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	<title>Federico Frumento | Around the Game</title>
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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>La rookie season di Scottie Barnes merita attenzione</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/la-rookie-season-di-scottie-barnes-merita-attenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Frumento]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 02:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[rookie]]></category>
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					<description><![CDATA["That’s BBQ chicken! (...) Scottie Barnes è una star, dategli la palla."]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited.jpeg" alt="" class="wp-image-12463" width="709" height="398" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited.jpeg 2000w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited-300x169.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited-1024x576.jpeg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited-150x84.jpeg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited-768x432.jpeg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited-1536x864.jpeg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-edited-1080x608.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></figure></div>



<p>{{translate_pretext}} </p>



<p>Nella partita di settimana scorsa contro i Wizards, <strong>Scottie Barnes</strong> ha trascinato i <strong>Toronto Raptors</strong> alla vittoria e ha fatto registrare il suo season-high (27 punti, 12/19 dal campo).</p>



<p><em>&#8220;That’s BBQ chicken! (&#8230;) Scottie è una star, dategli la palla.&#8221;</em></p>



<p>Barnes, con tante ottime letture all&#8217;interno della gara, ha messo in grande difficoltà la difesa dei Wizards e poi l&#8217;ha costretta a trasformarsi in una zona. I Wizards sono passati alla zona per un&#8217;ampia parte del 4o quarto a causa degli incessanti assalti al ferro di Barnes: per la prima volta nella sua giovane carriera, Scottie ha costretto la difesa ad aggiustarsi per lui.</p>



<p>Lo ha fatto segnando tanti punti in isolamento? No, i possessi in <em>iso </em>sono stati solo una piccola parte: quello che è stato difficile da arginare è stata la sua capacità di giocare in attacco lontano dalla palla e di leggere sempre lo spazio giusto da attaccare, e poi di mostrare la sua efficienza quando poteva concludere dentro al pitturato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="392" height="416" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes.png" alt="" class="wp-image-12466" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes.png 392w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-283x300.png 283w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-141x150.png 141w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/01/scottie-barnes-24x24.png 24w" sizes="(max-width: 392px) 100vw, 392px" /><figcaption><strong>Scottie Barnes</strong> shot chart vs Wasington Wizards</figcaption></figure></div>



<p>Con Gary Trent Jr di nuovo nella lineup, i Raptors hanno giocato con un frontcourt un po&#8217; più piccolo rispetto alle partite precedenti, e così Barnes ha potuto agire maggiormente vicino al canestro. In modo simile a quanto aveva detto anche Chris Boucher recentemente, Scottie ha raccontato come si sente a giocare accanto a <strong>Pascal Siakam </strong>e <strong>Fred VanVleet</strong>: <em>&#8220;Se leggo la difesa e mi muovo correttamente, prenderò palla in molte situazioni di vantaggio&#8221;</em>. Una situazione di cui Barnes beneficia, e di cui i Raptors beneficiano a loro volta quando il rookie riesce ad essere così dinamico ed efficiente.</p>



<p>La completa incapacità della difesa dei Wizards di aiutare contro Barnes, contestare i suoi tentativi nel pitturato e dissuaderlo dall&#8217;andare al ferro è stata evidente per tutta la partita. Anzi, per i primi tre quarti, visto che all&#8217;inizio del 4Q i Raptors erano sul +15 e Barnes aveva già segnato tutti i suoi 27 punti.</p>



<p>Quando riesce a ricevere nel pitturato, o a raggiungerlo in palleggio, Barnes sa usare molto bene le sue doti fisiche per costruirsi un tiro. Contro difensori più grossi sa sfruttare la sua rapidità, mentre contro avversari più piccoli &#8211; come Corey Kispert nel video qui sotto &#8211; ha dimostrato di poter essere molto efficace.</p>



<p><strong>Nick Nurse</strong> ha dimostrato di voler punire sistematicamente i mismatch in favore di Barnes, usandolo in situazioni di post-up. Il rookie sta crescendo molto come self-creator in queste situazioni e il suo lavoro per guadagnare spazio prima della ricezione è davvero ottimo.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://thumbs.gfycat.com/ArcticHardtofindDikkops-mobile.mp4"></video></figure>



<p id="tw-target-text">Ma non c&#8217;è soltanto questo. Anzi, il motivo per cui i Wizards hanno avuto così tanti problemi ad arginare Barnes con la difesa a uomo è stato a causa della miriade di modi in cui è stato utilizzato.</p>



<p id="tw-target-text">Nei tre possessi qui sotto lo si può vedere utilizzato come screener (in due casi bloccando per VanVleet), in cui ha dimostrato un notevole istinto e la capacità di punire difese diverse:</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://thumbs.gfycat.com/DistortedBothAsianlion-mobile.mp4"></video></figure>



<p id="tw-target-text">Barnes, poi, sta avendo sempre più ricezioni &#8211; e dimostrando soluzioni come quella qui sotto &#8211; al gomito:</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://thumbs.gfycat.com/UncommonImpossibleElk-mobile.mp4"></video></figure>



<p id="tw-target-text">È divertente che un paio di giocatori dei Raptors recentemente abbia paragonato i possessi in post alto di Barnes a quelli di Marc Gasol. I due condividono poche se non nessuna somiglianza nel loro modo di creare tiri da lì: i Raptors non eseguono nemmeno uno <em>split </em>quando Scottie è in questa situazione, è più frequente che ci sia un <em>bling pig.</em></p>



<p id="tw-target-text">Col passare del tempo, i Raptors useranno di più Barnes in post alto. Come sarà il suo decision making? E che tipo di soluzioni potrebbero aprirsi per Toronto?</p>



<p>In ogni caso, va sottolineato come in questa partita contro Washington il rookie abbia preso solo 2 tiri nel quarto periodo (sbagliandoli entrambi, dopo il 12/17 nei primi tre quarti). Quando Siakam e VanVleet hanno smesso di creare vantaggio, e la zona non ha permesso a Barnes di attaccare i mismatch, l&#8217;impatto offensivo di Scottie è venuto meno.</p>



<p>Si tratta di una cosa abbastanza usuale, per giocatori che attaccano molto nel pitturato. L&#8217;abbiamo visto succedere anche a Siakam in questa stagione, ad esempio. Quando le difese avversarie si concentrano sulla protezione dell&#8217;area, nel caso dei Wizards passando a zona buona parte del secondo tempo, le soluzioni a metà campo diventano meno.</p>



<p>L&#8217;esperienza, comunque, aiuterà Scottie. Imparerà ad attaccare meglio una zona a livello NBA e a manipolare le difese anche in assenza di un mismatch, con il passare del tempo.</p>



<p>Non si diventa una stella di questa lega in una manciata di partite.</p>
]]></content:encoded>
					
		
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Voglio essere All-Star e DPOY&#8221;: l&#8217;intervista a Deandre Ayton</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/all-star-dpoy-deandre-ayton-phoenix-suns/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Frumento]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 19:01:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[all star]]></category>
		<category><![CDATA[deandre ayton]]></category>
		<category><![CDATA[monty williams]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[phoenix suns]]></category>
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					<description><![CDATA[L'inizio di stagione e gli obiettivi dei Phoenix Suns attraverso gli occhi di Deandre Ayton.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="393" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236971912-e1638897304967.jpeg" alt="" class="wp-image-9989" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236971912-e1638897304967.jpeg 700w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236971912-e1638897304967-300x168.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236971912-e1638897304967-150x84.jpeg 150w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>FOTO: NBA.com</figcaption></figure></div>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Il motto nazionale delle Bahamas è &#8220;Forward Upward Onward Together&#8221;. Lontano da casa, a Phoenix, è quella mentalità bahamiana che ha aiutato <strong>Deandre Ayton</strong> ad accettare la sua situazione contrattuale non risolta con i Suns.</p>



<p><em>&#8220;Non sono davvero preoccupato per cose del genere e per tutte le cose che ho ora in testa&#8221;,</em> ha detto recentemente Ayton a The Undefeated. <em>“Sto solo abbassando la testa e lavorando. Io? Vengo dalle Isole. Lavoriamo per quello che vogliamo, ce lo meritiamo. Mi impegnerò al massimo in campo e otterrò quello che merito&#8221;.</em></p>



<p>Durante la stagione 2020/21, Ayton ha segnato una media di 14.4 punti, 10.5 rimbalzi e 1.2 stoppate a partita nella sua terza stagione NBA, e il suo 66% dal campo in post-season è stata la percentuale più alta nella storia della NBA, secondo ESPN Stats&amp;Info.</p>



<p>Il centro era eleggibile per firmare un&#8217;estensione di cinque anni e 172,5 milioni di dollari &#8211; con bonus a salire fino a quota 207 milioni &#8211; entro la scadenza del 18 ottobre scorso. Un&#8217;offerta che da parte dei <strong>Phoenix Suns</strong>, però, non è mai arrivata.</p>



<p>Altri membri della classe Draft 2018, tra cui Trae Young (Atlanta), Luka Doncic (Dallas), Shai Gilgeous-Alexander (Oklahoma City) e Michael Porter Jr. (Denver) ,hanno ottenuto il massimo salariale. La scelta n.1 del Draft 2018 non aveva alcuna intenzione di accettare un accordo inferiore, come alcune fonti hanno riportato ad Adrian Wojnarowski.</p>



<p>In estate, i Suns hanno ri-firmato <strong>Chris Paul</strong> con un deal di quattro anni e $120M, e anche <strong>Mikal Bridges</strong>, altro giocatore uscito dal Draft 2018, ìha firmato un&#8217;estensione di quattro anni a $90M. Tutto questo mentre <strong>Devin Booker</strong> è nel mezzo di un contratto quinquennale da 158 milioni, che durerà fino alla stagione 2023/24.</p>



<p>Ad Ayton, invece, l&#8217;offerta non è arrivata, e così il centro sarà restricted free agent a luglio 2022. <em>&#8220;Qualcosa non ha funzionato, ma me lo sono tolto subito dalla testa&#8221;,</em> ha detto Ayton.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Quello che posso fare per dimostrare di meritare quel contratto è farmi il culo, lavorare sodo e vincere le partite. Alla fine, si tratta di vincere. Se vuoi ottenere qualcosa e guadagnare qualcosa in questo campionato, devi essere un giocatore vincente, fare cose che portino alla vittoria. Mettendo giù la testa e lavorando, sto mettendo fine a tutto quel rumore. Non sono davvero preoccupato per tutto questo.&#8221;</em></p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“C&#8217;è stato il momento di trattare, c&#8217;era una scadenza, e qualcosa non ha funzionato. Boom, Bada, Bing. Devo lavorare e basta. Devo giocare meglio che riesco. Devo ancora assicurarmi che questo tizio non mi schiacci in testa, segni in faccia o aiuti la sua squadra vincere la partita. E&#8217; tutto quello che devo fare, ogni partita. E questo è il mio spirito competitivo&#8221;.</em></p></blockquote>



<p>Ayton, che ha una media di 16.3 punti e 11.1 rimbalzi a partita in questa stagione, per certi versi è un centro &#8220;old school&#8221;, dal suo gioco&#8230; alle basette. E, certo, al suo spirito competitivo. All-Rookie First Team 2019, sa segnare dal post, tirare dal mid-range e stoppare. I riflettori della classe del 2018, tuttavia, hanno spesso brillato su due guardie popolari di alto livello come Doncic e Young, che sono stati entrambi All-Star. Ayton no.</p>



<p>In ogni caso, DA racconta di non sentire pressione per essere la scelta numero 1, e di apprezzare ciò che Doncic e Young hanno portato in NBA. <em>&#8220;Riconosco sempre il loro grande impatto&#8221;,</em> ha detto Ayton.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“So quanto Doncic e Young stiano lavorando duramente sul loro gioco. Da fuori magari non vedi mai cosa stanno facendo per essere grandi, quindi devi semplicemente dare il rispetto dovuto. Io? Mi preoccupo per me stesso. E&#8217; il tipo di persona che sono: voglio essere il miglior giovane dell&#8217;NBA in entrambe le metà del campo, controllando il gioco anche senza segnare tanti punti.&#8221;</em> </p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Quando sono in campo, ho impatto sul gioco con la mia sola presenza, con il mio essere attivo in diverse aree del campo, creando tiri, adattandomi, rollando, stoppando gli avversari, occupando il pitturato, facendomi sentire, comunicando&#8230; Questo è il mio tipo di basket. Palleggiare tra le gambe, non è il mio: ho Book e CP per quello. Prendersi cura del gioco e giocare duro: questo sono io.&#8221;</em></p></blockquote>



<div style="height:17px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="466" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236828185.jpeg" alt="" class="wp-image-9995" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236828185.jpeg 700w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236828185-300x200.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1236828185-150x100.jpeg 150w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>FOTO: NBA.om</figcaption></figure></div>



<div style="height:17px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Booker, Ayton e i Suns hanno chiuso 8-0 nella bubble nel 2020, ma non è stato abbastanza per arrivare ai Playoffs. Con Paul che ha unito le forze con Ayton e Booker nella stagione successiva, i Suns hanno facilmente posto fine a un periodo di siccità di 11 anni raggiungendo la post-season.</p>



<p>Coach Monty Williams ha detto che Booker, Paul e il compagno di squadra Jae Crowder hanno dato una grande motivazione a Ayton la scorsa stagione. Ayton, dal canto suo, è stato grandioso nella post-season e si è guadagnato uno dei momenti più memorabili nella storia della franchigia: il &#8220;Valley Oop&#8221;, la giocata vincente sulla sirena che ha regalato ai Suns una straordinaria vittoria in Gara 2 contro i Clippers.</p>



<p>Il trio dei Suns, poi, ha portato la franchigia alla sua prima apparizione alle NBA Finals dal 1993, contro i Bucks. Ayton ha segnato una media di 14.7 punti nella serie, conditi da 12.0 rimbalzi, 1.5 stoppate e 1.5 recuperi; soprattutto, ha tenuto Antetokounmpo al 53% al tiro quando ha difeso da lui, mentre si aggirava intorno al 70% contro il resto dei Suns.</p>



<p>Ayton ha tirato con più del 50% in 17 partite consecutive di Playoffs, secondo solo a Shaquille O&#8217;Neal (2006) nella storia della lega per la serie più lunga di prestazioni del genere in post-season. <em>“Si parla sempre di quanto siano in grado di produrre i lunghi più grossi&#8230; Ma quanti ragazzi della sua età sono stati in grado di farlo?&#8221;,</em> ha detto Monty Williams.</p>



<p>I Bucks alla fine hanno vinto il titolo NBA in sei partite, ma a Finals concluse, Ayton era già diventato uno dei centri d&#8217;élite della lega. Ha avuto un atteggiamento positivo di fronte ai media dopo Gara 6: <em>&#8220;Anche se abbiamo perso, ci siamo comunque divertiti. E quando perdo, per me non è mai una sconfitta&#8221;,</em> ha detto Ayton. <em style="font-size: revert;">“Imparo sempre</em>.<em>&#8220;</em> </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“So di essermi fatto il culo. Ho fatto quello che potevo, quello che la squadra mi ha chiesto di fare. Riflettendo, c&#8217;è sempre tanto spazio per migliorare. Se posso migliorare anche in questo e quest&#8217;altro, chi mi fermerà? Ho lavorato sulla mia capacità di guadagnare dei tiri liberi ed essere una minaccia più pericolosa per le difese. Mi sono già affermato facendo ciò che un lungo deve fare in NBA: proteggere il pitturato.</em></p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;<em>Sono felice che siamo andati in finale, tutto il mondo ci stava guardando e non abbiamo deluso. Ci siamo divertiti, ma ora voglio fare di più. Farò di più. Vincere in questo campionato è difficile&#8221;.</em></p></blockquote>



<div style="height:17px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="466" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1234082897.jpeg" alt="" class="wp-image-10000" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1234082897.jpeg 700w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1234082897-300x200.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/GettyImages-1234082897-150x100.jpeg 150w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>FOTO: NBA.com</figcaption></figure></div>



<div style="height:17px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Williams ha notato l&#8217;effetto positivo che la scorsa Playoffs run ha avuto su Ayton, quando è arrivato al training camp in &#8220;ottima forma&#8221;.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Fino a quando non lo vedi nei Playoffs, non sai mai come un giocatore possa comportarsi in quel contesto. E giocare nel modo in cui ha fatto Deandre, gli ha permesso di capire &#8211; &#8216;Sì, puoi anche fare di meglio&#8217;. Quando giochi così bene nei Playoffs, crei fiducia e ti viene anche voglia di lavorare di più. Ed è quello che ha fatto in offseason.&#8221;</em></p><cite>Monty Williams</cite></blockquote>



<p>I Suns erano i campioni in carica della Western Conference, ma all&#8217;inizio della nuova stagione squadre come Bucks, Lakers, Nets e Warriors sembravano più accreditate. Tirava anche una brutta aria intorno alla squadra dopo che Baxter Holmes di ESPN ha fatto emergere le accuse di razzismo e misoginia nei confronti dell&#8217;owner Robert Sarver durante il suo mandato di 17 anni.</p>



<p>Dopo, però, i Suns sono passati da 3-3 a 20-4, inclusa una serie record di 18 vittorie consecutive. E nuovamente Ayton e compagni non sono più trascurati.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Tutto deriva dall&#8217;esperienza dell&#8217;anno scorso e dal gioco duro&#8221;, </em>ha detto Ayton. <em>“Stiamo giocando molto bene. Non sappiamo più smettere di giocare duro. Da quando sono andato in Finale, non so smettere di dare più del 100%. Dobbiamo rimanere a questo livello di &#8216;cameratismo&#8217; e continuare a vincere partite.&#8221;</em></p></blockquote>



<p>Con i Suns che continuano a vincere, la franchigia spera anche di avere tre All-Star per la prima volta dal 2007, con Paul, Booker e Ayton come candidati. Book e CP3 ce l&#8217;hanno fatta l&#8217;anno scorso, e sembrano pronti a ripetersi. Per Ayton, invece, non sarà semplice. Ma se i Suns continuassero ad avere uno dei migliori record della NBA&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Voglio essere un All-Star e il Difensore dell&#8217;Anno. Lo voglio davvero. Voglio entrare nel primo team All-Defense&#8221;.</em></p><p></p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NBA Finals 1969: 53 punti di Jerry West, nasce Mr. Logo</title>
		<link>https://aroundthegame.com/nba-finals-1969-53-punti-di-jerry-west-nasce-mr-logo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Frumento]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 06:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[La leggenda narra quella foto sia stata scattata il 23 aprile 1969, Gara 1 delle NBA Finals.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/08/7db34f_21c12e2477cd4d85a1720291d2cd19b3-mv2.jpg" alt=""/></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Nella primavera del 1969, i Boston Celtics, guidati dal giocatore-allenatore <strong>Bill Russell</strong>, erano in corsa per il loro 11esimo titolo NBA in 13 anni. Cinque di quei titoli sono arrivati ​​a spese di <strong>Jerry West </strong>e dei <strong>Lakers,</strong> che non avevano ancora vinto un campionato da quando si erano trasferiti a Los Angeles, nel 1960. Qualcosa sembrava diverso in quella serie del &#8217;69. C&#8217;era l&#8217;aggiunta di <strong>Wilt Chamberlain</strong>, per esempio. E c&#8217;era lo stesso West.</p>



<p>La vittoria dei Lakers per 120-118 nella prima partita delle <strong>NBA Finals 1969 </strong>è rimasta impressa nella storia della franchigia e dell&#8217;NBA. Le due squadre si sono scambiate il vantaggio nel punteggio 27 volte, hanno preso esattamente 100 tiri a testa, con cinque giocatori per squadra in doppia cifra. E poi c&#8217;è la prestazione di quello che sarebbe: 53 punti. Wow.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;Siamo stati fortunati a vincere una partita del genere. Da grande appassionato di sport, avrei voluto essere uno spettatore&#8221;.</em></p>
<cite>&#8211; Jerry West</cite></blockquote>



<p>Sulla strada per le Finali, sia i San Francisco Warriors che gli Atlanta Hawks lo avevano raddoppiato per tutto il tempo. La scelta dei Celtics invece è stata accettare l&#8217;uno-contro-uno, e Jerry ha giocato una partita leggendaria. Emmette Bryant, Larry Siegfried e Don Chaney: ci hanno provato tutti i Celtics, ma quella sera West era immarcabile.</p>



<p><em>&#8220;Non ho mai visto West giocare meglio&#8221;, </em>ha detto <strong>John Havlicek </strong>dei Celtics. <em>“E non dimenticate che ha fatto 10 assist. In totale sono 73 punti generati.”</em></p>



<p>La stella dei Lakers ha detto che l&#8217;aggiunta di <strong>Wilt Chamberlain,</strong> che aveva forzato uno scambio da Philadelphia la precedente offseason, gli ha reso la vita molto più facile. Quando West giocava uno-contro-uno, <strong>Bill Russell </strong>poteva aiutare meno del solito, con le attenzioni dovute a Chamberlain. <em>&#8220;Wilt lo congelava&#8221;, </em>ha detto West. <em>&#8220;Non poteva disturbarmi così tanto sulle penetrazioni a causa di Wilt. Non poteva permettersi di lasciare Wilt per darmi la caccia.&#8221;</em></p>



<p>I Lakers non avevano mai vinto la prima partita della serie contro i Celtics, e non ne avevano mai giocata una in casa. E&#8217; stata un&#8217;iniezione istantanea di fiducia. I Celtics, allo stesso tempo, erano soddisfatti di essere una squadra molto diversa rispetto a quella spazzata via dai Lakers, 108-73, l&#8217;ultima volta che si erano incontrati al Boston Garden.</p>



<p>Avevano concesso a West 53 punti, il massimo che abbia mai segnato in una partita di Playoffs, e perso per un tiro. Avrebbe segnato così per tutta la serie? Probabilmente no. Sicuramente no. E cos&#8217;era in fondo una sconfitta nella prima partita della serie? <em>&#8220;Non sei mai fuori dai Playoffs a meno che tu non abbia perso quattro partite&#8221;, </em>ha detto Havlicek.</p>



<p>E cos&#8217;era, in fondo, una vittoria? <em>&#8220;Per come la vedo io, è importante che alla fine abbiamo retto bene la pressione&#8221;, </em>ha detto Chamberlain. <em>“È stata una vittoria psicologica? Diciamo che siamo avanti di uno, con tre gare da giocare&#8221;.</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/08/65b107_fe3da20c51ee40769e5c1a79d46a795d-mv2.png" alt="" style="width:420px;height:517px"/></figure>



<p><strong>Jerry West </strong>era il <em>rubacuori l</em>ocale. Magro, elegante, ordinato, di bell&#8217;aspetto, carismatico, umile e orgoglioso. Una Maserati, in un uomo, perfetto per <strong>Los Angeles.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;I Lakers non l&#8217;hanno scelto, l&#8217;hanno trovato sotto un arcobaleno.&#8221;</em></p>
<cite>&#8211; Jim Murray, LA Times</cite></blockquote>



<p>30enne, alla sua nona stagione, dopo essere stato la prima scelta al Draft quando i Lakers si trasferirono a Ovest nel 1960, West era il volto e l&#8217;anima della squadra. Aveva un sacco di soprannomi: <em>&#8220;Zeke From Cabin Creek&#8221;</em> (un tributo alle sue radici nel West Virginia), <em>&#8220;Mr. Outside&#8221;, &#8220;Mr. Inside&#8221;, </em>ma quello che è rimasto è <em>&#8220;Mr. Clutch&#8221;.</em></p>



<p>West era l&#8217;uomo dell&#8217;ultimo tiro, dell&#8217;ultimo passaggio, dell&#8217;ultima giocata decisiva. Non proprio, però, con una storia vincente.</p>



<p>Aveva perso cinque volte in altrettante Finals contro i Celtics, delusioni che hanno segnato molto la sua carriera. E le sconfitte erano state frustranti. Ogni stagione era stata migliore di quella prima per i Lakers, fino all&#8217;ultimo miglio. Poi, in primavera, un fallimento dopo l&#8217;altro.</p>



<p><em>&#8220;<strong>La stessa vecchia storia: Boston</strong>&#8220;, </em>ha detto West in <em>&#8220;Mr. Clutch: The Jerry West Story”, </em>la sua prima autobiografia, scritta con Bill Libby.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;Avevamo raggiunto le Finals e perso cinque volte contro Boston. Dopo l&#8217;ultima volta, eravamo nel nostro spogliatoio, lontani da reporter e staff. Siamo rimasti seduti lì, sudati, in silenzio, a pezzi, stanchi di perdere.&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Ero seduto in spogliatoio, pensando alle due volte nella partita in cui la palla era sul parquet e Siegfried si era tuffato per prenderla.</em> <em>Non si è limitato ad andarci a massima velocità, si è tuffato senza pensarci. E sono tutti così i Celtics. Non puoi insegnarlo. Tutti vogliono vincere, e sanno come farlo.&#8221;</em></p>
</blockquote>



<p>Jerry arrivava da Cheylan, W.V., una città vicino a Cabin Creek. Era stato un ragazzo molto solitario. Il più giovane di sei fratelli, si allenava da solo ogni giorno, senza aspettarsi molto&#8230; finché &#8211; Dio onnipotente &#8211; è cresciuto di 16 centimetri in un&#8217;estate, diventando la stella del liceo. Il resto è storia.</p>



<p>Quattro anni al college a <strong>West Virginia,</strong> dove ha stabilito tutti i record ed è stato, semplicemente, un dio. Poi è stato scelto dai Lakers alla numero 2, dopo che i Cincinnati Royals avevano chiamato per primo <strong>Oscar Robertson.</strong></p>



<p>Jerry West era tutto ciò che la città di Los Angeles voleva: elegante nel modo in cui giocava, era la versione-basket di Sandy Koufax, o Cary Grant. Era il playmaker che ogni bambino voleva essere. Era veloce e intelligente, in grado di prendere le decisioni giuste, tirare, passare, attaccare in uno-contro-uno. Il suo tiro sembrava uscito da un manuale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;Senza dubbio il più grande giocatore del mondo. Non c&#8217;è spettacolo migliore di Jerry West su un campo da basket&#8221;.</em></p>
<cite>&#8211; Jim Murray, LA Times</cite></blockquote>



<p>Ma torniamo a quella memorabile partita da 53 punti. Dal post-game, domanda di un giornalista:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>53 punti: Jerry, è stata la tua miglior partita di sempre nei Playoffs?</em></li>



<li><em>&#8220;Segnare non è così importante. La cosa importante è che abbiamo vinto. Mi è già capitato di segnare molto, e ho avuto serate in cui ho segnato 15 o 16 punti e in cui ho pensato di aver giocato meglio, complessivamente, di stasera.&#8221;</em></li>
</ul>



<p>La sua crociata per vincere un titolo era diventata la crociata di un&#8217;intera città. Era troppo forte per non vincerne neache uno. Pure i Celtics hanno detto di essersi sentiti male per lui, quando lo hanno battuto ancora una volta nelle Finals della primavera precedente. Havlicek è andato nello spogliatoio dei Lakers per parlare con West, e dopo di lui Russell e Red Auerbach.</p>



<p>Ora, la rincorsa era ricominciata. Mr Clutch era a tre vittorie dal rendere tutti felici. Anche, in modo strano, i suoi avversari.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>&#8220;Se non battiamo i Celtics questa volta, è un crimine per il gioco del basket&#8221;.</em></p>
<cite>&#8211; <em>Jerry West</em></cite></blockquote>



<p>La serie, però, andrà a Gara 7. Agli ultimi possessi di Gara 7. E sarà un&#8217;altra volta dei Celtics&#8230;</p>



<div><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/Lnu5vMfPtbw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>



<div><hr></div>



<p>Alla fine della stagione 1969, il commissioner <strong>Walter Kennedy </strong>decise che l&#8217;NBA aveva bisogno di un <strong>nuovo logo.</strong> Il vecchio logo era un semplice pallone da basket, noioso e privo di fantasia, con scritto &#8220;NBA&#8221; davanti. Kennedy voleva qualcosa di più moderno, magari con un tocco di patriottismo rosso-bianco-blu. Qualcosa come il logo che la Major League Baseball ha introdotto all&#8217;inizio della stagione 1969 per il suo centenario: la sagoma bianca di un battitore pronto a colpire una palla da baseball, su uno sfondo blu e rosso.</p>



<p>Kennedy ha contattato <strong>Alan Siegel,</strong> un giovane designer di New York che aveva supervisionato il progetto MLB. Siegel è andato negli archivi della rivista Sport, dove ha guardato tutte le foto disponibili dell&#8217;ultimo anno di NBA. Ne ha scelta una di West, scattata da Wen Roberts. La foto aveva equilibrio, simmetria, azione.</p>



<p>Siegel ha quindi creato una sagoma bianca della figura di West, aggiunto mezzo sfondo blu e mezzo rosso, e aggiunto &#8220;NBA&#8221; in bianco in basso. <em>&#8220;Ho realizzato il progetto in 20-40 minuti&#8221;, </em>ha detto.</p>



<p>Kennedy ha approvato subito il progetto. Non ci sono stati focus group, né riunioni aziendali. West sarebbe la figura nel logo NBA per l&#8217;inizio della stagione successiva. Fino al&#8230; beh, ai giorni nostri.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/08/65b107_62e33177500149a8acc57c3ba6d792d9-mv2.png" alt=""/></figure>



<div></div>



<p>Non c&#8217;è mai stata menzione della partita in cui è stata scattata la foto. Anzi, non ci sarebbe mai stato nemmeno un riconoscimento ufficiale che West fosse l&#8217;ispirazione per il logo, anche se tutti sapevano e sanno che quella è la sagoma di Jerry. La leggenda narra quella foto sia stata scattata il 23 aprile 1969, Gara 1 delle NBA Finals. Perché no?</p>



<div style="height:29px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Latrell Sprewell e quella controversa copertina di Sports Illustrated</title>
		<link>https://aroundthegame.com/latrell-sprewell-e-quella-controversa-copertina-di-sports-illustrated/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Frumento]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 11:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[latrell sprewell]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[pj carlesimo]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA["Erano disposti ad affrontare una questione controversa, ma in un certo senso hanno fatto un passo indietro... scegliendo l'immagine che hanno scelto".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><em>&#8220;Erano disposti ad affrontare una questione controversa, ma in un certo senso hanno fatto un passo indietro&#8230; scegliendo l&#8217;immagine che hanno scelto&#8221;.</em></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-10180" width="671" height="377" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/latrell.jpg 1920w" sizes="(max-width: 671px) 100vw, 671px" /><figcaption>FOTO: NBA.com</figcaption></figure></div>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Qual è la prima cosa che vi viene in mente sentendo il nome <strong>Latrell Sprewell?</strong></p>



<p>La sua prestazione da 35 punti coi <strong>New York Knicks </strong>al Madison Square Garden nelle Finali NBA del 1999? La sua schiacciata su Jaren Jackson nel terzo quarto di quella partita? O il suo ritorno al Garden per la prima volta dopo più di dieci anni, nel 2017, in qualità di &#8220;amico&#8221; del proprietario dei Knicks, James Dolan? O forse il suo recente spot per Priceline, che avrebbe dovuto mettere in evidenza il suo senso dell&#8217;umorismo, a caro prezzo?</p>



<p>Oppure si tratta di un momento distante dalle telecamere: Sprewell che strangola l&#8217;allora allenatore dei Golden State Warriors, <strong>PJ Carlesimo,</strong> durante un allenamento nel 1997, per poi lasciare la palestra e tornarci per attaccarlo nuovamente? O forse ciò che si ricorda è il &#8220;dopo&#8221; di quell&#8217;episodio, quando il giocatore, che era stato chiamato alla 24 del Draft 1992, è diventato un reietto? Il nome e l&#8217;immagine di Sprewell sono diventati sinonimo di violenza, e così i Warriors tagliarono il contratto del tre volte All-Star. L&#8217;NBA lo sospese per un anno, dopo che l&#8217;episodio aveva causato una valanga di attenzioni dalla stampa di cui la Lega, con la stagione 1997/98 cominciata da un mese, non aveva bisogno. Molte stelle, tra cui Hakeem Olajuwon, Shaquille O&#8217;Neal e Scottie Pippen, erano infortunate, Michael Jordan si sarebbe quasi sicuramente ritirato, e un lockout era alle porte.</p>



<p>Il nativo di Milwaukee, cresciuto a Flint (Michigan) e uno degli astri nascenti della (riluttante) NBA, veniva definito <em>&#8220;persona non gradita&#8221;. A</em>veva commesso un&#8217;azione violenta nei confronti del suo allenatore, un gesto che sembrava confermare i grandi timori di quegli anni riguardo all&#8217;ascesa di atleti strapagati, violenti, stizzosi (e &#8211; gasp &#8211; <em>neri)</em>. Era uno dei problemi dello sport, lasciare che i giornalisti sportivi e i tifosi dicessero queste cose.</p>



<p>Sebbene Sprewell ammise che le sue azioni erano assolutamente inqualificabili &#8211;<em> &#8220;non cerco scuse per ciò che ho fatto&#8221;, d</em>isse al New York Times nel 1998 &#8211; in seguito si lamentò di come veniva dipinto dai media. Come evidenziato dalla questione della copertina di <strong>Sports Illustrated </strong>a lui dedicata il 15 dicembre 1997.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/08/65b107_13450989c1b24ab5aaa6c4dd508c9c70-mv2.jpg" alt=""/></figure></div>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>&#8220;Vedo ovunque mie foto in cui sembro pazzo o aggressivo&#8221;, </em>ha detto durante una conferenza stampa una settimana dopo l&#8217;incidente, per il quale è stato inizialmente sospeso per 10 partite senza paga. <em>&#8220;Non ho mai visto una mia foto in cui ho un sorriso sul volto. Sempre negativo.&#8221;</em></p>



<p>Sprewell era facile da dipingere come il cattivo. Il prodotto dell&#8217;Università dell&#8217;Alabama e del Three Rivers Community College era uno slasher e un difensore aggressivo, e il suo aspetto era minaccioso, per le persone che associavano cornrows e attività criminali.</p>



<p>Sprewell aveva già avuto alterchi violenti con i compagni di squadra. Si considerava un combattente, ma solo per legittima difesa.<em> &#8220;Non mi arrabbio a meno che qualcuno non stia facendo qualcosa a me o alla mia famiglia, mancandomi di rispetto al punto di non poterlo tollerare&#8221;, </em>ha detto Sprewell al Time nel 2000.</p>



<p>Ed è così che vedeva l&#8217;alterco con PJ Carlesimo.L&#8217;episodio dello strangolamento, avvenuto durante un allenamento in occasione di una discussione sull&#8217;impegno di Sprewell in campo <em>(&#8220;Metti un po &#8216;di senape su quei passaggi&#8221;, </em>gli avrebbe detto Carlesimo), ha anticipato un discorso importante, nell&#8217;era precedente ai social media, sull&#8217;incrocio tra razza e sport.</p>



<p>Sports Illustrated<em> è</em> finito nell&#8217;occhio del ciclone e ha fatto un grande sforzo per sgonfiare la situazione. E mentre la storia stessa ha contestualizzato in modo eccellente l&#8217;accaduto, l&#8217;immagine &#8211; Sprewell, durante un urlo &#8211; scelta come copertina del numero del 15 dicembre 1997, era provocatoria per le ragioni sbagliate. SI all&#8217;epoca era la bibbia dello sport, in un periodo in cui le ultime notizie non si diffondevano tramite le Woj Bomb e i trend su Twitter, un tempo in cui i redattori discutevano di storie al telefono, non su Google Hangouts o Slack.</p>



<p>Phil Taylor non ricorda esattamente come ha sentito di ciò che è accaduto tra Sprewell e Carlesimo; ma ricorda che come senior writer per Sports Illustrated, ha chiamato i suoi redattori per discutere di come intendevano affrontarla. <em>&#8220;Era una storia enorme&#8230; come autore principale dell&#8217;NBA, sapevo che avrei scritto qualcosa di lungo&#8221;, </em>ha detto Taylor, che ora collabora con The Athletic. <em>&#8220;In seguito ho spesso pensato che se fosse successo ora, sarebbe stata pubblicata la vicenda su Twitter e tutti avrebbero scritto immediatamente delle cose in merito &#8211; ma erano tempi diversi&#8221;.</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Uno dei miei primi pensieri è stato di mettere anche PJ Carlesimo lì, in copertina, con l&#8217;aria arrabbiata.&#8221;</em></p></blockquote>



<p>L&#8217;incidente Sprewell-Carlesimo è avvenuto un lunedì: lo scenario peggiore per la rivista, che era destinata alla stampa la domenica (centinaia di migliaia di numeri sarebbero stati inviati agli abbonati e sarebbero stati disponibili in edicola il mercoledì/giovedì della settimana successiva). I giornali locali come il<em> S</em>an Francisco Chronicle erano già sul pezzo. ovviamente. Quel tempo extra, però, ha permesso a Sports Illustrated di mettere a punto la sua copertura e Taylor ha finito per scrivere due delle tre storie: uno sguardo su chi era Sprewell e un saggio sulla razza e l&#8217;NBA.</p>



<p><em>&#8220;Sapevamo che una volta uscita, la storia sarebbe potuta andare oltre ciò che sapevamo al momento in cui stavamo scrivendo&#8221;, </em>ha detto Taylor. <em>&#8220;Quindi volevamo trovare qualcosa per rendere meglio questo contesto, ed è qui che abbiamo iniziato a parlare della questione della razza nell&#8217;NBA e di cosa aveva a che fare l&#8217;incidente Sprewell con questo&#8221;.</em></p>



<p>In un&#8217;eccezione rispetto alle copertine che presentavano fotografie al vivo, è stato presentato un estratto particolarmente incisivo dal saggio di Taylor, con caratteri bianchi su sfondo nero: <em>&#8220;Latrell Sprewell è stato punito pubblicamente e diffamato, e qualsiasi giocatore che provi un simile impulso di modificare manualmente la trachea del suo allenatore ricorderà sicuramente l&#8217;esperienza di Sprewell prima di agire su quell&#8217;impulso. Problema risolto. Ma l&#8217;incidente Sprewell solleva altre questioni che potrebbero rappresentare una minaccia per il futuro della NBA: questioni di potere e denaro e &#8211; cosa più pericolosa di tutte &#8211; razza&#8230;&#8221;</em></p>



<p>Mettere così tanto testo sulla copertina di una rivista era raro per SI. <em>&#8220;Agli editori è piaciuto quello che ho scritto, e penso che sia stato il nostro caporedattore Bill Colson a decidere. Ha pensato che fosse così forte che avremmo dovuto mettere quelle parole sulla copertina.&#8221;</em></p>



<p>Parte della soddisfazione di Taylor derivava dalla sua convinzione che la copertina sarebbe stata diversa da quella che era rapidamente diventata la tipica caratterizzazione di Sprewell sui gionali, sempre arrabbiato. Fino a quando non l&#8217;ha vista&#8230;<em>&#8220;Le mie parole, sì&#8230; ma hanno aggiunto quella foto di Sprewell, e questo è stato frustrante per me&#8221;, </em>ha detto Taylor, che non aveva visto la copertina fino a quando il numero non è uscito. <em>“Uno dei miei primi pensieri è stato che almeno si doveva mettere anche PJ lì con l&#8217;aria arrabbiata. Ma forse sarebbe stato anche più controverso, perché allora avresti avuto un uomo di colore che urlava a un uomo bianco. Quel tipo di rabbia potrebbe essere interpretato come razziale, ma tutto sommatto&#8230; sarebbe stato almeno più giusto.&#8221;</em></p>



<p>Non era giusto nei confronti di Sprewell perché, sebbene ciò che aveva fatto fosse innegabilmente sbagliato, Carlesimo era tutt&#8217;altro che&#8230; docile. Era notoriamente duro con i suoi giocatori e notoriamente impopolare per questo. <em>&#8220;Siamo stati faccia a faccia in molte occasioni&#8221;, h</em>a detto al Baltimore Sun Rod Strickland, che ha giocato per Carlesimo mentre era con i Portland Trail Blazers.<em> &#8220;Ho giocato per lui, non mi sorprende che sia successa una cosa del genere&#8221;, h</em>a aggiunto Tracy Murray, che ha iniziato la sua carriera a Portland.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell-1024x662.png" alt="" class="wp-image-10182" width="548" height="354" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell-1024x662.png 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell-300x194.png 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell-150x97.png 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell-768x497.png 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell-1080x698.png 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2021/12/sprewell.png 1313w" sizes="(max-width: 548px) 100vw, 548px" /></figure></div>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Dopo che i Warriors hanno assunto Carlesimo nel 1997, il punto focale della loro campagna è stato <em>&#8220;No More Mr. Nice Guy&#8221;, </em>apparendo sui cartelloni pubblicitari con il suo staff di allenatori vestiti come una squadra di agenti dell&#8217;FBI. Carlesimo era raffigurato come un sicario; è stato celebrato per un approccio che ha alienato i giocatori e, cosa più importante, non si è mai tradotto in successo in NBA.<em>&#8220;PJ era uno che provocava, ed era scontroso come lo era Sprewell&#8221;, </em>ha detto Taylor. <em>&#8220;Ma Carlesimo aveva un rapporto molto diverso con i media&#8221;, </em>ha aggiunto Taylor. Era molto collaborativo e affabile, e si interessava della vita privata dei giornalisti. Ricordava i loro nomi.</p>



<p>Quel fascino probabilmente ha giocato un fattore nela vicenda con Sprewell, che invece era sempre a denti stretti con la stampa.Le immagini sono importanti per una rivista quanto gli approfondimenti e le analisi. Un numero di marzo 2002 di Sports Illustrated presentava Charles Barkley in catene: ha attirato un&#8217;infinità di critiche da parte dello staff di SI, dei lettori e dell&#8217;amico e collega di Barkley, Kenny Smith. La famigerata copertina del &#8220;cappio&#8221; di Tiger Woods di Golfweek, del gennaio 2008, ha fatto licenziare il suo editore e vicepresidente. Il momento storico in cui LeBron James è diventato il primo uomo di colore ad essere in copertina su Vogue è stato macchiato dallo stereotipo dell&#8217;uomo nero come bestia selvaggia che proiettava.</p>



<p>Secondo Taylor, i media trascurano troppo spesso il riverbero di tali decisioni editoriali.<em>&#8220;I media in generale hanno sempre, e sicuramente in quel momento, sottovalutato l&#8217;importanza delle rappresentazioni degli atleti neri&#8221;, </em>ha detto Taylor. <em>&#8220;Non credo che le implicazioni di metterci uno Sprewell arrabbiato siano venute loro in mente. Non sono nemmeno sicuro che le implicazioni di mettere Barkley in catene siano venute loro in mente, fino a quando non è arrivata la reazione.&#8221;</em></p>



<p>Taylor ha notato che nessun editore nero è stato coinvolto nella storia di Sprewell. <em>&#8220;Potevo essere l&#8217;unico scrittore o editore nero a quel tempo&#8221;, </em>ha aggiunto. La rivista avrebbe potuto mettere uno Sprewell inespressivo sulla copertina, e sarebbe stata altrettanto accattivante. Ma la copertina &#8211; e tutti gli esempi più incendiari che l&#8217;hanno preceduta e che prtroppo continueranno a seguire &#8211; rappresentano una questione più rischiosa: un fallimento da parte di molti professionisti dei media nel cogliere la complessità degli stereotipi e il modo in cui sono legati all&#8217;<em>identità nera </em>e al modo in cui tutto ciò influisce sul modo in cui le persone di colore sono viste e trattate.</p>



<p>Taylor dà credito a <strong>Sports Illustrated </strong>per aver deciso con quel numero di esplorare il discorso sulla razza nel mondo NBA. Dopo averne discusso con loro, ha detto, Colson ha chiesto se la rivista dovesse scriverne. Taylor era sbalordito, perché era un tema controverso per Sports Illustrated &#8211; e in realtà per qualsiasi pubblicazione sportiva tradizionale di quell&#8217;epoca. <em>&#8220;Erano disposti ad affrontare una questione controversa, ma in un certo senso hanno fatto un passo indietro&#8230; scegliendo l&#8217;immagine che hanno scelto&#8221;, h</em>a detto.<em> &#8220;Vorrei che non l&#8217;avessero fatto.&#8221;</em></p>



<p>Sprewell è sopravvissuto alla sua lapidazione pubblica figurativa e ha continuato la sua carriera con i <strong>Knicks e</strong> poi con i <strong>Timberwolves.</strong> Il brand di abbigliamento e calzature AND1 lo ha persino etichettato come <em>&#8220;The American Dream&#8221; </em>al suo ritorno in NBA nel 1999, l&#8217;ultima volta che i Knicks hanno raggiunto le Finals.</p>



<p>Gli eventi del dicembre 1997, insomma, non hanno ostacolato del tutto la carriera di Sprewell, che si è interrotta bruscamente nel 2005, dopo cheSpree affermò di non poter sostentare la sua famiglia con il contratto triennale da 21 milioni di dollari che i Timberwolves gli avevano offerto. La recente pubblicità di Priceline, in cui prende in giro i suoi errori, è toccante, considerando i titoli che sono emersi dopo il suo ritiro.</p>



<p>Nonostante il successo di Sprewell dopo l&#8217;incidente, questa vicenda rimane ancora oggi il simbolo di decisioni sbagliate e rabbia esplosiva. E indipendentemente dalle intenzioni iniziali di Sports Illustrated, anche <em>quella c</em>opertina ha contribuito alla creazione del suo stereotipo.</p>
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