nella ricerca del compagno libero, trovando abbastanza facilmente sia lo scarico in angolo che nel dunker spot;</li>



<li>quando invece i Lakers decidono di giocare un pick&amp;roll con Reaves da portatore, nella maggior parte dei casi la pericolosità del roll del Re crea vere e proprie praterie per la guardia, che può tranquillamente procedere con la penetrazione o eseguire un pull-up dall&#8217;arco con tanto spazio; se invece la difesa decide di raddoppiare o sbaglia i tempi del cambio, Reaves è spesso bravo a trovare LeBron con i tempi giusti, garantendogli una ricezione dinamica che, nonostante l&#8217;età, lo rende semi inarrestabile.</li>
</ul>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">Solo una costante finora: i giochi a 2 con LBJ.<br>Nella maggior parte dei casi è AR a portare il blocco per forzare il cambio, ma ogni tanto &quot;poppa&quot; o agisce dallo short roll.<br>Talvolta però è il Re ad agire da bloccante, creando, grazie alla sua gravity, tante opzioni facili per AR <a href="https://t.co/mR9OhEicpl">pic.twitter.com/mR9OhEicpl</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1729924423157756014?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 29, 2023</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;arte del (non) tagliafuori</h2>



<p>Un altro aspetto in cui i Lakers stanno faticando è il controllo dei tabelloni. Dal punto di vista offensivo la squadra di <strong>Darvin Ham</strong> ha parzialmente riproposto quanto mostrato già nello scorso finale di stagione, Playoffs inclusi: viene data massima priorità alla transizione difensiva, ignorando quasi completamente le chance di rimbalzo offensivo; i gialloviola sono infatti 9° per punti concessi in transizione difensiva e 29° per OREB%. </p>



<p>Dal punto di vista difensivo invece c&#8217;è ancora tanto da lavorare. Come detto in precedenza, i Lakers stanno facendo un buon lavoro nella difesa in transizione e anche a difesa schierata stanno performando discretamente: 2° per DEF FT Rate con 14.8 (tiri liberi concessi per 100 tiri avversari), 9° per DEF EFG%, con il 53.1%, e 7° per punti concessi a difesa schierata, 93.2 ogni 100 possessi.</p>



<p>Ciò in cui peccano i Lakers sono i rimbalzi difensivi: i loro avversari catturano il 27.4% dei rimbalzi offensivi disponibili, 16° nella lega, ma sono ultimissimi per punti concessi in queste situazioni, con un terribile 125.7 punti per 100 possessi (la media della lega si attesta sui 111.4). Questi numeri sono riconducibili ad alcuni gravi problemi strutturali, che nascono a cascata dall&#8217;assenza, se escludiamo Vanderbilt che finora non abbiamo visto causa infortuni, di un difensore sul punto di attacco affidabile. Ad esempio, nelle situazioni in cui il portatore di palla è marcato da uno tra Russell e Reaves, spesso è sufficiente un semplice pick&amp;roll in punta per mettere in difficoltà i gialloviola, che entrano molto facilmente in una sequenza di rotazioni semi-disperate: questo porta, inevitabilmente, alla perdita degli accoppiamenti designati, con tanti potenziali mismatch, soprattutto a rimbalzo. </p>



<p>È proprio questo contesto a rendere ancora più complicate le cose: nel roster, escludendo Vando e ogni tanto Hachimura, non ci sono grandi rimbalzisti tra le guardie e tra le ali, spesso sottodimensionate e/o poco atletiche; questo mix di caratteristiche, unito agli accoppiamenti a rimbalzo, rende quasi totalmente vani i timidi tentativi di tagliafuori dei giocatori in campo. E i lunghi? Davis è spesso impossibilitato a dare una mano per quanto detto sopra riguardo la difesa scramble: gli avversari sono sempre più bravi a portarlo lontano da canestro, privando dunque i Lakers del loro miglior rimbalzista e del loro migliore (e unico) rim protector di livello. La configurazione con il doppio lungo ha parzialmente aiutato in alcuni frangenti, ma non è una soluzione applicabile per larghi tratti di partita per via dei problemi che crea nell&#8217;altra metà campo.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="it" dir="ltr">TAGLIAFUORI! Trovarne uno ben fatto in una partita dei Lakers è un&#39;impresa ai limiti dell&#39;impossibile. Se gli avversari portano AD fuori dall&#39;area, spesso sotto canestro ci finiscono Prince o, peggio ancora, DLo o Reaves, con delle conseguenze ampiamente prevedibili: <a href="https://t.co/L4zTw8gCMg">pic.twitter.com/L4zTw8gCMg</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1729923011770237229?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 29, 2023</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive future</h2>



<p>Nelle ultime settimane sono uscite tante voci di mercato su possibili trade con i Lakers coinvolti, ma si tratta di rumors spesso infondati o quantomeno prematuri: gran parte del roster infatti non è scambiabile fino a Dicembre o addirittura Gennaio per via dei vincoli legati ai rinnovi e alle firme avvenute in Free Agency; inoltre, come dichiarato a più riprese anche dai principali esponenti della franchigia, per uscire da questo limbo e tentare di conquistare il fattore campo ai Playoffs, i Lakers devono innanzitutto puntare forte sul miglioramento interno. La normalizzazione delle percentuali al tiro di alcuni membri del supporting cast ma soprattutto il recupero dei principali infortunati e, conseguentemente, una rotazione stabile sicuramente potranno aiutare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Con il rientro di Vanderbilt i Lakers dovrebbero migliorare a rimbalzo ma soprattutto in difesa, alleggerendo il carico difensivo sulle spalle di Davis e consentendogli, potenzialmente, di essere più lucido e produttivo nella metà campo offensiva. Se da un lato del campo Vando potrebbe risolvere buona parte dei problemi, dall&#8217;altro il suo rientro potrebbe compromettere ulteriormente il già fragile equilibrio dell&#8217;attacco a metà campo dei gialloviola.</li>



<li>Nonostante un inizio disastroso al tiro sarà fondamentale anche il ritorno di Vincent, che garantirebbe una maggiore organizzazione offensiva nei minuti senza LeBron ma soprattutto costituirebbe una forma di assicurazione nelle serate in cui Russell gira a vuoto. Da non sottovalutare anche il suo possibile impatto difensivo: nonostante la taglia, l&#8217;ex Miami è un difensore competente che mette sempre effort e si distingue rispetto ai compagni di reparto per la capacità di fare bene anche le piccole cose, come i tag sui rollanti o i tagliafuori.</li>
</ul>



<p>Sarà sufficiente? Probabilmente no. Come sottolineato in precedenza, i Lakers hanno ancora troppe lacune strutturali che ne limitano il ceiling in ottica Playoffs e che difficilmente potranno essere colmate del tutto dal miglioramento delle prestazioni individuali dei giocatori a roster. Il prossimo punto chiave della stagione si può individuare nei mesi di Gennaio/Febbraio: i gialloviola devono puntare a migliorare il record per raggiungere e consolidare la propria presenza nella top 6 dell&#8217;Ovest tentando, per quanto possibile, di non perdere troppo terreno dalla top 4. Se dovessero riuscire a portare questi risultati allora si potrà pensare ad eventuali interventi sul mercato per scalare un&#8217;ulteriore marcia nella corsa per il titolo, ma fino ad allora bisognerà avere molta pazienza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Austin Reaves, il vostro Laker preferito</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/austin-reaves-il-vostro-laker-preferito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Nonne]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 19:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Austin reaves]]></category>
		<category><![CDATA[darvin ham]]></category>
		<category><![CDATA[los angeles lakers]]></category>
		<category><![CDATA[rob pelinka]]></category>
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					<description><![CDATA[Austin Reaves, da undrafted a go-to-guy.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="740" height="416" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Spurs-considered-offer-sheet-for-Austin-Reaves-at-21-million-annually-edited.jpg" alt="" class="wp-image-48814" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Spurs-considered-offer-sheet-for-Austin-Reaves-at-21-million-annually-edited.jpg 740w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Spurs-considered-offer-sheet-for-Austin-Reaves-at-21-million-annually-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/Spurs-considered-offer-sheet-for-Austin-Reaves-at-21-million-annually-edited-150x84.jpg 150w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBA.com</figcaption></figure>



<p>Da Newark, Arkansas, a Los Angeles, California. Da undrafted a go-to-guy di una delle squadre più blasonate della lega. Dai minuti di garbage time ai canestri decisivi contro Grizzlies e Warriors negli ultimi Playoffs. Fresco del rinnovo che lo porterà a guadagnare 54 milioni di dollari nei prossimi 4 anni, <strong>Austin Reaves</strong> si appresta ad iniziare la sua terza annata in NBA, stagione della riconferma e della definitiva consacrazione come role player di lusso in una squadra che ambisce all’anello.</p>



<p>Vediamo insieme come il nuovo idolo dei tifosi Lakers sia riuscito a ottenere il meritato rinnovo, analizzando la sua evoluzione dal college alla NBA, per arrivare a riflettere sul suo ruolo nella Lega in proiezione.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Dal college al (non) Draft</h1>



<p>Austin, proveniente da una piccola cittadina, non riesce a farsi notare dai grandi college, nonostante degli ottimi numeri all’High School, e riceve poche offerte per una borsa di studio. Decide quindi, quasi forzatamente, di scegliere il progetto di Wichita State.</p>



<p>A causa di un problema alla spalla, il primo anno di Reaves al college non è tra i più felici e anche nel secondo non si sente particolarmente valorizzato dal coaching staff, che decide di impiegarlo principalmente come tiratore di movimento inserito nel sistema e non come prima opzione offensiva, come il talento di Newark sperava.</p>



<p>Nella stagione 2019/20 decide quindi di passare ad Oklahoma, dove ha la possibilità di avere più palla in mano e di mettersi in luce. Nei due anni con i Sooners, Reaves arriva quasi a raddoppiare la propria Usage%, modificando drasticamente la sua <em>shooting diet</em>: le triple tentate calano parecchio e vengono privilegiati i tentativi in pull-up rispetto a quelli in catch&amp;shoot. Inizia inoltre ad attaccare molto di più il ferro e ad andare in lunetta molto più frequentemente.</p>



<p>Questo cambio di stile di gioco porterà ad un drastico calo dell’efficienza al tiro, a causa delle percentuali da fuori decisamente rivedibili, ma servirà anche a portare alla luce alcune delle caratteristiche che oggi fanno di Austin Reaves un importante pezzo di rotazione NBA. Crescono infatti i numeri legati alla creazione per gli altri e si mette in mostra per la sua capacità di andare in lunetta iniziando per primo il contatto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-48817" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-1024x576.png 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-300x169.png 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-150x84.png 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-768x432.png 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-1536x864.png 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1-1080x608.png 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Fonte: Basketball-Reference / Dati per 100 possessi</em></figcaption></figure>



<p>Reaves, come dichiarato nella pre-Draft interview con <em>Mike Schmitz</em>, si rivede nello stile di gioco di Joe Ingles: noto per la sua capacità di essere un <em>pass-first guy </em>ma che, al momento del bisogno, riesce ad elevare il proprio gioco e a mettersi in proprio, nonostante un atletismo e un fisico sotto media, grazie alla propria furbizia e alla propria sfacciataggine.</p>



<p>Sono infatti ben note le capacità del giocatore di coinvolgere i compagni sul pick&amp;roll e in situazioni di drive&amp;kick, con ottime letture soprattutto nel trovare il compagno libero in angolo; non passano inosservate anche le capacità di punire la drop, principalmente dal long mid-range, e di andare in lunetta. Purtroppo per lui però sono ben noti anche i suoi difetti principali: la mancanza di atletismo lo porta spesso ad avere difficoltà nel creare separazione contro i giocatori atleticamente sopra la media e, abbinata all’alto carico di lavoro offensivo, la sua scarsa esplosività lo mette in grande difficoltà nella difesa <em>point-of-attack</em>. Sono proprio i limiti sul fisico e sul tiro a farlo scivolare nelle principali board di scout e analisti: benché il talento sia da primo giro, questi grandi punti interrogativi lo proiettano nel range di inizio secondo giro.</p>



<p>La notte prima del Draft, Austin e il suo agente ricevono una chiamata dal GM dei Lakers, <strong>Rob Pelinka</strong>, il quale promette al nativo di Newark un <em>two-way contract </em>qualora dovesse decidere di rifiutare le chiamate di altre squadre e finire undrafted. Il ragazzo non si lascia scappare l’opportunità di giocare per la franchigia del suo idolo Kobe Bryant e decide di rifiutare la proposta di Detroit alla numero 42.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Hillbilly Kobe is Him!</h1>



<p>Nei due anni in maglia Lakers il ruolo di Austin Reaves è mutato tanto, complice anche il cambio in panchina. Nel suo anno da rookie inizia a farsi notare già dalla Summer League, dove si mette in mostra per le buone letture sul pick&amp;roll e per le sue <em>hustle plays</em>, come il game winner contro Phoenix nato da un rimbalzo offensivo. Nella fanbase gialloviola iniziano rapidamente i paragoni con l’ormai ex Alex Caruso, ma in realtà i due hanno ben poco in comune: nonostante entrambi siano caratterizzati da un alto QI cestistico, Austin dimostra da subito di essere molto meno difensore della guardia da Texas A&amp;M e molto più realizzatore e facilitatore per i suoi compagni.</p>



<p>Dopo essere entrato faticosamente nelle rotazioni di Frank Vogel e nonostante un contesto non particolarmente felice da un punto di vista tecnico e di spogliatoio, Austin continua a sviluppare il proprio gioco, vedendo crescere le proprie responsabilità come <em>creator secondario </em>e rispolverando, come nei primi due anni al college, le proprie capacità in catch&amp;shoot. Particolarmente degna di nota anche la sua capacità di concludere al ferro, sia per percentuali che per varietà di soluzioni: nonostante non goda di un atletismo elitario, riesce a crearsi lo spazio necessario per la conclusione grazie a cambi di velocità in penetrazione, eurostep e all’ottimo uso del piede perno.</p>



<p>Con il cambio in panchina e l’approdo di Darvin Ham nella città degli angeli, troviamo anche un nuovo Austin Reaves. Durante l’estate il prodotto di Oklahoma ha lavorato tanto sul proprio tiro, in particolare sul pull-up game: le percentuali da fuori in questo fondamentale schizzano dal 28.6% post All-Star Game 2022 a degli ottimi 38.4% (pre All-Star Game 2023) e 41.4% (post All-Star Game 2023).</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Il vero salto, seppur su un volume ridotto (1.8 3PA a partita), è arrivato nei pullup da 3, dove Austin ha concluso con un ottimo 39.3%. Questa sarà probabilmente la &quot;swing skill&quot; della sua carriera NBA <a href="https://t.co/0QqNF4Pjvo">pic.twitter.com/0QqNF4Pjvo</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1686780468656586770?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Reaves arricchisce anche il suo arsenale per andare in lunetta, riuscendo a traslare dal college la sua capacità di lucrare falli grazie alle finte che sfruttano il suo uso del piede perno e, nelle penetrazioni da posizione di ala, la sua capacità di iniziare il contatto buttando la spalla <em>debole </em>sul corpo del difensore. A queste armi aggiunge altri due <em>trucchi del mestiere</em>, “rubati” attraverso diverse ore di sala video a maestri come James Harden, Chris Paul e Trae Young. Dai primi riesce a carpire i segreti per riuscire a colpire le braccia dei difensori, sia in penetrazione che con il cosiddetto <em>rip through</em> (un esempio <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1686780456216174592?s=20" target="_blank" rel="noopener">QUI</a>). Dall’ex Oklahoma invece impara la capacità di lucrare falli in seguito ad un pick&amp;roll: dopo aver sfruttato il blocco del compagno, Austin riesce spesso a punire i difensori che gli finiscono dietro per inseguirlo, arrestandosi in un fazzoletto e <em>facendosi tamponare </em>durante un tentativo di pullup dal midrange.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">In queste clip invece lo vediamo sfruttare a pieno le sue capacità da portatore di palla nel P&amp;R: è infatti molto bravo a rallentare il palleggio quando nota un difensore che lo insegue dopo il blocco, fermandosi rapidamente e in poco spazio, arrivando così ad un &quot;tamponamento&quot; <a href="https://t.co/nFBoK15RgW">pic.twitter.com/nFBoK15RgW</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1686780450923069448?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>È proprio grazie a questi due aspetti migliorati del suo gioco che Austin inizia a ricevere sempre più responsabilità palla in mano e a ritagliarsi sempre più spazio nelle rotazioni dell’ex assistant coach dei Bucks: Reaves diventa la figura equilibratrice di molte lineup, guadagnando progressivamente anche la fiducia di Lebron e talvolta diventando il leader della second unit. Raggiunge infine il picco della performance nel post ASG dove, complice l’assenza del nativo di Akron, Austin assume spesso il ruolo di go-to-guy della squadra nei finali di gara e diventa uno dei simboli della cavalcata Playoffs dei losangelini.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-1024x576.png" alt="" class="wp-image-48818" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-1024x576.png 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-300x169.png 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-150x84.png 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-768x432.png 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-1536x864.png 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2-1080x608.png 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/08/169-2.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’importante finale di stagione non ha permesso a Reaves di scrollarsi di dosso tanti punti interrogativi sul suo gioco in ottica Playoffs: dai dubbi sulle percentuali al tiro da fuori, ai fischi ricevuti nel finale di Regular Season fino ai timori sulla tenuta difensiva on e off ball.</p>



<p>Nonostante la pressione legata alle suddette perplessità, sommata a quella generata dalla necessità di performare ad un buon livello per garantirsi un rinnovo di contratto pluriennale, il nativo di Newark ha risposto presente ancora una volta e ha stupito scettici e anche qualche fan, compreso il sottoscritto.</p>



<p>Con una usage% sostanzialmente invariata rispetto al post All Star Game, Reaves è riuscito a mantenere una buona efficienza realizzativa (61.6% di True Shooting) nonostante un Free Throw Rate calato rispetto alla Regular Season (dal 54.1% della RS al 29.4% dei Playoffs). Con il ritorno in cattedra di Lebron sono inevitabilmente diminuiti i compiti di creazione ma, nonostante questo, l’impatto di Reaves da questo punto di vista è stato comunque importante (18.2 di AST% a fronte di un 10.2 di TOV%).</p>



<p>Austin si è comportato abbastanza bene anche dal lato difensivo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>nella serie contro Memphis è stato spesso accoppiato a Bane, contro cui ha fatto un buon lavoro &#8211; specialmente off ball &#8211; nel seguirlo sui blocchi e nel negargli ricezioni facili fuori dall’arco;</li>



<li>nella serie contro Golden State ha fatto leggermente peggio, sia perché cercato sui pick&amp;roll alti in punta di Curry, sia perché costretto ad un estenuante lavoro di inseguimento sui blocchi contro un maestro come Klay Thompson; nonostante questo, per le sue possibilità, ha fatto un lavoro degno, non facendo mai mancare effort e piazzando qua e là qualche <em>hustle play</em>;</li>



<li>nella serie con Denver ha fatto ciò che ha potuto contro avversari enormemente più grossi (Porter Jr.) o in stato di onnipotenza cestistica (Murray tornato finalmente ai livelli della bolla).</li>
</ul>



<p>Nel complesso, la run Playoffs di Reaves è stata ottima:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>2° della squadra per True Shooting</li>



<li>4° per Win Shares/48</li>



<li>3° per Box Plus Minus</li>



<li>1° per On-Off</li>



<li>2° per 3P%</li>
</ul>



<h1 class="wp-block-heading">Il futuro</h1>



<p>Reaves è entrato in free agency da Restricted Free Agent e, visto il finale di stagione in netta crescita con dei Playoffs da role player di alto livello, per lui si prospettava la possibilità di ricevere un quadriennale da circa $20 milioni annui (fino ad un massimo di $100 milioni in 4 anni) da squadre in pieno rebuilding come Houston e San Antonio.</p>



<p>I Lakers si sono da subito dichiarati disposti a pareggiare qualsiasi offerta pur di trattenere il talento dell’Arkansas, tuttavia non è stato necessario. Infatti nessun team con spazio salariale ha offerto i fatidici 100&#215;4, quindi Austin Reaves è rimasto a LA per un quadriennale da $54 milioni (il massimo che potevano offrire i giallo-viola), con player option per l’ultimo anno: un contratto più che onesto e che rispecchia il valore del giocatore nello scacchiere tattico di Ham.</p>



<p>Reaves si candida dunque ad un’altra stagione da uomo chiave del sistema Lakers: insieme ai compagni di reparto Russell e Vincent sarà infatti chiamato a gestire i principali compiti di creation per i losangelini, così da ridurre il load offensivo di Lebron e consentirgli di arrivare più fresco nel finale di stagione.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Nell&#39;ultimo anno ha iniziato a ricoprire questo ruolo più frequentemente e talvolta, complici le assenze di LBJ e DLo nel finale di stagione, si è ritrovato addirittura ad essere il principale creator della squadra.<br>Questa &quot;palestra&quot; nel post ASG si è rivelata utile anche ai PO: <a href="https://t.co/NtearAmiZ5">pic.twitter.com/NtearAmiZ5</a></p>&mdash; Bimbo di Maxwell Lewis (@samcro0501) <a href="https://twitter.com/samcro0501/status/1686780484775297040?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 2, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sarà interessante vedere se HillBilly Kobe riuscirà a confermare le percentuali nel tiro da fuori che ha sostenuto per tutto il periodo successivo all’All-Star Game, sfida tutt’altro che scontata, specialmente per quanto riguarda i pull-up.</p>



<p>Un altro aspetto da monitorare sarà la sua capacità di lucrare liberi. Abbiamo già visto in passato come gli arbitri possano cambiare diametralmente il metro di giudizio da una stagione all’altra in merito ad alcune tipologie di contatti (citofonare Trae Young e James Harden): riuscirà Austin Reaves a mantenere un alto livello di efficienza offensiva se gli arbitri dovessero iniziare a fischiare meno a suo favore?</p>
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