<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Andrea Lamperti | Around the Game</title>
	<atom:link href="https://aroundthegame.com/author/andrea-lamperti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://aroundthegame.com</link>
	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Nov 2025 11:13:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Guerra civile nel basket britannico&#8221;</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/basket-fiba-nba-europe-federbasket-inglese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiba]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[manchester]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[nba europe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=76908</guid>

					<description><![CDATA[Cosa sta succedendo nei rapporti tra FIBA e il mondo del basket britannico (e cosa c'entra NBA Europe).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Cosa sta succedendo tra FIBA e federbasket britannica (e cosa c&#8217;entra NBA Europe).</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.theguardian.com/us/sport" target="_blank" rel=" noreferrer noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1091" height="613" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited.jpg" alt="nba europe fiba basket britannico" class="wp-image-76953" style="width:765px;height:auto" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited.jpg 1091w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited-1024x575.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/federbasket-inglese-nba-atg-edited-1080x607.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1091px) 100vw, 1091px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: theguardian.com</figcaption></figure>



<p>Sono mesi di <strong>“guerra civile nel basket britannico”</strong>, scrive <em>The Guardian</em>. Da una parte c’è la<strong> Super League Basketball </strong>(SLB), la lega creata nel 2024 dai nove club storici per tenere in piedi il massimo campionato, dopo il crollo della vecchia BBL; dall’altra c’è la <strong>British Basketball Federation (BBF)</strong>, la federazione nazionale che rappresenta il basket britannico in<strong> FIBA </strong>e che controlla le licenze per i campionati. In mezzo, una nuova realtà, la <strong>Great Britain Basketball League (GBBL)</strong>, che avrebbe dovuto sostituire la SLB e ridisegnare i vertici del movimento, ma che si è scontrata con più di qualche difficoltà nei suoi primi mesi di attività.</p>



<p>Le tensioni si sono definitivamente innescate a inizio 2025, quando la BBF ha firmato con la GBBL un contratto quindicennale per affidarle la gestione futura del massimo campionato maschile. Quella che sulla carta doveva essere la svolta per attrarre nuovi capitali esteri e avvicinare il prodotto agli standard internazionali, ha finito invece per aprire una voragine. L’accordo è stato contestato dai club SLB ed è finito sotto la lente del governo, con una lettera della ministra dello Sport (Stephanie Peacock) che ha definito “di natura potenzialmente criminale” alcune delle accuse sollevate sull’assegnazione, chiedendo verifiche su trasparenza e uso dei fondi pubblici.</p>



<p>La GBBL ad oggi è una lega che esiste nei documenti più che sui campi, ma che ha già scatenato ricorsi legali e contribuito a creare un terremoto. Il gruppo è sostenuto da investitori dell’entertainment sportivo internazionale come WestRiver Group (riconducibile a Erik Anderson, già dietro Topgolf e TOCA Football) e Keith Mills (figura chiave della candidatura olimpica di Londra 2012), ed è guidato da Marshall Glickman, statunitense, ex presidente dei Portland Trail Blazers ed ex CEO ad interim di EuroLeague Basketball.</p>



<p>Nel 1992 David Stern, ai tempi commissioner <strong>NBA</strong>, definì Glickman “un visionario del marketing”. L’ascesa nel basket d’oltremanica, però, non è andata proprio come previsto dalle sue visioni. Il polverone e le indagini hanno portato FIBA a una mossa senza precedenti nel vecchio continente: sospendere la BBF dal proprio mandato (e a titolo provvisorio anche la Nazionale) per “problemi di governance e non conformità normativa”.</p>



<p>E così il 14 novembre scorso la BBF ha annunciato di “aver cessato le attività” e di “avviarsi verso la liquidazione”, dopo “una significativa riduzione delle entrate e l’aumento di spese impreviste”. Pochi giorni prima FIBA aveva revocato il ban sulla Nazionale, ma confermato la sospensione sui campionati, riconoscendo la SLB come massimo livello nazionale.</p>



<p>Lo sfondo è una macrostruttura, quella del basket britannico, già fragile di suo. L’ex giocatore NBA John Amaechi ne ha parlato di recente come “un cartello che produce acque reflue”, alimentando le tensioni all’interno del dibattito e la sfiducia per un sistema che di certo, e non da oggi, vive nella distanza tra potenzialità e realtà del gioco nel mercato locale.</p>



<p>Eppure in un orizzonte sempre più vicino &#8211; meno di ventiquattro mesi (a livello organizzativo: ieri) &#8211; da quelle parti è atteso lo sbarco di NBA, che tra i suoi dodici avamposti europei avrà proprio Londra e Manchester. Due franchigie da poggiare su fondamenta incerte, con una domanda da sviluppare (<a href="https://aroundthegame.com/post/rivoluzione-nba-in-italia-inter-milan-roma/">con l&#8217;aiuto di brand calcistici?</a>), un contesto ancora marginale nel quadro continentale, e &#8211; agli occhi di NBA Europe almeno &#8211; un enorme margine di crescita.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Europe, get ready! ✈️🌍<br><br>The NBA will host SIX regular-season games in Europe over the next three years, with games to come in Berlin and London (2026), Manchester and Paris (2027) and Berlin and Paris (2028).<br><br>🗞️ <a href="https://t.co/4NoauGQOj7">https://t.co/4NoauGQOj7</a> <a href="https://t.co/jn5vPeYxWs">pic.twitter.com/jn5vPeYxWs</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/1950526863979192511?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">July 30, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non per caso la GBBL ha allineato il proprio debutto, inizialmente previsto per il 2027, all’orizzonte temporale di NBA Europe. E nei documenti interni ha immaginato un campionato in cui le due future franchigie britanniche della lega NBA avrebbero trovato casa. Il punto, però, è che in Gran Bretagna sta effettivamente per partire qualcosa di enorme, ma l’ecosistema cestistico non è affatto pronto.</p>



<p>E l’unica realtà con un progetto a lungo termine, oltre a una serie di problemi di <em>accountability</em>, ha una regia molto più internazionale che britannica: il contrario di quello che cerca l’NBA, che nel frattempo sta investendo sul basket di base, sulle arene e sulle community locali per appoggiarsi un domani a stakeholder riconosciuti e radicati, e non “calati dall’alto”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assegnazione e reazioni</strong></h2>



<p>Per capire il caos di questi mesi bisogna tornare indietro di qualche passo, a quando è saltato il primo tassello: la British Basketball League (BBL), la vecchia lega professionistica. Nel giugno 2024 la British Basketball Federation (BBF) ha deciso di revocare la licenza alla società che gestiva la BBL, citando “seri problemi finanziari” e il fatto che la lega fosse entrata in accordi con i creditori e non fosse più in grado di svolgere il proprio ruolo. Dietro la crisi c’era il crollo del (controverso) fondo americano 777 Partners, che aveva rilevato i London Lions e investito nel campionato, ma era finito di lì a breve al centro di cause legali e accuse di scarsa trasparenza.</p>



<p>Per non lasciare il Paese senza un campionato, quindi, i club hanno creato in fretta e furia una nuova lega, Super League Basketball (SLB), che dal 2024/25 ha portato avanti il massimo torneo maschile con nove delle dieci vecchie franchigie BBL. In pratica, gli stessi club ma in un nuovo contenitore. Nel frattempo la BBF ha aperto un bando per assegnare a lungo termine la licenza del campionato, e a ottobre 2024 è stata stilata una “invitation to tender” (evoluta poi in un secondo documento, “preferred bidder”) per individuare chi avrebbe dovuto gestire la lega per i prossimi 10-15 anni.</p>



<p>Il 29 gennaio, quindi, il primo scossone: la BBF ha annunciato di aver assegnato lo status di “preferred bidder” per la licenza a GBBL, la cordata guidata da Glickman. SLB, che nel frattempo gestiva il campionato, è invece rimasta fuori, non senza polemiche. Il media britannico <em>Hoopsfix</em> ha spiegato che i club SLB avevano deciso fin da subito di non partecipare al bando perché ritenevano “irragionevoli e illegali” alcune condizioni poste dalla federazione. Solo per concorrere infatti bisognava versare 25.000 sterline, mentre la fee annuale per la licenza sarebbe salita a 2 milioni all’anno.</p>



<p>Ad aprile, il passo successivo: la BBF ha annunciato la stipula di un accordo di 15 anni con la nuova entità, la Great Britain Basketball League, per la gestione del campionato a partire dal 2026. Nel raccontare l’operazione, <em>The Guardian</em> ha descritto un impegno iniziale da circa 15 milioni di sterline e un progetto basato sul modello americano delle franchigie, con l’obiettivo di passare dai 9 club attuali a 14 squadre in città come Liverpool, Leeds, Cardiff ed Edimburgo, con format rivisti (mini-tornei, playoff ridotti) e un nuovo focus sul prodotto televisivo e digitale.</p>



<p>L’accordo tra BBF e GBBL ha spaccato in due il movimento. I nove club SLB hanno annunciato azioni legali, mentre il tema usciva dalla bolla cestistica e arrivava a Westminster. Il 2 aprile 2025 la ministra Stephanie Peacock ha scritto a <em>UK Sport</em> e <em>Sport England</em> per chiedere un’indagine indipendente sul contratto BBF-GBBL, verificare il rispetto del <em>Code for Sports Governance</em> e delle norme sull’uso di fondi pubblici (ogni quattro anni il basket britannico riceve 4.75 milioni di sterline circa di contributi pubblici).</p>



<p>Nella lettera, svelata da <em>The Guardian</em>, la ministra ha sottolineato che alcune accuse potrebbero essere “di natura potenzialmente criminale” e quindi di competenza della polizia. La BBF ha respinto con forza qualsiasi illazione, spiegando che la scelta è stata frutto di un panel indipendente di esperti, assistito da uno studio legale, e che il processo è stato “rigoroso” anche sul controllo dell’origine dei fondi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Nel frattempo il fronte interno ha continuato a sfaldarsi: a giugno 2025, in piena “civil war”, lo stesso The Guardian ha rivelato che la BBF stesse rifiutando di firmare le candidature europee dei club più importanti, mettendo a rischio la partecipazione alle coppe FIBA per la stagione successiva.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tribunali e FIBA</h2>



<p>Tra primavera ed estate 2025 i club SLB hanno fatto partire una causa in Alta Corte contro la BBF, per contestare la legittimità della licenza GBBL. A settembre, poi, si è aperto un altro fronte legale, questa volta diretto alla SLB, quando 18 ex-dipendenti della vecchia BBL hanno citato in giudizio la lega per “licenziamento illegittimo, violazione di contratto e stipendi non pagati”, sostenendo che i loro contratti sarebbero dovuti transitare automaticamente alla nuova struttura. Un contenzioso tuttora aperto e delicato, che ha allargato la spaccatura. Ed ecco così due contendenti che <em>si giocano</em> la gestione del campionato, una federazione assediata politicamente, e una catena di ricorsi che tiene in scacco l’intero ecosistema.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FIBA has issued a statement on matters related to the governance of men&#39;s basketball in Great Britain<a href="https://t.co/Tcd3GXLu51">https://t.co/Tcd3GXLu51</a></p>&mdash; FIBA Media (@FIBA_media) <a href="https://twitter.com/FIBA_media/status/1986488347515109599?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 6, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dietro le quinte, intanto, è scesa in campo anche FIBA. Ad agosto la federazione internazionale ha istituito una task force per analizzare la situazione, incontrare gli attori coinvolti (federazione, leghe, club, governo) e capire se il modello di governance britannico sia compatibile con gli standard richiesti. Con il primo esito &#8211; una mazzata &#8211; emerso il 14 ottobre, quando l’Executive Committee ha deciso di sospendere la BBF dalla gestione del basket maschile.</p>



<p>Nel comunicato FIBA si legge che la federazione “è sospesa temporaneamente” dal mandato di licenziare o riconoscere i campionati nazionali e schierare la Nazionale nelle competizioni internazionali. Le misure, si spiega, servono a “ristabilire l’integrità regolamentare e promuovere una governance sostenibile del basket maschile in Gran Bretagna nel più breve tempo possibile”.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>È stata la prima sospensione di questo tipo decisa dall’ente nei confronti di un Paese membro, dopo i casi di natura geopolitica che nel 2022 hanno toccato Russia e Bielorussia.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La situazione si è sbloccata parzialmente il 6 novembre, quando FIBA ha emesso un nuovo comunicato. Il ban sulla Nazionale maschile è stato revocato, ma la federazione ha deciso di riconoscere direttamente la Super League Basketball come operatore del massimo campionato, <em>bypassando</em> di fatto la BBF per la gestione della licenza. È stato il segnale che l’asse FIBA-SLB avesse vinto il braccio di ferro, almeno nel breve periodo.</p>



<p>Il colpo di grazia alla BBF è arrivato pochi giorni più tardi, il 14 novembre, quando la federazione ha annunciato l’imminente liquidazione. Nel comunicato la BBF ringrazia staff e giocatori, indicando come “priorità immediata” il lavoro con FIBA, governo e federazioni di Inghilterra, Scozia e Galles “per garantire la continuità delle Nazionali britanniche e ricostruire una struttura di governance forte e sostenibile”. Sul fronte opposto, il consorzio GBBL ha fatto sapere di essere al lavoro con i propri legali per valutare azioni a tutela dei fondi già versati alla BBF in vista della licenza quindicennale, che ora è di fatto sospesa nel vuoto.</p>



<p>È da questo punto, da una federazione che non esiste più e da una nuova lega morta in partenza, che bisogna ripartire. Per capire nei prossimi capitoli che cos’è davvero, ad oggi almeno, il sistema del basket britannico. E come tutto ciò si intreccerà con il mega-progetto in arrivo: NBA Europe.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Ti piace il modo in cui raccontiamo l’<strong>NBA</strong>&nbsp;su&nbsp;<strong>Around the Game</strong>? Siamo sicuri che ti piacerà, se non ti sei già iscritto, anche il modo in cui giochiamo al&nbsp;<strong>Fanta-NBA</strong>! <a href="https://www.fantastaz.com/landing" rel="nofollow noopener" target="_blank">Ti aspettiamo su&nbsp;<strong>STAZ</strong></a>, il&nbsp;<strong>fantabasket</strong>&nbsp;sviluppato dalla nostra redazione e pensato per tutti quelli che – come diceva Rasheed (più o meno) – leggono i numeri pensando…&nbsp;<em>stats don’t lie!</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="668" height="120" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/01/image.gif" alt="STAZ (don't lie), il fanta-NBA di Around the Game" class="wp-image-75939"/></figure>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo shock sportivo e culturale dell’NBA in Italia</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/rivoluzione-nba-in-italia-inter-milan-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 00:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Fiba]]></category>
		<category><![CDATA[adam silver]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[fiba]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[lebron james]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[olimpia milano]]></category>
		<category><![CDATA[redbird]]></category>
		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=76812</guid>

					<description><![CDATA[I progetti per lo sbarco NBA a Milano e Roma, tra calcio, basket e scenari che oggi sembrano assurdi, ma…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">I progetti per lo sbarco NBA a Milano e Roma, tra calcio, basket e scenari che oggi sembrano assurdi, ma…</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/SnapInsta.to_502380656_18515804812034081_4126702050938691170_n-1024x576.jpg" alt="L'NBA arriva in Italia, tra Inter e Milan" class="wp-image-76813" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/SnapInsta.to_502380656_18515804812034081_4126702050938691170_n-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/SnapInsta.to_502380656_18515804812034081_4126702050938691170_n-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/SnapInsta.to_502380656_18515804812034081_4126702050938691170_n-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/SnapInsta.to_502380656_18515804812034081_4126702050938691170_n-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/11/SnapInsta.to_502380656_18515804812034081_4126702050938691170_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Instagram</figcaption></figure>



<p>Scorrendo la classifica della <strong>Serie A</strong> <strong>di calcio</strong>, ora che c&#8217;è qualche giorno di pausa per le nazionali, dopo 11 giornate troviamo nelle prime tre posizioni <strong>Inter, Roma e Milan</strong>. No, non abbiamo deciso di iniziare a parlare di calcio su AtG: il perimetro del discorso è sempre cestistico, è l&#8217;<strong>NBA </strong>che ha scelto di sfumare questi confini e avviare un nuovo dialogo tra basket e calcio. In Europa e con buone probabilità anche in Italia.</p>



<p>Il contesto è ormai ben documentato: il progetto di espansione della lega americana nel vecchio continente, attraverso un campionato che prenderà il via nel 2027. Ed è un processo che i tre club calcistici da cui siamo partiti &#8211; Inter, Milan e Roma &#8211; potrebbero star seguendo da vicino, con l&#8217;idea di giocare un ruolo da protagonisti. Sì, sul parquet.</p>



<p>Negli ultimi giorni la stessa NBA ha <a href="https://www.ilpost.it/2025/11/07/nba-europa-2027-16-squadre-12-citta-milano-roma/" target="_blank" rel="noopener">reso noti</a> diversi dettagli sull&#8217;avanzamento del progetto europeo. Oltre agli orizzonti temporali, è stato confermato il formato: un campionato semiaperto da 16 squadre, di cui 12 fisse e 4 sulla base di risultati in altre competizioni (<strong>FIBA</strong> e domestiche). Poi sono state annunciate le città che ospiteranno stabilmente tutto ciò, nei sette paesi coinvolti: Inghilterra (Londra e Manchester), Spagna (Madrid e Barcellona), Francia (Parigi e Lione), Germania (Berlino e Monaco), Grecia (Atene), Turchia (Istanbul), e appunto Italia. Nei due mercati prevedibilmente più appetibili per <strong>Adam Silver </strong>e soci: <strong>Milano e Roma</strong>.</p>



<p>Se la cornice è chiara, il resto è ancora materia d’ipotesi. L’NBA ha annunciato che le strade per individuare le franchigie sono tre: collaborare con club di basket già esistenti e affermati (come l&#8217;ASVEL Lyon Villeurbanne di Tony Parker, peraltro in <a href="https://www.sportefinanza.it/2025/11/05/asvel-lione-nba-eurolega-monaco/" rel="nofollow noopener" target="_blank">situazione precaria</a> con l’Eurolega), agganciare grandi brand del calcio (anche se non si presentano ancora sotto forma di polisportive, come vedremo <a href="https://aroundthegame.com/post/il-ruolo-del-paris-saint-germain-nella-espansione-europea-della-nba/">a Parigi</a> e Manchester ad esempio), e forse in qualche caso partire da zero con nuove realtà. E nel panorama italiano, che ci possiamo aspettare?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una Roma da &#8220;rivitalizzare&#8221;?</h2>



<p>A Roma il basket locale offre più contesti da &#8220;rivitalizzare&#8221; (citando letteralmente George Aivazoglou) che piattaforme pronte. La Virtus è ripartita come Virtus Roma 1960 e gioca in Serie B, ma ad oggi non risulta attiva su questo fronte; la Stella#EBK invece, reduce da un sostanziale riassetto societario, è <a href="https://www.ilmessaggero.it/AMP/sport/nba_europe_ottobre_2027_milano_roma_partecipanti_cosa_e_successo-9174967.html" rel="nofollow noopener" target="_blank">circondata da voci</a> di un possibile coinvolgimento, ma anche in questo caso si parla di un contesto da riqualificare (non ultimo per campo di gara e allenamenti, temi centrali in qualsiasi scenario nella capitale).</p>



<p>Sullo sfondo, le altre due possibili vie: la declinazione cestistica dell&#8217;AS Roma, che potrebbe avere un senso in termini di riconoscibilità globale del brand, controllato peraltro da una proprietà americana (Friedkin); e, <em>last but not least</em>, la possibilità di creare una franchigia completamente nuova, che secondo molti è l’opzione più concreta. Di sicuro, in ogni caso, Roma è una delle sedi designate con meno certezze, e serviranno ancora dei mesi per avere un&#8217;idea più chiara delle carte in tavola.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://media.asroma.com/prod/images/landscape_medium_fill/3f528f6827c3-twsqehom5jxbtso4vziz.jpg" alt="La NBA arriva a Roma" style="width:712px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: AS Roma</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Milano e i possibili scenari</h2>



<p>A Milano il discorso ha tutt&#8217;altra forma. Nel capoluogo lombardo infatti non ci si aspetta che l’NBA crei ex novo, avendo già diverse sponde (più o meno) “NBA-ready”. Una nel mondo del basket, l&#8217;<strong>Olimpia Milano</strong>, e due nel calcio, l&#8217;Inter e il Milan. La prima è tecnicamente un brand già pronto, o quasi, con un’ampia fanbase, una lunga tradizione e un consolidato ponte culturale con la città &#8211; legami col mondo fashion inclusi, malgrado la recente scomparsa di Giorgio Armani. Un partner che l’NBA osserva con interesse, e non da oggi.</p>



<p>L&#8217;altra via, quella che desta inevitabilmente più curiosità, passa invece dal calcio, e qui si possono aprire tre possibili scenari.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scenario 1: Milan</strong></li>
</ul>



<p>Anche se nell’ultimo decennio l’Inter ha raccolto di più in termini di risultati e visibilità, il brand più forte e riconosciuto a Milano è quello dei rossoneri. La proprietà è americana <strong>(RedBird</strong>), il marchio è un’icona del calcio globale e la società da tempo ha un’impronta spiccatamente internazionale. Non ultimo, il club ha già dimostrato di cogliere le occasioni e allargare il perimetro con la fondazione di Milan Futuro (under 23) in Serie C. Diventare una polisportiva da un giorno all’altro, però, è un processo ancora più ambizioso. E complesso.</p>



<p>Nell’operazione 2022 che ha portato al passaggio di proprietà, tra l’altro, sono entrati come investitori i New York Yankees e il fondo Main Street Advisors, che vede <strong>LeBron James</strong> tra i nomi di riferimento. Sono tutti legami che, simbolicamente e <a href="https://aroundthegame.com/post/nba-europa-milan-lega-europea-redbird-cardinale/">forse non soltanto</a>, hanno avvicinato il club all’ecosistema NBA. Non è garanzia di nulla, ma potrebbe essere un buon punto di partenza.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scenario 2: Inter</strong></li>
</ul>



<p>Anche in casa dei nerazzurri la regia è americana, dopo che nel 2024 il controllo del club è passato a <strong>Oaktree</strong>. Negli ultimi anni la squadra ha costruito una narrativa internazionale molto forte, e poco dopo i “cugini” ha iscritto la proprio Under 23 in Serie C, segno di una struttura sempre più plurale. Entrambi i club, secondo le <a href="https://www.sportefinanza.it/2025/10/22/nba-europe-derby-inter-milan-oaktree-redbird/" rel="nofollow noopener" target="_blank">indiscrezioni delle ultime settimane</a>, hanno già intavolato il discorso con l’NBA.</p>



<p>Se da un punto di vista storico e commerciale il Milan parte un passo avanti, il percorso degli ultimi anni potrebbe dare una spinta alla candidatura dell’Inter. Nel progetto dell’NBA più di tutto conta la capacità di valorizzare il prodotto sportivo, creare una fanbase coinvolta dentro e fuori l’impianto di gara, nonché parlare con le nuove generazioni e l’audience globale: elementi in cui i nerazzurri, ad oggi, portano garanzie senza eguali nel panorama calcistico italiano.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scenario 3: Milan &amp; Inter</strong></li>
</ul>



<p>Due rivali storiche che co-gestiscono un progetto extra calcio? Sì, suona strano e quasi blasfemo per il nostro immaginario, ma il mix inedito di fattori (lega nuova, pubblico diverso, posizionamento continentale) e la ghiotta opportunità commerciale potrebbero spianare la strada a una soluzione del genere. E in un certo senso, agli occhi del pubblico almeno, “legittimarla”, un po’ come vent’anni fa <a href="https://www.calcioefinanza.it/2025/10/26/inter-milan-azionisti-olimpia-milano-basket/" rel="nofollow noopener" target="_blank">accadeva</a> contribuendo al “salvataggio” dell’Olimpia. Sommare due bacini d’utenza giganteschi (media e sponsor annessi) e sfruttare la sinergia per edificare una nuova arena, scenario di stretta attualità anche con lo stadio San Siro, darebbero infatti ad entrambe le parti &#8211; ovvero l’NBA e il duo Inter+Milan &#8211; solide garanzie in termini di resa dell’investimento.</p>



<p>Il tema identitario, però, non si può sottovalutare. Comunicare tutto ciò infatti sarebbe molto difficile, se non scomodo. E probabilmente servirebbero lunghi tempi di digestione per il pubblico &#8211; che forse l’NBA potrebbe non essere disposta ad accettare, e che i due club potrebbero vedere come un potenziale boomerang a livello d’immagine, e dunque esserne scoraggiati.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CtFFbfXrWfa/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CtFFbfXrWfa/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg)"></div></div><div style="margin-left: auto;"> <div style=" width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div></a><p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CtFFbfXrWfa/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da AC Milan (@acmilan)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script>



<h2 class="wp-block-heading">E quindi?</h2>



<p>Lato NBA, invitare una delle due squadre milanesi ed escludere l’altra creerebbe &#8211; qui come altrove &#8211; il rischio di avere “mezza città” che non si riconosce nel brand. Quanti milanisti tiferebbero una franchigia targata Inter? E viceversa? Il rovescio della medaglia della pesca dal mondo calcistico è proprio questo: scegliere un brand polarizza, sceglierne due e metterli assieme, contro ogni tradizione, è altrettanto rischioso. E quindi, cosa vedremo? Una maglia rossonera con il diavolo e la patch NBA? Un’arena che canta “c’è solo l’Inter” prima della palla a due? O la soluzione più semplice, anche se forse la meno ambiziosa, con l’Olimpia Milano?</p>



<p>Branding, identità e narrazione saranno fondamentali in tal senso, e l’NBA da sempre sa fare molto bene tutto ciò &#8211; ma nel proprio contesto. L’Europa e in primis l’Italia sono ambienti molto sensibili, in cui l’appartenenza calcistica è un fattore di impatto non trascurabile. Qualunque decisione prenderà la lega, i pro e i contro sono alla luce del sole: con i club del calcio milanese si guadagnano accelerazione e gittata, ma si rischia la polarizzazione; con l’Olimpia Milano si valorizza una storia e un pubblico già esistente, ma comunque si devono sciogliere il nodo-arena e i legami continentali pregressi; e con una franchigia nuova a Roma, infine, si costruisce un racconto <em>from scratch</em>, ma senza una solida base di partenza.</p>



<p>Se per l’NBA una chiave per partire col piede giusto sarà comunicare bene l’operazione, al pubblico verrà chiesto in ogni caso di provare ad abbandonare per un attimo gli schemi del tifo, lasciandosi incuriosire da un linguaggio diverso. Perché al netto di tutto, tra meno di due anni dovremmo davvero vedere un “derby d’Italia” in un’arena NBA, quali che saranno i colori e i loghi sulle maglie. Sarà uno shock, sportivo e culturale? Abbastanza. Ma proprio per questo vale la pena accoglierlo con un nuovo sguardo.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Ti piace il modo in cui raccontiamo l’<strong>NBA</strong>&nbsp;su&nbsp;<strong>Around the Game</strong>? Siamo sicuri che ti piacerà, se non ti sei già iscritto, anche il modo in cui giochiamo al&nbsp;<strong>Fanta-NBA</strong>! <a href="https://www.fantastaz.com/landing" rel="nofollow noopener" target="_blank">Ti aspettiamo su&nbsp;<strong>STAZ</strong></a>, il&nbsp;<strong>fantabasket</strong>&nbsp;sviluppato dalla nostra redazione e pensato per tutti quelli che – come diceva Rasheed (più o meno) – leggono i numeri pensando…&nbsp;<em>stats don’t lie!</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="668" height="120" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/01/image.gif" alt="STAZ (don't lie), il fanta-NBA di Around the Game" class="wp-image-75939"/></figure>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fanta-Draft: le macchine da STAZ Points in pochi minuti</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/fanta-draft-le-macchine-da-staz-points-in-pochi-minuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 10:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fanta NBA]]></category>
		<category><![CDATA[draft]]></category>
		<category><![CDATA[fanta nba draft]]></category>
		<category><![CDATA[fanta-nba]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[STAZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=76118</guid>

					<description><![CDATA[Alla ricerca dei “forni a microonde” che potrebbero darvi gioie inattese al Fanta-NBA 2025/26. Nei primi giri del Draft ci si contende le stelle, i soliti nomi con elevato minutaggio e apporto di fanta-punti (e possibilmente integri) in grado di guidare la vostra squadra STAZ ai playoff. A fare la differenza, però, sono anche se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Alla ricerca dei “forni a microonde” che potrebbero darvi gioie inattese al Fanta-NBA 2025/26.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="603" height="370" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/tj-mcconnell-fanta-nba.jpg" alt="" class="wp-image-76120" style="width:649px;height:auto" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/tj-mcconnell-fanta-nba.jpg 603w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/tj-mcconnell-fanta-nba-300x184.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/tj-mcconnell-fanta-nba-150x92.jpg 150w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></figure>



<p>Nei primi giri del <strong>Draft </strong>ci si contende le stelle, i soliti nomi con elevato minutaggio e apporto di fanta-punti (e possibilmente integri) in grado di guidare la vostra squadra <strong>STAZ </strong>ai playoff. A fare la differenza, però, sono anche se non soprattutto i giocatori di contorno, a partire dagli “specialisti” del <strong>Fanta-NBA</strong>: quei role player con poco spazio (10-15 minuti di impiego medio) che sono capaci di riempire costantemente la statline e garantire un contributo sugli standard di efficienza dei vostri migliori giocatori (0.70+ STAZ PTS/min). Sempre pronti, sempre caldi: i cosiddetti “forni a microonde”.</p>



<p>Individuare questi profili non è facile in sede di Draft, soprattutto prima dell’inizio della stagione. Influiscono infatti tante variabili: le rotazioni delle squadre NBA (soggette a perenni cambiamenti, anche causa infortuni e trade), la distribuzione delle responsabilità offensive nelle second unit, l’adattamento a un nuovo sistema di gioco, e via dicendo. Quello da cui possiamo partire, però, è l’attitudine. Ovvero dare uno sguardo ai numeri della passata stagione e capire chi si è meritato il titolo di “forno a microonde”. Dopodiché, parlando di <strong>Fanta-NBA</strong> e quindi di una scienza inesatta per definizione, a voi le valutazioni: saranno in grado di ripetersi, considerando anche i possibili cambiamenti nel contesto? Oppure qualcuno nelle rispettive squadre potrebbe raccoglierne l’eredità?</p>



<p>Cercare di pescare questi specialisti è una delle arti più divertenti del Draft su STAZ, che porta a risultati ambivalenti. Pick memorabili (soprattutto se riuscite a pescarne tra guardie e ali, una rarità), ma anche giocatori che taglierete dopo dieci giorni di stagione. Intanto, potete basare le vostre riflessioni su qualche dato dell’annata 2025/26.</p>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CENTRI (2024/25, max 20 minuti)</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tony Bradley<strong>*</strong> – 9 minuti / 0.84 STAZ Points al minuto</li>



<li>Jonas Valanciunas – 19 / 0.81</li>



<li>Moritz Wagner<strong>**</strong> (CA) – 18 / 0.79</li>



<li>Jalen Smith (CA) – 15 / 0.75</li>



<li>Sandro Mamukelashvili (CA) – 11 / 0.73</li>



<li>Day’Ron Sharpe 18 / 0.73</li>



<li>Tristan Vukcevic<strong>**</strong> – 14 / 0.73</li>



<li>Charles Bassey<strong>**</strong> – 11 / 0.73</li>



<li>Paul Reed – 10 / 0.71</li>



<li>Chris Boucher (CA) – 17 / 0.70</li>
</ul>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>ALI (2024/25, max 20 minuti)</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Moritz Wagner (AC) – 18 / 0.79</li>



<li>Jalen Smith (AC) – 15 / 0.75</li>



<li>Chris Boucher (AC) – 17 / 0.70</li>



<li>Sandro Mamukelashvili (AC) – 11 / 0.73</li>



<li>Kevin Love<strong>*</strong> – 11 / 0.67</li>



<li>Obi Toppin – 19 / 0.65</li>



<li>Kevin Porter Jr – 19 / 0.65</li>
</ul>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>GUARDIE (2024/25, max 20 minuti)</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ty Jerome – 19 / 0.76</li>



<li>TJ McConnell – 18 / 0.72</li>



<li>Bones Hyland<strong>*</strong> – 10 / 0.66</li>
</ul>



<p> </p>



<p><strong><em>ATTENZIONE:<br>* MENO DI 25 PARTITE GIOCATE<br>** MENO DI 35 PARTITE GIOCATE</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quali sono i ruoli più “profondi” nel Draft del Fanta-NBA 2025/26?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/quali-sono-i-ruoli-piu-profondi-nel-draft-del-fanta-nba-2025-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 17:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fanta NBA]]></category>
		<category><![CDATA[fanta-nba]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[STAZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=76101</guid>

					<description><![CDATA[Guardie, ali, centri: in quali posizioni avere più “urgenza” al Draft su STAZ? Una buona, vecchia regola del Draft &#8211; reale o “fanta” che sia &#8211; suggerisce che un buon general manager prenderà sempre il miglior giocatore disponibile, a prescindere da ruolo o caratteristiche, e che al resto ci penserà successivamente. Certo, accaparrarsi il miglior [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Guardie, ali, centri: in quali posizioni avere più “urgenza” al Draft su STAZ?</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="546" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba-1024x546.jpg" alt="" class="wp-image-76102" style="width:672px;height:auto" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba-1024x546.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba-300x160.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba-150x80.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba-768x410.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba-1080x576.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/fontecchio-fanta-nba.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Probabilmente la stessa domanda che si stava ponendo Simone Fontecchio in questo momento.</em></figcaption></figure>



<p>Una buona, vecchia regola del Draft &#8211; reale o “fanta” che sia &#8211; suggerisce che un buon general manager prenderà sempre il miglior giocatore disponibile, a prescindere da ruolo o caratteristiche, e che al resto ci penserà successivamente. Certo, accaparrarsi il miglior profilo ed eventualmente poi affacciarsi sul trade market per ottimizzare il roster sempre un’opzione, ma per arrivare pronti al <strong>Fanta-Draft</strong> su <strong>STAZ </strong>è meglio essere consapevoli di quali ruoli offrano maggiore profondità, e quali meno. Prima, un paio di rapide premesse.</p>



<p>Prima di tutto bisogna tenere conto che in ogni partita su <strong><a href="https://www.fantastaz.com/" target="_blank" rel="noopener">STAZ (Don&#8217;t lie)</a></strong> bisogna riempire 96 minuti per le <strong>guardie </strong>(G) e altrettanti per le <strong>ali </strong>(A), mentre per i <strong>centri </strong>(C) ne “bastano” 48. Insomma: se per G e A avere giocatori con ampio minutaggio è fondamentale, per i C si può provare a comporre un pacchetto di giocatori da pochi minuti e alto rendimento.</p>



<p>In secondo luogo bisogna mettere tutti questi discorsi in relazione alle dimensioni della vostra lega. Chiaramente in una lega da 8 i giocatori “salva-lineup” (30+ minuti di utilizzo medio, rendimento tra 0.50 STAZ PTS/min e 0.60 STAZ PTS/min) saranno meno importanti, mentre in una lega a 20 la competitività in regular season passa anche da queste pick apparentemente di contorno, ma in realtà fondamentali per non dipendere troppo dalla salute e dalla costanza di rendimento delle proprie stelle.</p>



<p>E quindi, premesso tutto ciò, diamo uno sguardo alle <strong>statistiche</strong>. Abbiamo preso in esame i dati della passata stagione (2024/25), i giocatori scesi in campo almeno 20 volte (disclaimer: sono poche, e per quanto rappresentino un campione affidabile in termini di produzione, fate le vostre valutazioni sull’integrità del giocatore), e minutaggi di 20/30+ minuti.</p>



<p>Ecco quindi per ogni posizione quanti giocatori potete aspettartvi di trovare, sulla base della scorsa stagione almeno, con rendimento di almeno 0.90 STAZ PTS/min (superstar), 0.80 (secondi violini), 0.70 (role player di lusso) e 0.60 (role player affidabili).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">GUARDIE (G/GA), 20+ minuti</h2>



<div class="wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<ul class="wp-block-list">
<li>0.90+ STAZ PTS/min – 2 giocatori (Shai Gilgeous-Alexander, Luka Doncic)</li>



<li>0.80+ STAZ PTS/min &#8211; 11 giocatori</li>



<li>0.70+ STAZ PTS/min &#8211; 32 giocatori</li>



<li>0.60+ STAZ PTS/min &#8211; 68 giocatori</li>
</ul>
</div>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">GUARDIE (G/GA), 30+ minuti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>0.90+ STAZ PTS/min &#8211; 2 giocatori (Shai Gilgeous-Alexander, Luka Doncic)</li>



<li>0.80+ STAZ PTS/min &#8211; 11 giocatori</li>



<li>0.70+ STAZ PTS/min &#8211; 30 giocatori</li>



<li>0.60+ STAZ PTS/min &#8211; 48 giocatori</li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">ALI (A/AG), 20+ minuti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>0.90+ STAZ PTS/min – 2 giocatori (Giannis Antetokounmpo, Zion Williamson)</li>



<li>0.80+ STAZ PTS/min – 4 giocatori (+ LeBron James, Jayson Tatum)</li>



<li>0.70+ STAZ PTS/min – 17 giocatori</li>



<li>0.60+ STAZ PTS/min – 43 giocatori</li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">ALI (A/AG), 30+ minuti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>0.90+ STAZ PTS/min &#8211; 1 giocatore (Giannis Antetokounmpo)</li>



<li>0.80+ STAZ PTS/min – 3 giocatori (+ LeBron James, Jayson Tatum)</li>



<li>0.70+ STAZ PTS/min – 16 giocatori</li>



<li>0.60+ STAZ PTS/min – 29 giocatori</li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">CENTRI (C/CA), 20+ minuti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>0.90+ STAZ PTS/min – 3 giocatori (Nikola Jokic, Anthony Davis, Victor Wembanyama)</li>



<li>0.80+ STAZ PTS/min – 12 giocatori</li>



<li>0.70+ STAZ PTS/min – 27 giocatori</li>



<li>0.60+ STAZ PTS/min – 41 giocatori</li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">CENTRI (C/CA), 30+ minuti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>0.90+ STAZ PTS/min &#8211; 3 giocatori (Nikola Jokic, Anthony Davis, Victor Wembanyama)</li>



<li>0.80+ STAZ PTS/min – 8 giocatori</li>



<li>0.70+ STAZ PTS/min – 13 giocatori</li>



<li>0.60+ STAZ PTS/min – 17 giocatori</li>
</ul>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un po’ di chiarezza tra record e “flop” delle NBA Finals 2025 in tv</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/nba-finals-2025-rating-tv-flop-record-gara-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 15:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[gara 7]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[nba finals]]></category>
		<category><![CDATA[rating tv]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=72548</guid>

					<description><![CDATA[Si è parlato molto di crollo dei rating televisivi per queste NBA Finals, ma serve un approfondimento più completo sui dati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Si è parlato molto di crollo dei rating televisivi per queste NBA Finals, ma serve un approfondimento più completo sui dati</strong></h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-72551" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/169-2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>All’indomani di <strong>Gara 7</strong> delle <strong>NBA Finals</strong>, e dopo settimane in cui il pubblico e i media hanno parlato molto dei rating televisivi della serie (su emittenti americane), la lega ha rilasciato sui propri canali ufficiali un aggiornamento a tal proposito. Quello che sembra proprio un elenco di dati (tv e non solo) per “difendere” l’interesse generato da Gara 7, dalle NBA Finals e dai Playoffs 2025. Ovvero:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li>Gara 7 delle NBA Finals 2025 è stata la partita di Finals più vista (in tv negli Stati Uniti, ndr) degli ultimi sei anni, con una media di 16,4 milioni di telespettatori e un picco di quasi 20 milioni su ABC.</li>



<li>Le sette partite della serie hanno rappresentato i sette programmi televisivi in prima serata più visti degli ultimi due mesi (negli Stati Uniti, ndr).</li>



<li>I Playoffs 2025 hanno registrato una media di 6,12 milioni di telespettatori per partita su ABC ed ESPN: +10% rispetto al 2024.</li>



<li>Gara 7 è stata la partita di Finals più vista di sempre a livello internazionale su NBA League Pass: +42% rispetto a Gara 5 del 2024.</li>



<li>Durante le Finals i contenuti sulle piattaforme social dell’NBA hanno generato un record di 5 miliardi di visualizzazioni complessive: +215% rispetto al 2024.</li>
</ol>



<p>La lista di record e trend &#8211; rigorosamente positivi, certo &#8211; è stata stilata e pubblicata dall’NBA per contrastare in qualche modo l’insistente narrativa sul proprio prodotto di punta. Logiche commerciali a parte, però, è interessante fermarsi su alcuni passaggi per coglierne il senso nel contesto delle ultime settimane, in cui la serie tra Thunder e Pacers è stata dipinta come un “flop” di ascolti a 360 gradi.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NBA finals Game 7 ratings: The highest rated NBA finals game since 2019 drawing 16.35 million viewers; peaking at 20 million viewers.<br>But the series on average (10.27 millions) is the least watched series since 2021. If we exclude the pandemic years, it&#39;s the least watched since… <a href="https://t.co/aQbRcc1uj1">pic.twitter.com/aQbRcc1uj1</a></p>&mdash; PoliticsPHHubHQ (@DeusXMachina14) <a href="https://twitter.com/DeusXMachina14/status/1937300911745081683?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">June 24, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il punto 1 riguarda i broadcaster statunitensi, come anche i due successivi, e riflette alcune semplici constatazioni. Intanto, che si è vista una Gara 7 per il titolo dopo anni, e che l’evento ha richiamato un pubblico importante nonostante l’assenza di “big market” e delle superstar più popolari dell’NBA. L’arco di sei stagioni non è casuale, perché comprende le due Finals penalizzate dalla pandemia (2020 e 2021, entrambe chiuse in sei gare) e le tre successive (4-2, 4-1, 4-1), ma non l’epoca aurea precedente (rivalità consolidate, fanbase coinvolte, LeBron James). Il dato secco ci ricorda dunque che sì, Thunder e Pacers non attingevano da ampi bacini d’utenza, eppure G7 ha fatto più ascolti, per dire, di G6 Warriors-Celtics nel 2022: tutt’altro che scontato.</p>



<p>Il punto 2, seppur di valenza relativa (senza contesto almeno), ribadisce la posizione delle NBA Finals nel mercato televisivo americano, mentre il 3 la crescita complessiva dei Playoffs (rispetto a dodici mesi fa), grazie alle tante serie divertenti e imprevedibili cui si è assistito già dai primi turni. Tutto ciò fa da contraltare a una finale che ha avuto la “fortuna” di arrivare a Gara 7, ma che <a href="https://www.sportsbusinessjournal.com/Articles/2025/06/18/nba-finals-remain-down-19-ahead-of-game-6/" target="_blank" rel="noopener">partita per partita</a> ha comunque fatto registrare numeri ben al di sotto degli standard. “One of the league&#8217;s least-watched championship series this century“, si è sentito dire spesso. Il punto che il dibattito degli ultimi giorni ha spesso mancato, però, è suggerito dai punti 4 e 5: l’evoluzione del pubblico di riferimento del prodotto NBA.</p>



<p>Non c’è dubbio che globalmente le Finals 2025 fossero attese da un numero minore di tifosi e appassionati rispetto ad altre occasioni recenti, ma è altrettanto vero che il solo dato delle emittenti televisive americane, preso e confrontato con l’equivalente di cinque, dieci o quindici anni fa (ABC, ESPN o TNT che sia), restituisce una fotografia parziale della situazione. Perché è un responso fortemente condizionato dai mercati in cui viene diffuso il contenuto, e quindi dalla demografia locale (semplificando); e poi, allargando la prospettiva, perché il mondo NBA è fatto sempre più di generazioni “post-televisive” (ne abbiamo parlato nel dettaglio <a href="https://aroundthegame.com/post/basta-parlare-di-rating-televisivi-nba/">QUI)</a>. Un’audience abituata a una fruizione del contenuto diversa dal passato (dispositivi, streaming, social), e collegata da ogni angolo del mondo (in mercati dove l’appeal di una sfida può avere condizionamenti di qualsiasi tipo).</p>



<p>Insomma, non si vuole dare più rilievo del dovuto ai record tirati a lucido dall’NBA sui “League Pass watchers” di domenica o sulla viralità social delle Finals 2025, ma si tratta di integrazioni necessarie &#8211; ne servirebbero diverse altre per avere un quadro completo &#8211; ad un discorso che spesso in queste settimane è stato affrontato in modo superficiale. E di sicuro con eccessiva insistenza, perché alla fine quello che conta davvero è che abbiamo visto una serie di NBA Finals bella, divertente, imprevedibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ci stuferemo degli Oklahoma City Thunder?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/ci-stuferemo-degli-oklahoma-city-thunder/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[chet holmgren]]></category>
		<category><![CDATA[jalen williams]]></category>
		<category><![CDATA[oklahoma city thunder]]></category>
		<category><![CDATA[sam presti]]></category>
		<category><![CDATA[shai gilgeous-alexander]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=72534</guid>

					<description><![CDATA[Il futuro dei Thunder è tanto luminoso quanto inquietante per il resto dell'NBA]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dei Thunder è tanto luminoso quanto inquietante per il resto dell&#8217;NBA</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited.jpg" alt="" class="wp-image-72536" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited.jpg 1200w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/06/83965650007-usatsi-26311811-168402560-lowres-edited-1080x608.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>



<p>Inutile girarci intorno: sì, c’è una possibilità che succeda, e neanche troppo remota. Non nell’immediato, ma prima o dopo potremmo stufarci. Perché quando una squadra è giovane, fortissima e strutturalmente predisposta a restarlo per anni, la domanda non è più <em>“come hanno fatto?”</em>, ma <em>“quando finirà?”</em>. E il punto è che con questi Thunder siamo ancora molto lontani dal punto d’arrivo, almeno in teoria.</p>



<p>Oklahoma City ha appena vinto il primo titolo NBA nella sua storia, con 68 vittorie in regular season, un multi-MVP alla guida delle operazioni (<strong>Shai Gilgeous Alexander</strong> ovviamente, tra regular season e playoff), un supporting cast di primissimo livello per talento e profondità (trainato da Jalen Williams e Chet Holmgren), una delle migliori difese NBA che si ricordino&#8230; e per quanto sembri assurdo &#8211; e lo è &#8211; OKC ci è riuscita con enormi margini di miglioramento all’orizzonte. </p>



<p>Il momento è ora, perchè i Thunder hanno appena concluso una delle stagioni più dominanti di sempre e in queste ore stanno meritatamente festeggiando un traguardo storico per una franchigia che non appartiene certo a mercati come Los Angeles, New York, San Francisco o Miami. Ma il futuro è ancora più interessante &#8211; o inquietante, secondo la prospettiva.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">&quot;Nessuno di noi sapeva come stappare lo champagne, così abbiamo chiesto un tutorial ad AC.&quot;<br>Nel momento di maggiore difficoltà per gli Oklahoma City Thunder, Alex Caruso è ancora una volta stato decisivo. <a href="https://t.co/LPHFvd7CIY">pic.twitter.com/LPHFvd7CIY</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1937025496853742069?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">June 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Gilgeous-Alexander è nel pieno del prime fisico (27 anni) e ha raggiunto un livello per pochissimi, ormai. Questi Playoffs, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, l’hanno certificato. Le sue due spalle, JDub e Chet, sono ancora più giovani (24 e 23 anni) e più distanti dal proprio apice. Le loro estensioni sono ancora da firmare, e costeranno, ma verranno parzialmente assorbite dall’imminente crescita del salary cap. Intorno, nel payroll dei Thunder, non c’è però alcun contratto “tossico”, né tasse di lusso o soglie sforate anzitempo. In linea teorica, niente di intralcio o di fastidioso di cui dover tenere conto nella pianificazione di un futuro tanto roseo quanto malleabile.</p>



<p>La linea di demarcazione tra aspirante “contender perenne” ed aspirante “dinastia”, nell’immediato, potrebbe passare dai margini di crescita di Jalen Williams e Chet Holmgren. E quindi, dalla risposta a una semplice domanda: quanta strada riusciranno effettivamente a macinare, dopo questi primi anni? Il primo ha dato solide garanzie &#8211; anche se con intermittenza &#8211; nei Playoffs 2025, ma ha ancora uno step da compiere per diventare un “secondo violino” di livello élite; il lungo invece ha ancora un mondo da scoprire offensivamente, e un consistente miglioramento nella metà campo ad oggi “debole” del suo gioco ne farebbe un talento rarissimo.</p>



<p>Ma ragioniamo al contrario, che si fa presto a immaginare scenari di gloria se va tutto rose e fuori. Se anche le cose non dovessero andare per il meglio con JDub e Chet, e in generale con gli sviluppi interni del core attuale, il front office avrebbe tutt’altro che le mani legate in futuro, con l’ormai arcinota batteria di scelte al Draft conservate nella faretra. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Thunder average age: 25.6<br><br>Draft picks over the next 5 years: <br>2025 &#8211; 2 1sts; 1 2nd <br>2026 &#8211; 2 1sts; 1 2nd<br>2027 &#8211; 2 1sts; 2 2nds <br>2028 &#8211; 1 1st; 3 2nds <br>2029 &#8211; 1 1st; 5 2nds<br><br>Is this the start of a dynasty for OKC? <a href="https://t.co/tfNiiZK4wI">pic.twitter.com/tfNiiZK4wI</a></p>&mdash; BetMGM 🦁 (@BetMGM) <a href="https://twitter.com/BetMGM/status/1936976704716595347?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">June 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In breve: undici prime scelte fino al 2031, due nel primo giro del Draft 2025 (15 e 24), fino a quattro nel 2026. E con Sam Presti al timone, non è certo un problema: sia che il gm decida di usarle per allungare le rotazioni e cercare nuovi talenti, sia che le picks vengano <em>impacchettate</em> insieme a qualche contratto e cedute per dare una scossa al roster. I Thunder potranno fare e disfare il giocattolo a piacimento, insomma. Decidere se blindare questo gruppo o se cambiare, potendo anche permettersi di sbagliare qualcosa lungo il percorso, perché il margine è parecchio e il tempo scorre ancora piuttosto lentamente nell’Oklahoma.</p>



<p>Per tutti questi motivi, sì: potremmo stufarci dei Thunder nei prossimi anni. Potremmo vederli dominare la Western Conference e presentarsi alle Finals ancora, e ancora, e ancora. È possibile e forse anche probabile. </p>



<p>Ma se dovesse effettivamente succedere, sarà perché avranno realizzato fino in fondo quello che fino all’altro ieri sembrava solo un sogno, ieri un’ambizione, e oggi una chance concreta: <strong>costruire una dinastia, da zero</strong>. E in quel caso le NBA Finals 2025 saranno ricordate solo come l’inizio, e un giorno avremo il diritto di esserne annoiati. Ora, però, è ancora molto presto. C’è ancora tanto, troppo, di cui essere ammirati per il capolavoro compiuto dagli Oklahoma City Thunder.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Arabia Saudita è pronta a prendersi anche l&#8217;NBA?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/larabia-saudita-e-pronta-a-prendersi-anche-lnba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 13:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=48620</guid>

					<description><![CDATA[L’Arabia Saudita, finanziata dall’inesauribile capitale del fondo sovrano PIF, proverà prima o dopo a "comprare" anche il basket NBA?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="670" height="377" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/2917651-1309141872-edited.jpeg" alt="" class="wp-image-48622" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/2917651-1309141872-edited.jpeg 670w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/2917651-1309141872-edited-300x169.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/2917651-1309141872-edited-150x84.jpeg 150w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>FOTO: NBA Abu Dhabi Games 2002</em></figcaption></figure>



<p>La sconvolgente offerta dell’Al-Hilal per Kylian Mbappé del mese scorso, che avrebbe portato il calciatore francese a <a href="https://aroundthegame.com/post/mbappe-in-un-anno-potrebbe-guadagnare-piu-di-lebron-james-in-carriera/">guadagnare in un anno più di quanto percepito da LeBron James nella sua intera carriera</a>, ha causato una serie di rumorose reazioni all’interno dell’<strong>NBA</strong>. Si è trattato della prima volta da quando i petroldollari sauditi hanno irrotto sulla scena calcistica europea che il dibattito ha raggiunto la sfera del basket americano, o perlomeno della prima volta in cui tante stelle della lega hanno preso posizione sul tema, con i tweet di <a href="https://twitter.com/Giannis_An34/status/1683549442287255552" target="_blank" rel="noopener">Giannis Antetokounmpo</a>, <a href="https://twitter.com/KingJames/status/1683634303203422209" target="_blank" rel="noopener">LeBron James</a>, <a href="https://twitter.com/Dame_Lillard/status/1683564721675567104" target="_blank" rel="noopener">Damian Lillard</a> e <a href="https://twitter.com/Money23Green/status/1683642982463950848" target="_blank" rel="noopener">Draymond Green</a>. E dopo che il greco ha <em>fatto il bis</em> negli ultimi giorni (tweet qui sotto, dopo lo sbarco di Neymar all&#8217;Al-Hilal e la provocazione dello stesso club saudita a <em>The Greek Freak</em>), la domanda è: scherzavano, o stavano mandando un messaggio?</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Best duo in Saudi league!! 🔥 <a href="https://t.co/eF9K8U9bl9">https://t.co/eF9K8U9bl9</a> <a href="https://t.co/w5Vyw2n0Hj">pic.twitter.com/w5Vyw2n0Hj</a></p>&mdash; Giannis Antetokounmpo (@Giannis_An34) <a href="https://twitter.com/Giannis_An34/status/1691908731444015507?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">August 16, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Preso atto di queste reazioni &#8211; e del significato che possiamo decidere se attribuirgli o meno (beh, non capita tutti i giorni che LeBron James, il giocatore più rappresentativo dell’NBA, si spenda in questo modo) &#8211; è arrivato il momento di porsi una domanda, che per la verità aleggia nell’aria da tempo. L’<strong>Arabia Saudita</strong>, finanziata dall’inesauribile capitale del fondo sovrano PIF, proverà prima o dopo a importare &#8211; o se preferite, <em>comprare</em> &#8211; anche il grande basket? Sono sicuro che questa domanda ha un posto nei pensieri di <strong>Adam Silver</strong> da tempo, e forse dai giorni scorsi (almeno) anche nella testa del principe ereditario Mohammed bin Salman e del Ministro dello Sport e dello Spettacolo dell’Arabia Saudita, Turki Alalshikh.</p>



<p>Il contesto è noto ormai da mesi. Sia quello dei Paesi del Golfo Persico, che attraverso lo sport stanno costruendo le basi per il proprio sviluppo sociale ed economico, per la propria emancipazione dagli idrocarburi e per quella “pulizia” dell’immagine (<em>sportwashing</em>) di cui tanto avete sentito parlare negli ultimi mesi. Nel caso foste interessati al tema, in occasione di una trasferta a Riyadh lo scorso gennaio ho parlato delle logiche sportive e politiche dell’espansione saudita nel mondo del calcio per <a href="https://www.ultimouomo.com/ronaldo-primo-acquisto-fantacalcio-arabia-saudita-cosa-significa-acquisto-cr7/" target="_blank" rel="noopener">L’Ultimo Uomo</a> e <a href="https://www.rivistaundici.com/2023/02/05/arabia-saudita-calcio-mondiali-saudi-vision/" target="_blank" rel="noopener">Rivista Undici</a>, anticipando che <strong>Cristiano Ronaldo</strong> sarebbe stato solo l’inizio di una serie di colpi apparentemente da fanta-mercato (e no, non perché io sia un visionario, anzi: semplicemente perché non ho guardato al progetto saudita con l’arrogante scetticismo proprio di tanti appassionati &#8211; ma anche addetti ai lavori &#8211; occidentali).</p>



<p>Il punto, in questa sede, è: ci sono gli elementi per pensare che tutto ciò potrebbe accadere anche nel basket? Dal Golfo dei segnali ci sono, come conferma la volontà di espansione dell’NBA in questa regione annunciata da Silver in occasione delle <strong>Abu Dhabi Games</strong> del 2022 (cui ho avuto modo di partecipare e anche in questo caso <a href="https://www.ultimouomo.com/espansione-nba-medio-oriente-basket/" target="_blank" rel="noopener">spiegare per L’Ultimo Uomo</a>), e dunque il reciproco interesse mostrato dagli Emirati. Quanto allo specifico caso saudita, però, al momento non si registrano indizi, ma è anche vero che l’investimento nel calcio è stata un’escalation rapida e di grande impatto, e il suo successo potrebbe fare da traino per un allargamento di prospettive. O meglio, di discipline sportive. Del resto, ci siamo appena immersi nel grande disegno che il <strong>Saudi Vision 2030</strong> si propone.</p>



<p>Per quanto in occidente ci piaccia pensare che la cultura, la storia e la tradizione sportiva non si possano sradicare ed esportare altrove, negli ultimi mesi dovremmo aver preso atto del contrario. O meglio, del fatto che queste resistenze possano anche esistere, ma non sono un argine invalicabile di fronte a un mercato che si muove con un capitale fuori scala per gli standard cui siamo abituati. Pensare che <em>andrà a finire come con il calcio in Cina</em> non è solo un argomento troppo banalizzante, ma anche errato, perché non contempla le differenze dei contesti e soprattutto le ragioni per cui il progetto cinese sia stato prima ridimensionato e poi accantonato per volontà di Xi Jinping.</p>



<p>Le stelle del calcio europeo, così come quelle dell’NBA, non stanno certo male a livello economico, e non mancano i casi di chi ha preferito rimanere nel vecchio continente anzi che cedere alle faraoniche lusinghe del Golfo. La maggior parte degli atleti però, come legittimo e giusto che sia, antepone l’interesse economico tra le priorità nelle proprie decisioni professionali. Come tutti noi facciamo nel quotidiano, anche se sembriamo dimenticarcene quando giudichiamo le scelte altrui.</p>



<p>Dopo CR7, Benzema, Kantè, Milinkovic-Savic, Koulibaly e Brozovic, ne arriveranno tanti altri, ne potete stare certi. A partire dalla prossime settimane. E seguendo il loro esempio, potrebbero fare lo stesso le stelle del basket americano, se mai se ne presentasse l&#8217;opportunità. Senza neanche troppe riserve, come LeBron ha chiaramente lasciato intendere:</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Me headed to Saudi when they call <a href="https://twitter.com/RichPaul4?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@RichPaul4</a> &amp; <a href="https://twitter.com/mavcarter?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@mavcarter</a> for that 1 year deal! ✌🏾🤷🏾‍♂️😁 <a href="https://t.co/IX0VSMZYNb">pic.twitter.com/IX0VSMZYNb</a></p>&mdash; LeBron James (@KingJames) <a href="https://twitter.com/KingJames/status/1683634303203422209?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">July 25, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L’NBA potrebbe trovarsi prima o dopo ad affrontare una sfida inedita, vedendosi minacciata da una potenza esterna come mai è accaduto dalla nascita della stessa lega, o perlomeno dalla fusione con l’ABA. Per il momento, questo orizzonte è stato discusso solo in termini di ownership delle franchigie: potreste non esservene accorti, ma i <strong>Washington Wizards</strong> recentemente hanno venduto il 5% a un fondo qatariota, ed è abbastanza inevitabile che prima o dopo &#8211; con l’espansione in arrivo, l’occasione è ghiotta e dietro l&#8217;angolo &#8211; il <strong>fondo PIF</strong> allunghi le mani su un altro affare del genere. E se invece il progetto scalasse sull’attrarre i migliori talenti dell’NBA nelle lega cestisca araba, provando a farne l&#8217;epicentro del basket mondiale, sulla falsa riga della <strong>Saudi Pro League</strong> calcistica?</p>



<p>A beneficiarne non sarebbero soltanto LeBron (si fa per dire, anagraficamente parlando), Giannis e compagnia, che potrebbero firmare contratti <em>monstre</em> come quello di Mbappé. Ma anche tutto quel <em>ceto medio</em> parzialmente soddisfatto del nuovo CBA e della sproporzione del <em>player empowerment</em> nella lega, cui Austin Rivers recentemente <a href="https://www.cbssports.com/nba/news/austin-rivers-highlights-the-imbalance-of-player-empowerment-in-criticism-of-damian-lillards-trade-request/" target="_blank" rel="noopener">ha dato voce</a>.</p>



<p>Ad oggi, è difficile prevedere se uno scenario del genere si verificherà o meno, ed eventualmente quando. Quel che sappiamo, però, è che potrebbe bastare una riunione del consiglio di amministrazione del fondo PIF &#8211; cui Mohammed bin Salman e Turki Alalshikh presenziano in prima persona &#8211; per cambiare la geopolitica cestistica mondiale. Dopo aver assistito agli ultimi mesi di calciomercato, suona tutto più realistico adesso?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli storici 15 giorni dell&#8217;NBA nell&#8217;Unione Sovietica</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/gli-storici-15-giorni-dellnba-nellunione-sovietica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 01:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=48538</guid>

					<description><![CDATA[Esattamente oggi, 35 anni fa, gli Atlanta Hawks scendevano in campo a Tbilisi, odierna capitale della Georgia, per la prima storica partita di una squadra NBA sul suolo dell’Unione Sovietica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-48540" width="768" height="432" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/07/x1080.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p></p>



<p>Esattamente oggi, 35 anni fa, gli <strong>Atlanta Hawks</strong> scendevano in campo a Tbilisi, odierna capitale della Georgia, per la prima storica partita di una squadra <strong>NBA </strong>sul suolo dell’<strong>Unione Sovietica</strong>. La gara d’esordio, contro una selezione locale, di un tour che sarebbe proseguito facendo tappa a Vilnius (Lituania) e infine a Mosca (Russia).</p>



<p>Si è trattato di uno dei primi grandi viaggi dell’era <strong>David Stern</strong> &#8211; personalmente presente, insieme agli Hawks &#8211; per portare la bandiera dell’NBA in giro per il mondo, dopo quelli in Europa, Israele e Cina a cavallo tra Anni ’70 e ’80. E come confermeranno diversi diretti interessati, il tour riuscì davvero a rompere una barriera e aprire le porte dell’NBA, e in generale delle leghe sportive occidentali, a tanti atleti sovietici. Contribuendo positivamente alla distensione diplomatica in corso, in un momento storico molto delicato.</p>



<p>Siamo nell’estate del 1988. Il muro di Berlino cadrà l’anno successivo, l’Unione Sovietica si dissolverà nel ’91, e sebbene la <strong>Guerra Fredda</strong> fosse agli sgoccioli e l’URSS avesse intrapreso la <em>perestrojka </em>(il programma di ristrutturazione economica, politica e sociale varato da Gorbaciov), un evento NBA da queste parti non era una novità priva di significato, anzi. E come immaginabile, l’atmosfera non era esattamente quella di una classica tournée estiva per i giocatori degli Hawks e tutta la troupe al seguito.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="USSR ATLANTA HAWKS 1988 Wilkins Volkov Marculionis Levingston Willis" width="1080" height="810" src="https://www.youtube.com/embed/QVjWOHX-Pd0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Di seguito, una raccolta di qualche aneddoto di quei 15 giorni attraverso le testimonianze di Steve Holman (storica voce degli Hawks, ai tempi al suo terzo anno con la squadra), Jack McCallum (Sports Illustrated) e altri protagonisti del viaggio più coraggioso nella storia della lega.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“È stato uno shock culturale per tutti noi. Era ancora l’Unione Sovietica della Guerra Fredda e della Cortina di ferro. Quindi è stato difficile per molti di noi. Ma per i giocatori, che sono abituati a questo e quello sempre in prima classe, è stato davvero uno shock culturale.”</em></p>
<cite>&#8211; Stan Kasten, general manager Hawks</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Il volo doveva essere un charter. Invece, trasportava un misto di civili e animali vivi, e non aveva servizi. C’era solo dell’acqua in una ciotola di legno condivisa. Poi, il viaggio in autobus dall’aeroporto alla struttura di allenamento è stato interrotto a lungo dal bestiame che occupava la strada sterrata. Sukhumi non era proprio un resort sulla spiaggia, non era un posto in cui volevi andare.”</em></p>
<cite>&#8211; Jack McCallum, Sports Illustrated</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Quando siamo arrivati, abbiamo scoperto che la struttura dove dovevamo stare era chiusa da anni…”</em></p>
<cite>&#8211; Mike Fratello, head coach Hawks</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Ted Turner e Bob Wussler (fondatori di CNN, il primo all’epoca era il proprietario degli Hawks) una sera risposero a una chiamata d’emergenza dall’URSS. Dall’altra parte c’erano Kim Bohuny e Mike Fratello (reporter di TBS e coach della squadra), che parlavano da un bunker di cemento senza luce in Georgia. Imploravano di mandare cibo e acqua.”</em></p>
<cite>&#8211; NBA.com</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Ora ripenso con affetto a quei giorni, ma per due settimane abbiamo mangiato cetrioli e pomodori, e bevuto vodka calda. Non potevamo usare cubetti di ghiaccio a causa dei parassiti nell’acqua, quindi qualunque cosa bevessimo era calda.”</em></p>
<cite>&#8211; Steve Holman</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Jack McCallum di Sports Illustrated aveva portato dei cracker e burro di arachidi, e tutti li hanno mangiati come dei pazzi. Antoine Carr invece si era portato da casa un’intera valigia piena di cibo, ma la teneva barricata nella sua stanza e non lasciava entrare nessuno.”</em></p>
<cite>&#8211; Steve Holman</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Mike Fratello spesso portava gli Hawks fuori a mangiare nei ristoranti italiani. Quella volta, ha chiesto alla lega di far arrivare a Mosca tutti gli ingredienti necessari, e insieme a David Stern ha cucinato una cena a base di spaghetti, con enormi porzioni per tutti. Ci dicevamo che sembrava l’ultimo pasto prima di andare sulla sedia elettrica&#8230;”</em></p>
<cite>&#8211; Jack McCallum, Sports Illustrated</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“A un certo punto, abbiamo avuto un giorno libero e alcuni giocatori americani sono venuti da me e mi hanno detto: ‘Sasha, vogliamo andare a un club stasera’. E gli ho risposto: ‘OK, penso che vi rendiate conto che qui a Sukhumi&#8230; che tipo di club pensate di trovare?’ Ero sicuro che non ci fossero discoteche da quelle parti, soprattutto in prossimità di una base sovietica isolata, ma chiamai degli amici per averne conferma. Dopo un paio d&#8217;ore, un agente del KGB mi chiamò e mi disse: ‘Sasha, per favore, non fate cose stupide. Racconta che è una festa religiosa, che tutto è chiuso e basta’. Nessun giocatore ha lasciato l’albergo quella notte.”</em></p>
<cite>&#8211; Alexander Volkov, giocatore ucraino (oggi tra l&#8217;altro <a href="https://sport.sky.it/nba/2022/03/13/nba-guerra-ucraina-russia" target="_blank" rel="noopener">coinvolto personalmente nel conflitto</a>)</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“La lega ha voluto quella trasferta perché era davvero l’inizio di un programma di David Stern che puntava all’espansione globale dell&#8217;NBA. E uno dei primi passi dovevano essere i giocatori dell’Europa dell’Est. C’erano così tanti ottimi giocatori da quelle parti, l’NBA voleva sfondare questa barriera.”</em></p>
<cite>Kim Bohuny, reporter TBS</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Noi ai tempi non avevamo idea, e neanche loro, di quanto quella trasferta avrebbe contribuito ad aprire la porta. Ancora oggi rappresenta un passo fondamentale per gli atleti sovietici che in seguito hanno gareggiato da professionisti in Occidente.”</em></p>
<cite>&#8211; Sarunas Marciulionis, che l’anno dopo diventerà un giocatore degli Warriors</cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“In quei giorni, in un certo senso abbiamo sognato l’NBA, anche se non lo dicevamo alla gente, perché sembrava una cosa stupida. Nonostante la situazione nel mondo e quella dell’Unione Sovietica, dentro di noi abbiamo pensato: sì, forse c’è una possibilità.”</em></p>
<cite>&#8211; Alexander Volkov, che l’anno dopo diventerà un giocatore degli Hawks</cite></blockquote>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grazie, Play-In Tournament</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/grazie-play-in-tournament/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 23:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=39522</guid>

					<description><![CDATA[Stiamo vedendo il finale di Regular Season più bello di sempre?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="695" height="391" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/image-5-edited.png" alt="" class="wp-image-39526" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/image-5-edited.png 695w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/image-5-edited-300x169.png 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/image-5-edited-150x84.png 150w" sizes="(max-width: 695px) 100vw, 695px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: ESPN</figcaption></figure>



<p>La <strong>Regular Season 2022/23</strong> è entrata nelle ultime due settimane di calendario, e si può dire senza troppe esitazioni che saranno i 15 giorni di stagione regolare più divertenti da tanto, tanto tempo. Forse i più spettacolari di sempre. E il merito, neanche a dirlo, è della brillante novità introdotta – inizialmente, per ovviare alle circostanze generate dalla pandemia – dall’<strong>NBA</strong> a partire dalla stagione 2019/20: il <strong>Play-In Tournament</strong>.</p>



<p>Vi ricordate com’erano le ultime settimane prima dei <strong>Playoffs</strong>, fino a quattro anni fa? Una lenta agonia, con poche partite rilevanti in termini di classifica e un’infinità di squadre più o meno in vacanza, chi aspettando l’arrivo della post-season, chi direttamente l’estate. Qui sotto, ad esempio, la <strong>Western Conference</strong> ad aprile 2019 (ultimo anno prima del Play-In), in cui la distanza tra ottavo e nono posto aveva reso la volata finale decisamente poco intrigante:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura-1024x556.jpg" alt="" class="wp-image-39523" width="768" height="417" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura-1024x556.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura-300x163.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura-150x81.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura-768x417.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura-1080x586.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2023/03/Cattura.jpg 1118w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Quest’anno, invece, tutto il contrario. A Est il quadro Playoffs e Play-In è più delineato, salvo il testa-a-testa tra Heat e Nets per il sesto posto, e il tentativo disperato di Pacers e Wizards di rimontare una tra Bulls e Raptors per partecipare agli “spareggi”. A Ovest, invece, è<em> “Wild, Wild West”.</em></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Nella volata Play-In / Playoffs a Ovest puó succedere letteralmente di tutto.<br><br>Si continua stasera con:<br><br>🍿 MAVS-WARRIORS<br>🍿 LAKERS-SUNS <a href="https://t.co/P8QJZ3xeNl">pic.twitter.com/P8QJZ3xeNl</a></p>&mdash; Around the Game (@AroundTheGameIT) <a href="https://twitter.com/AroundTheGameIT/status/1638441872539492355?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 22, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Tre partite di distanza (<a href="https://www.espn.com/nba/standings" target="_blank" rel="noopener">aggiornata</a>) tra la quarta e la dodicesima, con nove squadre in volata e una totale incertezza su chi entrerà direttamente nella griglia Playoffs, chi passerà dal Play-In e chi invece resterà a guardare. Il tutto, con una serie di scontri diretti in clima da post-season, che coinvolgono squadre con ambizioni di titolo (Warriors, Suns, Lakers, Clippers) ma anche delle assolute rivelazioni (Jazz, Thunder).</p>



<p>Fino al 2020, in una stagione del genere probabilmente le speranze di alcune franchigie sarebbero state abbandonate da tempo, e questo avrebbe contribuito a “rovinare” lo spettacolo di molte partite dell’ultimo mese e allo stesso a spalancare ulteriormente il divario tra <em>playoff teams</em> e <em>tanking teams</em> (con tutte le implicazioni che questo ha anche in sede di mercato, come abbiamo visto alla trade deadline scorsa).</p>



<p>Il Play-In Tournament, invece, ha dato un senso alla seconda metà di stagione di diverse franchigie, come ci testimonia la corrente stagione. A meno di dieci partite dal termine, infatti, sono solo sei le squadre che hanno alzato il piede dall’acceleratore; e a parte Portland, sono tutti team che erano destinati già da ottobre a un’annata di questo tipo.</p>



<p>Sì, è il finale di Regular Season più bello di sempre. Ed è tutto merito del Play-In.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I can&#39;t remember a season like this, man.  Teams 5-12 in the West are essentially already in the playoffs.</p>&mdash; Lucas (@LucasJHann) <a href="https://twitter.com/LucasJHann/status/1638699994223087618?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">March 23, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<div style="height:36px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quella citazione “fake” di Ja Morant riportata (recidivamente) da ESPN</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/quella-citazione-fake-di-ja-morant-riportata-recidivamente-da-espn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lamperti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 03:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=31900</guid>

					<description><![CDATA[Dopo quella di Stephen A. Smith, un'altra gaffe su ESPN. La colpa (o il merito, fate voi) è ancora di Ballsack Sports.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Dopo quella di Stephen A. Smith, un&#8217;altra gaffe su ESPN. La colpa (o il merito, fate voi) è ancora di Ballsack Sports.</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited.jpg" alt="" class="wp-image-31904" width="671" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited.jpg 1193w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2022/12/ja-morant-espn-edited-1080x607.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1193px) 100vw, 1193px" /></figure></div>



<p>Nei mesi scorsi <strong>ESPN </strong>ha dovuto scusarsi due volte davanti al proprio pubblico, non senza un certo imbarazzo, per aver riportato in diretta TV delle citazioni “fake” a proposito di due stelle della lega. Nel primo caso si trattava di una dichiarazione di un dirigente dei Nets su <strong>James Harden</strong>, dopo il suo addio a Brooklyn; nel secondo, di un’affermazione di <strong>Ja Morant</strong> su <strong>Michael Jordan</strong> e sul suo eventuale impatto nel basket di oggi.</p>



<p>Entrambe le volte <em>è stata colpa (o merito, a voi la scelta) di</em> <a href="https://twitter.com/BallsackSports" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ballsack Sports</strong></a>, account Twitter che si propone come piattaforma “satirica e parodistica” sul mondo NBA. Un profilo che probabilmente conoscete già, anzi, sono sicuro che qualcuno di voi sia stato ingannato qualche volta dalle grafiche molto accurate che è solito pubblicare, con citazioni inventate e più o meno verosimili. </p>



<p>L’ultimo scivolone ha avuto luogo dopo che Bleacher Report ha pubblicato l’intervista di <strong>Taylor Rooks</strong> a Morant, in cui la stella dei Grizzlies ha discusso di vari argomenti sul presente e sul passato della lega. Parlando di MJ, ha detto che<em> “lo cucinerebbe se giocassero uno contro uno”,</em> ovviamente con tono scherzoso (<a href="https://www.instagram.com/p/CmTlKhwtkdA/?hl=it" target="_blank" rel="noopener">l’ha detto anche di Lionel Messi</a>…).</p>



<p>Le sue parole, però, sono arrivate al pubblico di ESPN in una forma un po’ distorta. Nell&#8217;episodio di “This Just In” di quella settimana, infatti, <strong>David Jacoby </strong>e<strong> Kendrick Perkins</strong> hanno aperto una lunga discussione a tal proposito, in un’intera sezione della trasmissione dedicata. Partendo, però, da parole che Morant non ha mai pronunciato, ovvero: <em>“Jordan nel basket di oggi sarebbe semplicemente una delle superstar della lega, come me, Steph, Luka, Dame, Trae, Bron, KD, Giannis e Kawhi.”</em></p>



<p>Taylor Brooks <a href="https://twitter.com/TaylorRooks/status/1546611393725468673" target="_blank" rel="noopener">ha subito puntualizzato su Twitter</a> che Morant <em>“non aveva mai detto quelle parole nella sua intervista”</em> e di <em>“non poter credere che le avessero riportate”.</em> Lo stesso Ja <a href="https://twitter.com/JaMorant/status/1546640869767278597" target="_blank" rel="noopener">ha risposto</a> alla reporter di B/R: <em>“questi sono impazziti”</em>. </p>



<p>Inevitabilmente, nel giro di poco tempo sono arrivate le scuse di Jacoby: <em>“Abbiamo fatto un errore, abbiamo attribuito a Morant una frase che semplicemente non ha detto. A nome mio, del network ESPN e dello staff di questa trasmissione chiedo scusa a Ja Morant e a Taylor Brooks per il nostro sbaglio. Lavoreremo per assicurarci che non succeda ancora.”</em></p>



<p>Effettivamente, è la seconda volta che un reporter di ESPN si trova nell’imbarazzante posizione di dover ammettere e chiedere scusa per una gaffe di questo tipo. La precedente risale a marzo, in una puntata di “First Take”, quando <strong>Stephen A. Smith</strong> stava discutendo con Perkins del divorzio Harden-Brooklyn e ha riportato una citazione di un dirigente dei Nets totalmente inventata da Ballsack Sports. Ovvero, un presunto alterco tra Irving e Harden in allenamento, con il primo che avrebbe definito il Barba<em> “washed”</em> (traducibile in <em>“bollito”</em>).</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kyrie Irving and James Harden got into “brief” physical altercation after Kyrie called the 32 year-old superstar “Washed” during one scrimmage. <a href="https://t.co/zx7hXolipO">pic.twitter.com/zx7hXolipO</a></p>&mdash; Ballsack Sports (@BallsackSports) <a href="https://twitter.com/BallsackSports/status/1492024223614840832?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">February 11, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Se state pensando che quest’ultima citazione fosse davvero poco verosimile, beh, non siete i soli. Lo hanno pensato un po’ tutti, tra cui anche <strong>Kevin Durant</strong>, che attraverso alcuni tweet ha deriso Smith per la superficialità con cui ha reperito e (non) controllato tali informazioni.</p>



<p>In ogni caso, si tratta della seconda <em>vittima illustre</em> finita in pochi mesi nel palmares dell’ignoto ragazzo che ha creato e gestisce Ballsack Sports. Di lui sappiamo solo che si chiama Matt, che ha 24 anni, che vive nell’Ohio… e che ha fatto fare due brutte, bruttissime figure a uno dei network televisivi più importanti del Mondo.</p>



<div style="height:47px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
